Ucraina, le nuove sanzioni

Il Ministero degli Esteri russo ha avvertito che la risposta di Mosca alla decisione di Washington potrebbe essere “dolorosa”. Nella foto, il Presidente russo Vladimir Putin (Foto: Reuters)

Il Ministero degli Esteri russo ha avvertito che la risposta di Mosca alla decisione di Washington potrebbe essere “dolorosa”. Nella foto, il Presidente russo Vladimir Putin (Foto: Reuters)

Come reagiranno le autorità della Federazione ai nuovi provvedimenti dell'Occidente?

Gli Stati Uniti hanno introdotto nuove sanzioni contro imprese e personalità russe. Nel nuovo elenco sono finiti, tra gli altri, l’amministratore delegato della società petrolifera Rosneft, Igor Sechin, e il direttore generale di Russian technologies, Sergej Chemezov. Il Ministero degli Esteri russo ha avvertito che la risposta di Mosca alla decisione di Washington potrebbe essere “dolorosa”Nella lista nera entrano anche il vice capo dell’amministrazione del Cremlino, Vjacheslav Volodin, il vice premier Dmitrij Kozak e l’inviato presidenziale russo in Crimea, Oleg Belaventsev. Le sanzioni colpiranno anche il presidente della commissione della Duma di Stato per gli affari internazionali, Aleksej Pushkov, e il capo del Servizio federale di protezione, Evgenij Murov.

Inoltre, le sanzioni hanno già interessato 17 società russe, controllate da Gennadij Timchenko, Arkadij e Boris Rotenberg e dalla banca Rossija. Nell’elenco delle società figurano parecchie banche, tra cui Ivestkapitalbank, Sobibank e Smp bank. Il vice ministro degli Esteri russo, Sergej Rjabkov, ha reso noto che le nuove sanzioni varate dagli Stati Uniti contro la Russia  potrebbero produrre reazioni “dolorose” da parte della Russia. “Naturalmente risponderemo. Non abbiamo mai nascosto questa eventualità e la gamma delle misure che verranno adottate è piuttosto ampia” ha detto Rjabkov, secondo quanto comunicato dall’agenzia Interfax. Rjabkov ha rilevato, inoltre, che “tale reazione avrà conseguenze dolorose per Washington”. “Con la Russia nessuno ha il diritto di usare il linguaggio delle sanzioni; i tentativi di esercitare pressioni e dettare ultimatum si ritorceranno contro chi ne è responsabile”  ha affermato.

Una nuova guerra fredda

Fedor Lukjanov, politologo e presidente del Presidium del consiglio per la politica estera e la difesa, ha dichiarato che a contare è l’elenco delle società. “Le sanzioni principali non mirano a colpire delle personalità, ma importanti società, il cui numero, potrebbe con ogni  probabilità ampliarsi e che verranno emarginate dai mercati finanziari esteri. Le sanzioni individuali che hanno colpito Sechin e Volodin sono puramente simboliche”. “Stiamo tornando a una nuova ‘guerra fredda’. È difficile dire per quanto durerà, ma sicuramente si protrarrà per i prossimi anni. E potrà svilupparsi, coinvolgendo anche altre sfere dei rapporti” ha aggiunto l’esperto.

Il politologo Gleb Pavlovskij, vicino al Cremlino, ha osservato che “non si deve tanto parlare di una risoluzione della crisi, quanto di un’ulteriore sprofondamento in essa”. A suo avviso, il significato delle attuali sanzioni “è determinato da due ordini di fattori: la volontà di assestare un colpo all’economia e, dall’altro lato, di esasperare Mosca per indebolire il livello delle sue reazioni”. Il direttore della Fondazione di studi sugli Stati Uniti presso l’Mgu di Mosca, Jurij Rogulev, ha dichiarato che l’elenco messo a punto dagli Usa era prevedibile. “Non è altro che  una dimostrazione di forza. Nelle relazioni con un paese così grande come la Russia, tali sanzioni non possono produrre effetti immediati. Ma io non parlerei di un ritorno della guerra fredda o di un’allarmante tensione  nei rapporti tra i due paesi, si tratta più che altro di una sorta di make-up” ritiene l’esperto.

L’articolo è stato scritto utilizzando materiali di Interfax e Gazeta.ru

Tutti i diritti riservati da Rossiyskaya Gazeta