Ucraina, il dialogo riprende

Il ministro russo degli Esteri Sergei Lavrov insieme al segretario di Stato americano John Kerry (Foto: flickr.com / Eduard Peskov, Ministero degli Esteri della Federazione Russa)

Il ministro russo degli Esteri Sergei Lavrov insieme al segretario di Stato americano John Kerry (Foto: flickr.com / Eduard Peskov, Ministero degli Esteri della Federazione Russa)

Mosca e Washington hanno deciso di collaborare con il governo di Kiev al fine di salvaguardare i diritti delle minoranze etniche, disarmare i provocatori, attuare le riforme costituzionali e assicurare uno svolgimento corretto delle elezioni

Un esito "del tutto costruttivo". È questo il giudizio che il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, ha dato dell’incontro a Parigi con il segretario di Stato americano John Kerry. "Abbiamo avviato intense trattative in primo luogo sulla questione della crisi in Ucraina” ha detto Lavrov. “Pur avendo espresso opinioni divergenti sulle sue cause, abbiamo raggiunto un’intesa sulla necessità di trovare dei punti di contatto per regolarizzare la situazione”. E Lavrov si è soffermato sul documento che è stato messo a punto dopo l’incontro: “Siamo giunti alla decisione di collaborare con il governo dell’Ucraina, e in senso più lato con il popolo ucraino, per attuare alcune misure prioritarie per garantire la tutela dei diritti delle minoranze etniche, inclusi i diritti linguistici, il disarmo dei provocatori, l’attuazione di una riforma costituzionale e lo svolgimento corretto di libere elezioni sotto il controllo internazionale”.    

La forma di governo

Uno stato unitario e una federazione sono due forme diverse di assetto statale. Principali componenti di uno Stato unitario sono solo le unità amministrative territoriali che non hanno uno status di struttura statale. In questo caso i massimi organi del potere statale, il sistema giuridico e la costituzione sono gli stessi per tutto il paese. Nella compagine della federazione ci sono soggetti autonomi e due sistemi diversi di organi supremi di potere (quelli federali e quelli che sono soggetti della federazione). La confederazione è un’unione di stati che salvaguardano la propria sovranità, ma che delegano una parte dei propri poteri a organi comuni di potere per il conseguimento di concreti scopi politici ed economici. A differenza  dell’appartenenza a una federazione unica, uno Stato può contemporaneamente essere membro di più confederazioni

Ciò significa di fatto che dall’inizio della crisi ucraina questa è la prima volta che Russia e Stati Uniti raggiungono un accordo diplomatico per attuare misure comuni. Igor Istomin, dell’Università statale di Mosca per le relazioni internazionali (Mgimo), nel corso di un’intervista a Russia oggi ha osservato che “le ultime dichiarazioni di Lavrov e Kerry denotano un ammorbidimento delle posizioni e una ripresa del dialogo”. “Russia e Stati Uniti sono orientati a evitare un’esasperazione della situazione” ritiene l’esperto. Tuttavia, ha sottolineato che lo sviluppo futuro dei negoziati dipende non solo dalla Federazione Russa e dagli Usa, ma dall’evoluzione degli eventi nella stessa Ucraina. “Gli avvenimenti in Ucraina si sviluppano secondo una loro dinamica interna; esistono in quel paese figure rilevanti sul piano politico”.

In un programma, trasmesso dal canale radio Kommersant Fm, il rettore della Facoltà di Economia e politica internazionale, Andrej Suzdaltsev, ha definito la ripresa del dialogo russo-americano come un fattore di estrema importanza. “Oggi si conclude quella fase di reazioni provocate, nel mondo occidentale, negli Stati Uniti e nell’ Unione Europea, dall’esito del referendum in Crimea e dall’annessione della Crimea alla Russia. Sono state sperimentate diverse forme di sanzioni e l’Occidente si è convinto ancora una volta che da parte nostra non vi saranno reazioni e che le sanzioni hanno prodotto un effetto del tutto irrilevante sulla Russia” ha spiegato l’esperto. “Ora si coinvolgono organizzazioni di esperti, si cercano nuove soluzioni e comincia a delinearsi una road map per l’uscita dalla crisi”.

Come si evince dall’intervento di Lavrov sugli esiti dei colloqui di domenica, il segretario di Stato americano Kerry condivide l’opinione che solo una federalizzazione possa salvare l’Ucraina: “Abbiamo esaminato la riforma costituzionale su cui diamo un giudizio positivo insieme agli americani” ha dichiarato Lavrov. “E siamo convinti che la federalizzazione sia una componente molto importante della riforma costituzionale poiché l’obiettivo principale è quello di salvaguardare l’unità dell’Ucraina, tutelando i diritti di tutte le regioni del paese, nessuna esclusa”. “In Occidente si comincia progressivamente a comprendere la complessità della situazione ucraina e la posizione della Russia. Non esiste altro cammino per la salvaguardia dell’integrità territoriale dell’Ucraina, che la sua federalizzazione” ha dichiarato nel sito Pravda.ru, Pavel Podlesnyj, direttore del Centro per le relazioni russo-americane dell’Istituto di studi sugli Stati Uniti e il Canada dell’Accademia delle Scienze russa.

Aleksej Arbatov, politologo e membro effettivo dell’Accademia delle Scienze russa, ha osservato in un’intervista a Russia oggi che “i colloqui tra Lavrov e Kerry sono stati costruttivi, malgrado lo scetticismo generale”. A detta dell’esperto, se oggi Russia e Stati Uniti sono giunti a parlare di una federalizzazione dell’Ucraina, di una tutela della sua integrità territoriale, dello svolgimento di elezioni legittime, di riforme costituzionali, è perché sono stati ormai posti i fondamenti per una prosecuzione del dialogo e perché ora “si può contare su un avvicinamento”. Arbatov, osserva, tuttavia, che è ancora del tutto prematuro affermare che i rappresentanti dei due paesi riusciranno a trovare un’intesa sulla questione ucraina. “Ritengo che ciò diventerà possibile se vi sarà un impulso politico adeguato”.

Al contempo, Pavel Podlesnyj ha ricordato che l’Ucraina si trova ancora sull’orlo di un abisso. Secondo la sua opinione, la situazione è tuttora complessa e la Russia non può escludere un intervento militare. “La Russia non può fornire certe garanzie poiché uno degli esiti possibili della situazione in Ucraina potrebbe essere una disgregazione del paese. La Russia dev’essere pronta a trovarsi di fronte a qualunque scenario” sottolinea l’esperto.

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