Russia e Nato, riunione a Bruxelles

“Stop alle violenze in Ucraina”

Il segretario generale della Nato, Anders Fogh Rasmussen (Foto: AFP / East News)

Il segretario generale della Nato, Anders Fogh Rasmussen (Foto: AFP / East News)

La Federazione spinge per porre fine agli scontri e chiede che venga rispettato l’accordo di Ginevra del 17 aprile. L’inviato permanente presso la NATO, Aleksandr Grushko: “L’Alleanza ha la sua parte di responsabilità per l'aggravarsi della situazione e il fallimento del processo politico”

Dopo tre mesi dall’ultimo incontro, lunedì scorso nella sede della NATO a Bruxelles ha avuto luogo la riunione del Consiglio NATO-Russia tra gli ambasciatori. Ricordiamo che l'incontro del Consiglio tra i ministri degli Esteri avrebbe dovuto svolgersi all'inizio di aprile, ma è stato annullato. Al suo posto, l'Alleanza Atlantica ha deciso di congelare la cooperazione civile e militare con Mosca. Anche se si è convenuto che in caso di necessità il dialogo politico nel Consiglio possa continuare tra gli ambasciatori e a un livello superiore.

L'idea di indire una riunione di emergenza per discutere la situazione in Ucraina dopo i fatti di Odessa è partita da Mosca. Tuttavia le parti hanno impiegato tanto tempo a raggiungere un accordo circa la data: mentre la Russia premeva per una riunione immediata, l'Alleanza ha proposto l’incontro per il 27 maggio.

Il Ministro degli Esteri della Federazione Russa Sergei Lavrov ha motivato la riluttanza da parte russa verso la proposta della NATO in questo modo: "È già da quasi un mese, immediatamente dopo i fatti di Odessa, che sarebbe stato necessario convocare il Consiglio per discutere in maniera trasparente, aperta, guardandosi negli occhi, di come sia potuto accadere tutto ciò. I partner occidentali, membri della NATO, si sono rifiutati di convocare il Consiglio per poi, tutto ad un tratto, dopo un nostro regolare sollecito accettare clementemente, dicendo di essere pronti. Ma questo è accaduto solo il 27 di maggio. Non abbiamo dubbi sul fatto che questo sia stato pensato esclusivamente per legittimare le elezioni previste per il 25 maggio". Questo sviluppo dei fatti non è piaciuto a Mosca.

Alla fine comunque la riunione alla presenza degli ambasciatori di 29 paesi (tutti stati membri della NATO più la Russia) si è tenuta. Per la Russia era presente l’inviato permanente presso la NATO Aleksandr Grushko. "Il significato dell'incontro odierno è quello di discutere di sicurezza in Ucraina - ha detto a RBTH -. Ai confini della Russia infuria la guerra, e per questo abbiamo ritenuto necessario sfruttare tutte le opportunità possibili per cercare di porre fine alla violenza e portare la situazione sul piano pacifico e diplomatico. Abbiamo invitato i membri del Consiglio a richiedere che le autorità di Kiev terminino immediatamente l'operazione punitiva nel sud-est del paese e comincino ad attenersi all'accordo di Ginevra del 17 aprile e alle linee guida dell'OSCE".

Secondo Grushko, questo permetterebbe di bloccare "l’operazione speciale delle forze armate ucraine che ha portato a decine di vittime e feriti per sedare le proteste che si sono sviluppate come reazione al colpo di stato del 22 febbraio”, e successivamente di avviare un autentico dialogo nazionale in Ucraina e arrivare così ad un accordo sulla riforma costituzionale che sia accettabile per tutte le parti.

"Abbiamo ricordato ai membri del Consiglio che a febbraio l’alleanza aveva lanciato un appello affinché il governo ucraino cessasse immediatamente le violenze, sottolineando l'inammissibilità dell’ingerenza delle forze armate nel processo politico - ha dichiarato Grushko -. Non vediamo alcuna ragione che impedisca oggi che quelle stesse affermazioni vengano ripetute".

L’inviato permanente russo ha attirato l'attenzione sul fatto che la NATO fornisce a Kiev - “suo partner di pace” - assistenza tecnica, incoraggiando così le nuove autorità ucraine a continuare le azioni di forza. Così, secondo A. Grushko, l'Alleanza ha la sua parte di responsabilità per l'escalation della situazione e il fallimento del processo politico.

Naturalmente, il rappresentante permanente non poteva non menzionare l'attività senza precedenti della NATO in prossimità dei confini russi: "Questa è eccessiva, inadeguata, indebolisce la regione Euro-Atlantica quanto a stabilità, sicurezza e prevedibilità. È evidente quanto la dimostrazione della forza militare, gli appelli per l'aumento della spesa militare siano controproducenti. Tutto questo conduce verso un vicolo cieco. Tali azioni potrebbero aumentare le tensioni nell’area Euro-Atlantica e minare il sistema di sicurezza presente nella regione".

Grushko ha avvertito i colleghi del Consiglio del fatto che un ulteriore collocamento di notevoli forze armate dell'Alleanza nei paesi dell’Europa centrale e orientale verrà considerata una violazione degli obblighi sanciti dai trattati sottoscritti con la Russia. “In questo caso, il distacco del nostro paese dall'atto istitutivo del Consiglio NATO-Russia è solo una delle possibilità”, ha dichiarato.

"Negli affari militari, come è noto, a contare sono le capacità, non le intenzioni, che, come hanno dimostrato i recenti avvenimenti, possono fare la differenza. Pertanto, se vedremo che la nuova impostazione della NATO in Russia sarà caratterizzata da provvedimenti relativi alla costruzione militare, dallo spostamento di forze militari della NATO verso la parte orientale, allora verranno adottate le misure necessarie affinché la sicurezza della Russia non debba essere messa a rischio per questo", ha dichiarato Grushko.

"In generale la conversazione è stata abbastanza complessa, ma coinvolgente. Si sono pronunciati tutti i membri del Consiglio. Speriamo che questo porti a qualche risultato”, ha affermato l’inviato russo.

In ogni caso, i partecipanti alla riunione hanno accolto favorevolmente la decisione del ritiro delle truppe russe dai confini con l'Ucraina, anche se si è parlato di intraprendere delle misure supplementari che consentano la conduzione del ritiro in maniera trasparente. La parte russa si è mostrata comprensiva rispetto alla necessità dei membri della NATO di attuare l'accordo di Ginevra e al fatto che l'unico modo per uscire dalla crisi sia una soluzione politica e diplomatica. Tuttavia, nessuno ha sollevato la questione della data in cui si svolgerà la prossima riunione del Consiglio.

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