Lavrov: Non vogliamo spargimenti di sangue

Il ministro russo degli Esteri Sergei Lavrov (a sinistra) insieme al suo omologo spagnolo José Manuel García-Margallo (Foto: Reuters)

Il ministro russo degli Esteri Sergei Lavrov (a sinistra) insieme al suo omologo spagnolo José Manuel García-Margallo (Foto: Reuters)

L’intervento del ministro russo degli Esteri durante il colloquio con l’omologo spagnolo José Manuel García-Margallo. “La nostra posizione è onesta e non la cambieremo”

“Come ha detto il nostro Presidente, noi faremo il possibile per evitare qualsiasi spargimento di sangue, qualsiasi attentato alla vita e alla salute di coloro che vivono in Ucraina. Incluso i cittadini della Federazione Russa”. Queste le parole pronunciate dal ministro russo degli Affari Esteri Sergei Lavrov durante il colloquio con il suo omologo spagnolo José Manuel García-Margallo. E in merito ai militari della flotta del Mar Nero, essi, secondo Lavrov, si trovano nel loro luogo di assegnazione.

Lavrov ha accusato i nuovi poteri di Kiev di tentare di “speculare sui rapporti tra la Federazione Russa e i partner occidentali” attraverso le dichiarazioni circa la collocazione in territorio ucraino di elementi del sistema americano di difesa antimissile.

“Per quanto riguarda il sistema antimissile, io non ho sentito tale dichiarazione” ha detto Lavrov in risposta alla richiesta della stampa di commentare le parole dell’ambasciatore ucraino in Bielorussia, secondo il quale, in cambio di aiuti finanziari, in territorio ucraino potranno essere collocati elementi del sistema di difesa antimissile.

“Se davvero fosse così, avremmo l’ennesima prova del fatto che, con la piena connivenza dei nostri partner occidentali, chi oggi presiede la Rada ucraina tenta di speculare sui rapporti tra Russia e Occidente, di esasperarli, con l’aspettativa di ottenere qualcosa confondendo le acque. Ritengo che si tratti di una politica poco seria. Credo che i nostri colleghi occidentali capiscano perfettamente questo gioco”, ha dichiarato Sergei Lavrov.

Questi ha ricordato che la Russia mette in dubbio la legittimità delle decisioni della Rada e ritiene indispensabile favorire l’adempimento dell’accordo tra il presidente Viktor Yanukovich e l’opposizione circa la risoluzione della crisi in Ucraina. “Noi speriamo che coloro che hanno spinto la situazione dell’Ucraina al punto in cui è oggi tenteranno di trovare una via d’uscita. Ciò è possibile solo sulla base dell’accordo del 21 febbraio. Si deve adempiere a ciò che era stato deciso. Bisogna agire con onestà e non tentare di superare in furbizia qualcuno e condurre i giochi a proprio vantaggio”, ha detto il ministro.

Kiev e il nodo del gas

Precedentemente Lavrov aveva discusso i fatti ucraini con l'alto rappresentante della UE per gli Affari Esteri, Catherine Ashton. Lavrov ha dichiarato che Mosca non intende cambiare la propria politica e ha criticato l’UE e gli USA per non aver fatto fede agli accordi presi precedentemente.

Mosca evidentemente serba rancore verso Bruxelles. E non soltanto per la minaccia di sanzioni: una fonte diplomatica russa ha confermato al giornale Kommersant la fondatezza delle recenti dichiarazioni del ministro degli esteri polacco, Radoslav Sikorskij, circa il fatto che proprio il Presidente della Federazione Russa Vladimir Putin, nel corso della telefonata del 21 febbraio, avrebbe convinto Yanukovich ad andare incontro all’opposizione.

Sempre secondo questa fonte, la richiesta a Putin di intercedere presso Yanukovich sarebbe partita dal presidente degli USA, Barak Obama, e anche dai leader di Germania, Francia e Polonia. A loro volta, costoro si sarebbero impegnati con il Cremlino ad ottenere dall’opposizione l’adempimento di tutti i punti dell’accordo del 21 febbraio, inclusa la formazione di un governo di unità nazionale, la realizzazione di una riforma costituzionale, elezioni anticipate e la consegna delle armi illegali.

“Yanukovich ha mantenuto i propri impegni. L’opposizione invece non ha fatto nulla - dice l’interlocutore del giornale -. Adesso UE e USA ci esortano a ‘guardare al futuro’ e fingere che non vi fosse alcun accordo. Ma noi non siamo disposti a farlo. Siamo pronti a continuare il dialogo con i nostri partner occidentali, ma solo se questi torneranno agli accordi del 21 febbraio, e se nelle trattative saranno rappresentate tutte le forze politiche dell’Ucraina”. Mosca secondo i dati di Kommersant non insisterà per il ritorno al potere di Yanukovich, ma premerà affinché i portafogli ministeriali vengano ridistribuiti tenendo conto degli interessi delle regioni ucraine che non sostengono Maidan.

“Chi si infuria ha sempre torto - ha dichiarato Lavrov -. Se i nostri partner in Europa e negli USA non sono in grado di fare niente per assolvere agli impegni presi rispetto agli accordi tra potere ufficiale e opposizione, perché consentire che la loro debolezza arrechi danno ad altri?”. Secondo le parole del ministro, la posizione della Russia è “onesta” e, pertanto, “non la cambieremo”. 

L'articolo è stato realizzato sulla base di materiali tratti da Ria Novosti e Kommersant

Tutti i diritti riservati da Rossiyskaya Gazeta