Aspettando il voto in Ucraina

Foto: Itar Tass

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Da Mosca toni più concilianti in merito alle elezioni presidenziali di domenica. Putin: “Rispetteremo il voto di Kiev”

Tra due giorni l’Ucraina avrà la sua “giornata del silenzio”. Gli ultimi sondaggi piazzano il candidato Petr Porochenko tra i favoriti, con il 34 per cento delle preferenze. Al secondo posto, Yulia Timoshenko, che, secondo le previsioni, potrebbe ottenere il 6,5 per cento dei voti. Segue Sergei Tigipko, che potrebbe essere scelto dal 5,8 per cento della popolazione. 

Nel frattempo, nella parte orientale del Paese le operazioni dei reparti speciali continuano. “Tutti gli abitanti di quelle regioni lo possono confermare: attualmente c’è una rotazione delle truppe e delle forze coinvolte nelle operazioni anti-terrorismo”, ha dichiarato mercoledì il portavoce del quartier generale, Vladislav Seleznev.

All’inizio della settimana, il primo ministro russo Dmitri Medvedev all’agenzia Bloomberg aveva dichiarato che, anche se le imminenti elezioni “potrebbero risultare un modo per uscire dalla crisi”, si tratterebbe comunque di un “cambiamento incostituzionale di governo”, sapendo che una serie di regioni non parteciperanno al voto. “Dopo le votazioni di maggio, una parte della popolazione ucraina avrà espresso la propria preferenza per uno o l’altro candidato. Possiamo rispettare questa posizione. Ma si tratta di un atto di riconoscimento? No, non lo è”.

A metà marzo il Presidente russo aveva anche chiesto una chiara valutazione delle future elezioni ucraine. “Le nuove elezioni, senza una modifica della Costituzione, non saranno riconosciute come legittime”, aveva dichiarato Putin per chiarire la posizione di Mosca. Tuttavia, nel mese di maggio il tono delle dichiarazioni è cambiato: Putin ha definito le elezioni presidenziali “un passo nella giusta direzione”. 

Poi, dal Forum economico di San Pietroburgo, il capo del Cremlino ha dichiarato che la Russia intende rispettare la scelta degli ucraini alle elezioni presidenziali ed è pronta a lavorare con le nuove autorità elette. "Una volta che la situazione in Ucraina si sarà stabilizzata, la Russia potrà normalizzare le sue relazioni con gli Stati Uniti”.

Nel frattempo il leader Petr Porochenko ha intenzione di evitare in tutti i modi il secondo turno. “Oggi, se nessuno viene eletto al primo turno, il secondo turno può anche non avere luogo. Il livello di destabilizzazione può essere tale che dovremo batterci per la legittimità”. 

“Lo scenario verificatosi in Crimea è irrealizzabile - fa notare il direttore del Centro di studi politici dell’università delle Finanze del governo russo, Pavel Salin -. In Crimea tutto si è svolto molto rapidamente, con chiarezza e senza vittime. A Est, invece, la maggioranza della popolazione si dimostra troppo passiva”. 

“Nell’Ucraina orientale la situazione è radicalmente diversa - aggiunge lo specialista -. Parte del paese è coinvolto in una vera e propria guerra civile. E ciò che caratterizza questa guerra civile è proprio il numero dei partiti coinvolti. Non si tratta solamente di Kiev, sostenuto da Washington, non si tratta solamente dei miliziani, sostenuti da Mosca, ma anche di Akhmetov, Kolomoiski e di altri gruppi che hanno interessi locali”.

Secondo Salin, comunque, Mosca non ha nulla in contrario rispetto alle elezioni di 25 maggio. “È molto difficile conciliare gli interessi di tutte le parti. È per questo che gli attori più importanti dovrebbero mettersi poco a poco in disparte, al fine di prendere la giusta decisione”.

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