Crimea, le parole di Putin

Vladimir Putin durante il suo intervento al Cremlino (Foto: Konstantin Zavrazhin / RG)

Vladimir Putin durante il suo intervento al Cremlino (Foto: Konstantin Zavrazhin / RG)

Davanti alla Duma di Stato, il Presidente russo ha spiegato la posizione di Mosca: “Non vogliamo la scissione dell’Ucraina. Difenderemo gli interessi dei cittadini russofoni”

L’annessione della Crimea, la posizione della Russia e le sanzioni dell’Occidente. Russia Oggi ha raccolto per i suoi lettori i punti salienti del discorso straordinario pronunciato ieri dal Presidente Vladimir Putin davanti alla Duma di Stato.

Sulla Crimea

Nel corso del suo discorso Putin ha dichiarato che la Crimea è sempre stata e resta una parte inalienabile della Russia e il suo status di territorio dell'Ucraina è stato “un'evidente ingiustizia storica”. Secondo il Presidente, la decisione della cessione della Crimea all’Ucraina venne presa dal leader sovietico Nikita Krusciov in violazione della legge sovietica. “Tale cessione venne portata a termine in chiara violazione delle norme costituzionali allora vigenti. La decisione venne presa in sordina senza ascoltare il parere del popolo”, ha dichiarato Putin.

“In tutti questi anni, sia i cittadini che molti personaggi pubblici hanno sollevato questo problema, adducendo che, storicamente, la Crimea è un territorio russo e Sebastopoli una città russa. Sì, tutti noi sapevamo e sentivamo questo nei nostri cuori e nelle nostre menti, ma dovevamo accettare la nuova realtà e costruire su basi nuove le nostre relazioni di buon vicinato con l'indipendente Ucraina”, ha affermato il Presidente.

"La Crimea è un patrimonio comune e un importante fattore di stabilità nella regione. Questa zona strategica dovrebbe trovarsi sotto una sovranità forte e stabile, che di fatto può essere solo la Russia”, ha sottolineato.

Crimea, Putin firma per l'annessione

Sui russi in Ucraina

Stando alle parole di Putin, i cittadini russofoni che vivono in Ucraina sono stanchi dei tentativi di “assimilazione forzata” a cui vengono sottoposti. “Più volte si è tentato di sottoporre i russi a un’assimilazione forzata e di privarli della loro memoria storica e persino della loro lingua”, ha denunciato Putin.

Il Presidente ha sottolineato che la Russia difenderà sempre gli interessi dei cittadini russi. "In Ucraina, vivono e vivranno sempre milioni di cittadini russofoni e la Russia difenderà sempre i loro interessi mediante mezzi politici, diplomatici e legali. Ciononostante, dovrebbe essere l’Ucraina stessa a preoccuparsi di fare in modo che i diritti e gli interessi di queste persone venissero garantiti, giacché ciò è anche una garanzia della stabilità, della sovranità ucraina e dell'integrità territoriale del Paese”, ha detto Putin.

Sul futuro dell’Ucraina

Putin ha sottolineato che la Russia non vuole una scissione dell’Ucraina. “Vorrei che mi ascoltaste, cari amici. Non dovete credere a chi vi dice di aver paura della Russia e a chi grida che dopo la Crimea toccherà anche ad altre regioni. Non vogliamo la scissione dell’Ucraina, non abbiamo bisogno di questo”, ha dichiarato il Presidente russo.

Sulle autorità a Kiev

I principali responsabili del colpo di Stato sono stati nazionalisti, neonazisti, antisemiti e russofobi. Sono proprio loro che ancora oggi determinano, in larga misura, la vita in Ucraina”, ha denunciato il Presidente russo.

“È anche chiaro che non vi è ancora un potere esecutivo legittimo in Ucraina, non c'è nessuno con cui si possa dialogare, molti enti pubblici sono stati usurpati da impostori, che di fatto non controllano nulla nel Paese e che spesso si trovano sotto il controllo dei radicali. Per poter essere ricevuti da alcuni ministri dell’attuale governo è necessario il permesso dei combattenti di Maidan. Non è uno scherzo, è la realtà. È come vanno le cose, oggi, in Ucraina”, ha dichiarato Putin.

