Se la linea del diritto viene superata

Il Presidente russo Vladimir Putin insieme al Presidente americano Barack Obama (Foto: Reuters)

Il Presidente russo Vladimir Putin insieme al Presidente americano Barack Obama (Foto: Reuters)

Il pubblicista e politologo Vladislav Krasnov, direttore della Russia & America Goodwill Association (RAGA), parla degli eventi in Ucraina

La crisi in Ucraina, le relazioni tra Russia e Stati Uniti, la questione Crimea. L'opinione di Vladislav Krasnov, direttore dell'associazione Raga. Un colloquio a trecentosessanta gradi.

Signor Krasnov, mi piacerebbe conoscere la sua opinione in merito all’inasprimento dei rapporti tra Russia e Stati Uniti, alla luce di quanto sta accadendo in Ucraina. Dieci anni fa, quando lavorava per Literaturnaya Gazeta, lei pubblicò diversi articoli, in particolare, sulla partecipazione degli americani alle riforme di Eltsin...

Mi ha appena ricordato un articolo che scrissi sull’ingerenza diretta degli Stati Uniti negli affari interni della Russia. Lo scrissi in qualità di direttore della Russia & America Goodwill Association (RAGA). Ho fondato quest’organizzazione nei primi Anni ‘90. Inizialmente il suo obiettivo principale era quello di stabilire contatti, promuovere la conduzione di trattative e fornire servizi di consulenza nel campo della comunicazione interculturale tra imprese e organizzazioni di Russia e Stati Uniti. Poi, gradualmente, l’organizzazione ha acquisito un carattere sempre più pubblico. Quando gli Stati Uniti iniziarono a espandere la NATO e a bombardare la Serbia, alla RAGA non potevamo rimanere in silenzio. Scrissi una lettera aperta al Presidente Bill Clinton chiedendogli gentilmente di smettere di intromettersi negli affari della Russia. La lettera venne firmata da oltre 100 esperti di tutto il Paese e Clinton fu costretto a rispondere in maniera rispettosa, seppur evasiva.

L'associazione

La Russia & America Goodwill Association-RAGA (http://www.raga.org) è stata creata nel 1992 per promuovere lo sviluppo del commercio e degli scambi culturali tra Russia e Stati Uniti sulla base di interessi reciproci e della buona volontà

Come sono soliti reagire gli americani davanti alla sua attività in difesa degli interessi della Russia?

Si tratta di un’attività che di certo non nascondo. A giudicare dalla mia mailing list, che contiene centinaia di indirizzi, le posso assicurare che la mia attività è appoggiata dagli americani più rispettosi della legge, patriottici e persino conservatori.

Tuttavia, ora, alla luce di ciò che sta succedendo in Ucraina, i rapporti si sono nuovamente aggravati.

Temo che il problema principale qui non sia tanto il governo del Presidente Obama bensì, in generale, i pregiudizi e l’ostilità che i media occidentali privati nutrono nei confronti della Russia. Stanno conducendo una guerra informativa contro la Russia storica; la considerano incorreggibilmente un impero autoritario che sogna di ripristinare l’antica Urss.

L'Occidente dovrebbe essere solo contento che nella nuova Russia, ora, ci sia libertà di parola, libertà di religione, e la qualità della vita sia migliorata, non è così?

I media e la politica occidentali non fanno che criticare e denunciare costantemente l’"autoritario" Putin, la violazione dei diritti delle minoranze sessuali, l’incapacità di riconoscere la “prodezza” sociale delle Pussy Riot, le "atrocità" della polizia contro i manifestanti in Piazza Bolotnaya e persino le Olimpiadi di Sochi. Ma, quando attaccano Putin, hanno sempre in mente quella Russia, che dopo Eltsin si ribellò contro i dettami dei globalisti e si fece rispettare.

A tal proposito, come valuta gli eventi in Ucraina?

Persino il Presidente Putin si dimostrò piuttosto comprensivo dinanzi all’occupazione, inizialmente pacifica, di Maidan, adducendo che la gente era stanca del predominio degli oligarchi e della corruzione in seno al governo di YanukovichMa non appena i manifestanti hanno iniziato a lanciare pietre e bombe molotov contro gli uomini dei "Berkut" e il resto degli oppositori di Maidan, è apparso chiaro che ciò non avrebbe portato a nulla di buono. La pazienza di Yanukovich e dei “Berkut" è stata sorprendente.

In che senso?

Negli Stati Uniti, questo tipo di scontri contro la polizia vengono interrotti immediatamente e duramente, e i colpevoli ricevono punizioni severe. È quello che è accaduto, ad esempio, con il movimento Occupy Wall-Street. Per diversi mesi questo movimento ha radunato molti più manifestanti di quelli che si sono riuniti a Maidan e ha "occupato" un certo numero di città… Ma a Maidan hanno chiaramente attraversato la linea dell’accettabile.

Ma hanno raggiunto il loro scopo…

Quando il 21 febbraio è stato firmato l’accordo tra i sostenitori di Maidan e Yanukovich, ero contento che all’atto della firma fossero presenti anche i Ministri di Francia, Germania e Polonia. E che anche Vladimir Lukin fosse presente in qualità di rappresentante della Russia. Ma quando alcuni provocatori hanno innescato uno scontro a fuoco tra i sostenitori di Maidan e i “Berkut”, l'accordo è stato interrotto e si è verificato un violento colpo di Stato.

Secondo lei, che cosa dovrebbero fare Stati Uniti, Unione Europea e Russia in Ucraina?

Sono convinto che tutti dovrebbero agire solo in qualità di mediatori e operatori di pace. E l'unica arma dovrebbe essere una manichetta antincendio per raffreddare le teste calde...

A quanto pare, i cittadini della Crimea appoggeranno al referendum la decisione del Consiglio supremo della Repubblica Autonoma di Crimea di aderire alla Federazione russa. Che cosa pensa di questa decisione della Crimea?

Si tratta di una reazione di autodifesa della Crimea contro il colpo di Stato che si è verificato a Kiev. Se la coalizione di Maidan avesse rispettato tutte le condizioni dell'accordo siglato il 21 febbraio, allora i cittadini della Crimea non avrebbero avuto alcuna ragione formale per cercare la protezione dalla Russia. Inoltre, non si tratta di un’adesione alla Russia, bensì di un ritorno sotto la sua ala materna.

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