Crimea, Putin firma per l'annessione

Secondo quanto previsto dall’accordo, a partire da ora, fino al 1° gennaio 2015, inizierà un periodo di transizione durante il quale verranno discussi i temi dell’annessione dei nuovi soggetti federali (Foto: Konstantín Zavrazhin / RG)

Secondo quanto previsto dall’accordo, a partire da ora, fino al 1° gennaio 2015, inizierà un periodo di transizione durante il quale verranno discussi i temi dell’annessione dei nuovi soggetti federali (Foto: Konstantín Zavrazhin / RG)

Con l’accordo siglato dal Presidente russo, la penisola e la città di Sebastopoli diventeranno soggetti della Federazione Russa. Una procedura che dovrà essere ratificata dal parlamento e potrebbe essere portata a termine per la fine dell'anno

Il Presidente russo Vladimir Putin, martedì 18 marzo, ha firmato un accordo per l’annessione della Crimea e della città di Sebastopoli come soggetti della Federazione Russa. Secondo gli esperti, la procedura di annessione del territorio potrà essere portata a termine per la fine dell’anno.

Prima della firma, Putin ha parlato al Cremlino davanti a deputati e senatori. Ha affermato che la Russia e la Crimea sono accomunate da una storia comune, aggiungendo poi che gli abitanti della penisola sono stanchi dei tentativi di “assimilazione forzata”, così come la popolazione ucraina è stanca delle azioni del governo di Kiev. Secondo le sue parole, “sono cambiati i presidenti, i primi ministri, i deputati della Rada. Ma non è cambiato l’atteggiamento verso il popolo": hanno mandato sul lastrico l’Ucraina, continuano a litigare tra loro per un mandato, per le attività e il giro di denaro.

Putin ha sottolineato che ancora adesso in Ucraina non c’è un potere legittimo, mentre molti organi governativi si trovano sotto il controllo dei nazionalisti radicali. “In Ucraina non c’è ancora un potere esecutivo legittimo. Non ci sono interlocutori”, ha affermato.

Quel dono di Krusciov

Per quanto riguarda le dichiarazioni di presunta aggressione o annessione, il Presidente ha detto che la Russia non ha inviato truppe in Crimea, ma ha semplicemente rafforzato il proprio contingente sul posto, che non ha superato il numero massimo previsto dagli accordi internazionali. 

Putin ha inoltre lasciato intendere che la Russia è intenzionata a tenere conto dei diritti di tutti i popoli che vivono in Crimea, rispettando la loro identità nazionale.

“Sarebbe giusto che in Crimea ci fossero tre lingue paritarie: russo, ucraino e il tataro di Crimea”, ha sottolineato.

La procedura di annessione

L’accordo interstatale tra la Russia e la Repubblica di Crimea, relativo all’annessione della Crimea e della città di Sebastopoli alla Federazione Russa come soggetto federale, è stato firmato da Vladimir Putin, dal presidente del consiglio statale della Repubblica della Crimea, Vladimir Konstantinov, dal presidente del Consiglio dei Ministri della Crimea, Sergei Aksionov e dal presidente del governo di Sebastopoli, Alexei Chalyj.

Secondo quanto espresso nel suddetto accordo, la Repubblica di Crimea viene considerata parte della Russia a partire dal momento della firma. Nella Federazione Russa verranno formate due nuove regioni: la Repubblica di Crimea e la città federale di Sebastopoli.

Oltre le divisioni, storie di russi
legati all'Ucraina

Ovviamente, affinché il processo di annessione venga portato a termine correttamente, è necessario che venga ratificato dal parlamento russo, e che ci sia un’interrogazione da parte del Tribunale Costituzionale della Federazione Russa per comprovare che l’accordo non sia incompatibile con la Costituzione. 

I deputati presenti all’evento hanno affermato che procederanno con la ratifica del documento in maniera urgente. 

Domani mattina i deputati incontreranno una delegazione della Crimea. Mentre nella serata del 18 marzo il portavoce del Consiglio della Federazione, Valentina Matvienko, insieme ai membri della camera alta del parlamento, si riunirà con la delegazione della Crimea. Non si esclude che la legge relativa ai negoziati venga approvata già il 21 marzo.

Secondo quanto previsto dall’accordo, a partire da ora, fino al 1° gennaio 2015, inizierà un periodo di transizione durante il quale verranno discussi i temi dell’annessione dei nuovi soggetti federali nel sistema economico, finanziario, di credito e legale della Federazione Russa. 

A partire dal giorno della sua annessione, nel territorio della Crimea entreranno in vigore le leggi della Federazione Russa. Le leggi della Repubblica di Crimea e della città di Sebastopoli resteranno in vigore fino alla fine del periodo di transizione, o fino all’approvazione dell’atto normativo della Federazione Russa che preveda la sua estinzione. 

Secondo Elena Lukyanova, professoressa del dipartimento di Diritto Costituzionale e Municipale della facoltà di Diritto dell’Università statale di Mosca, membro della Camera Pubblica, non è chiaro quando verrà esaminato il testo dell’accordo. 

“Dopo l’intervento della Crimea davanti al parlamento russo, dovranno tenersi le consultazioni con i deputati in merito all’accordo di unione - ha detto -. Non è chiaro se saranno in grado di proporre e ratificare l’accordo in così poco tempo. Per adesso, tutto si sta svolgendo sulla base della legge costituzionale generale sul procedimento di formazione del nuovo soggetto federale della Federazione Russa. Stiamo portando avanti la procedura prevista”. Lukyanova ha inoltre fatto presente che, dal momento che tale procedimento lo si sta utilizzando per la prima volta, i dettagli per adesso sono ancora sconosciuti.

“È relativamente facile intuire perché il governo del Paese abbia preso queste decisioni in tempi così rapidi - ha dichiarato l’esperta di diritto -. Le autorità avrebbero potuto tener presente il trattato di pace Küçük Kaynarca del 1774, che prevedeva, tra le altre cose, che in caso di separazione della Crimea dalla Russia, la Turchia avrebbe potuto rivendicare questo territorio”. Inoltre ha fatto notare che, se si rispettasse in pieno la legislazione interna della Russia, esisterebbero ancora molte questioni irrisolte legate al diritto internazionale.

Leonid Polyakov, direttore del dipartimento di scienze politiche della Scuola Superiore di Economia, sostiene che, dopo la firma di questo accordo, sarà necessario introdurre una serie di emendamenti nella legislazione russa. “Per esempio - ha detto -, sarà necessario ampliare il numero dei deputati e dei senatori che rappresentano la Crimea e Sebastopoli negli organi legislativi russi. Secondo me, tale procedimento non si concluderà prima della fine dell’anno”.

Tutti i diritti riservati da Rossiyskaya Gazeta