Sulle azioni dell’Occidente

“Nel caso dell’Ucraina, i nostri partner occidentali hanno superato la linea rossa, si sono comportati in maniera sgarbata e irresponsabile, non all’altezza della situazione”, ha dichiarato Putin, sottolineando che i Paesi occidentali erano perfettamente a conoscenza dei milioni di cittadini russi che vivono in Crimea. “La Russia si è trovata in una situazione in cui non poteva più tirarsi indietro”, ha dichiarato Putin.

Sulla Nato

Commentando la prospettiva dell’ingresso dell’Ucraina nella Nato, Putin ha dichiarato: “Non siamo contrari a una cooperazione con la Nato, siamo contrari a che questa alleanza militare - e di fatto essa rimane, nei processi interni, un’organizzazione militare – stabilisca delle basi lungo i nostri confini, vicino alle nostre case o ai nostri territori storici”.

Sul diritto internazionale

Putin ha definito "una sorprendente manifestazione di cinismo" le dichiarazioni di Unione Europea e Stati Uniti secondo cui la Russia starebbe violando il diritto internazionale. Secondo il Presidente russo, la situazione in Crimea è simile al riconoscimento dell'indipendenza del Kosovo da parte delle potenze occidentali. Egli ha citato la decisione della Corte internazionale di giustizia in merito a questo tema: "In seno al Consiglio di Sicurezza dell’Onu non vi è alcun divieto generale alla dichiarazione unilaterale di indipendenza. Il diritto internazionale non vieta le dichiarazioni di indipendenza".

Il Presidente ha poi citato anche la dichiarazione adottata dagli Stati Uniti in relazione alla situazione in Kosovo. Il documento riconosceva che le dichiarazioni d’indipendenza possono violare le regole ma ciò non significa che esse violino il diritto internazionale. "L’hanno scritta loro, diffondendola in tutto il mondo e facendo in modo che tutti l’accettassero. E ora sono indignati. Per cosa?”, ha chiesto Putin.

Sulle sanzioni

"Oggi ci minacciano con sanzioni, quando, in realtà, siamo già vittima di una serie di restrizioni, molto significative per noi, per la nostra economia e per il nostro Paese", ha detto Putin.

Il Presidente ha ricordato che durante la Guerra Fredda gli Stati Uniti e, in seguito, una serie di altri Paesi vietarono la vendita all'Urss di una gran quantità di tecnologie e attrezzature. Questo divieto, secondo Putin, è stato abolito solo formalmente.

"In effetti, molte restrizioni sono ancora in vigore. In breve, abbiamo tutte le ragioni per credere che la famigerata politica di contenimento della Russia, che veniva praticata nel XVIII, XIX e nel XX secolo, continui tuttora a essere applicata. Cercano continuamente di spingerci in un angolo perché godiamo di una posizione indipendente e cerchiamo di difenderla, e perché chiamiamo le cose con il loro nome e non siamo ipocriti”, ha affermato il leader russo.

Sulla reazione internazionale

“Siamo grati a tutti coloro che hanno avuto comprensione per la Crimea. Ringraziamo la Cina, la cui dirigenza ha esaminato la situazione in Ucraina e Crimea nella sua pienezza storica e politica. Apprezziamo anche la moderazione dell’India”, ha dichiarato Putin.

Il Presidente si è inoltre rivolto ai tedeschi, ricordando che, quando venne presa la decisione di unire la Germania Est con la Germania Ovest, non tutti sostenevano questa iniziativa mentre l'Unione Sovietica appoggiava pienamente questa unione storica. "Sono sicuro che non ve lo siete dimenticati, e mi auguro che i cittadini della Germania appoggino anche i desideri del mondo russo, della Russia storica, di ripristinare l'unità", ha dichiarato il Presidente.

L’articolo è stato redatto sulla base di materiali tratti da Interfax e RIA Novosti

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