Russia-Nato: il disgelo in autunno

Il segretario generale della Nato, Anders Fogh Rasmussen (Foto: Reuters)

Il segretario generale della Nato, Anders Fogh Rasmussen (Foto: Reuters)

La questione ucraina pesa. Ma gli esperti ritengono che il "congelamento" delle relazioni tra la Russia e l'Alleanza Nordatlantica non durerà a lungo

Il primo aprile i ministri degli Esteri dei paesi della NATO hanno deliberato la sospensione della cooperazione civile e militare tra la loro organizzazione e la Russia. In una dichiarazione dei ministri si legge che le azioni intraprese dalla Russia nei confronti dell'Ucraina contraddicono i principi dell'Atto istitutivo NATO-Russia e della Dichiarazione di Roma. Il dialogo politico, però, non si ferma: resterà possibile "a livello consolare e ai livelli superiori". All'inizio di marzo la NATO aveva già annunciato l'intenzione di sospendere la pianificazione della prima missione congiunta con la Russia, ovvero la scorta in mare della nave americana Cape Ray, a bordo della quale dovrà avvenire la distruzione delle armi chimiche siriane.

Il progetto verrà comunque realizzato, ma senza la partecipazione della parte russa. La dichiarazione dei titolari degli Esteri si riferisce in primo luogo ai progetti di cooperazione tra NATO e Russia che riguardano il parco elicotteri e l'addestramento degli agenti di polizia antidroga in Afghanistan. Il viceministro degli Esteri afgano Ershad Ahmadi ha già rivolto alla NATO e a Mosca la richiesta di separare le loro relazioni bilaterali dalle questioni della cooperazione in Afghanistan.

La reazione russa non si è fatta attendere. Venerdì scorso il viceministro della Difesa Anatolij Antonov ha annunciato il ritiro da parte della Russia del proprio rappresentante militare presso la NATO, a scopo di consultazioni. Antonov ha inoltre sottolineato che l'incremento delle forze militari dell'Alleanza Nordatlantica nelle immediate vicinanze dei confini russi non favorisce l'allentamento della tensione nell'area che pure gli stessi partner occidentali raccomandano con tanta insistenza.  

Gli esperti si dichiarano ottimisti

Secondo gli esperti, la reazione della Russia all'iniziativa della NATO è del tutto appropriata. Si prevede anzi che la sospensione della cooperazione pratica non danneggerà eccessivamente la Russia. Secondo l'opinione del vicedirettore dell'Istituto sugli USA e il Canada dell'Accademia delle Scienze russa Viktor Kremenjuk, nel complesso la cooperazione tra la Russia e la NATO negli ultimi anni si è svolta "senza infamia e senza lode"; tutta una serie di progetti sono stati realizzati in maniera non troppo efficiente, e potrebbero essere tranquillamente annullati. Kremenjuk ritiene che la Russia "si stia comportando nella maniera giusta", tanto più che ha dalla sua un argomento di grande peso: "Quando la NATO lo ha ritenuto necessario, ha preso delle decisioni senza considerare minimamente la Russia, come nel caso del proprio allargamento a Est o dell'intervento militare in Jugoslavia. Nella situazione attuale la Russia sta agendo esattamente allo stesso modo".

Il programma più importante è senza dubbio quello della cooperazione tra l'Alleanza Nordatlantica e Mosca in Afghanistan: esso è necessario a entrambe le parti, e pertanto non è escluso che la NATO in un futuro prossimo compia il primo passo nella direzione di un riavvicinamento. Tanto più che la Russia e l'Occidente si dichiarano pronti a dialogare sulla questione ucraina, e che il governo russo fornisce continue assicurazioni sul fatto di non volere introdurre le sue truppe nel paese. Anche Tatiana Parkhalina, responsabile del Centro per le ricerche scientifiche e l'informazione sui problemi globali e regionali dell'Istituto di scienze sociali dell'Accademia delle scienze russa, ritiene che per la NATO sia di estrema importanza portare avanti i progetti congiunti per l'Afghanistan insieme a Mosca, per evitare una destabilizzazione nel paese e nella regione.  

Secondo l'esperta, oltre che in Afghanistan la Russia e la NATO collaborano anche in altri progetti importanti, come ad esempio la lotta alla pirateria o la realizzazione di apparecchiature per localizzare gli ordigni esplosivi. Tatiana Parkhalina osserva che la dura decisione annunciata dalla NATO il 1° aprile è una sorta di "contrappeso, compensazione per l'ammorbidimento dell'Europa sulla questione delle sanzioni economiche". L'esperta prevede che il nuovo segretario generale della NATO, il norvegese Jens Stoltenberg, che inizierà il suo mandato il 1° ottobre 2014, "scongelerà" verso la fine dell'anno i rapporti con la Federazione Russa. "È quel che hanno fatto anche i suoi predecessori: Robertson, che entrò in carica alla fine del 1999, ristabilì le relazioni dopo gli avvenimenti in Kosovo; Rasmussen, segretario generale dal 2009, fece lo stesso dopo il conflitto del 2008 in Georgia e Ossezia", osserva la Parkhalina.  

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