La leggenda di Sebastopoli

Su iniziativa del primo segretario del Comitato Centrale del PCUS Nikita Khrusciov, nel 1954 Sebastopoli con tutta la Crimea passò all'Ucraina (Foto: Ricardo Marquina)

Su iniziativa del primo segretario del Comitato Centrale del PCUS Nikita Khrusciov, nel 1954 Sebastopoli con tutta la Crimea passò all'Ucraina (Foto: Ricardo Marquina)

Ragioni storiche e strategiche. Ecco gli accordi - validi fino al 2042 - tra Russia e Ucraina per l'utilizzo della base in Crimea come sede principale della Flotta della Federazione

Le parole scelte come titolo per questo articolo vengono da un verso dell'inno di Sebastopoli, conosciuta anche come "la città della gloria russa". Sebastopoli fu fondata sulla costa sud-occidentale della penisola di Crimea nel 1783, per volere dell'imperatrice Caterina II, nel luogo in cui anticamente sorgeva la cittadina greca di Khersones. Gli archeologi ancora oggi ne studiano le rovine. Fu la stessa Caterina II a dare il nome alla città: a seconda delle fonti, "Sebastopoli" si traduce dal greco come "città venerabile", "sacra", "magnifica", o "città della gloria". Ciò che piacque più di tutto in questa terra all'imperatrice e ai suoi condottieri furono le trenta baie di acqua profonda riparate dai venti. Alcune di esse si insinuano tra le rocce per una lunghezza di otto chilometri. Sebastopoli divenne così per molti anni la principale base della Russia sul Mar Nero.

Le prove più dure per Sebastopoli furono quelle a cui venne sottoposta durante la Seconda guerra mondiale: nel 1941-1942 per 250 giorni e 250 notti i soldati dell'Armata Rossa e i marinai della Flotta del Mar Nero difesero la città dalle truppe tedesche. Ma anche dopo che essi furono costretti ad abbandonare le loro posizioni, a Sebastopoli la resistenza popolare continuò la propria lotta. Dal 1948 Sebastopoli divenne una città a statuto speciale della Russia, che a quel tempo era una delle repubbliche dell'Unione Sovietica. Nel 1954, però, per iniziativa del primo segretario del Comitato Centrale del PCUS Nikita Khrusciov, Sebastopoli con tutta la Crimea passò all'Ucraina: all'epoca ciò non comportò alcun cambiamento radicale nel suo destino.  

Kiev di fatto non aveva alcuna influenza sulla situazione e sulla sorte della città. Sebastopoli, essendo una delle più importanti basi della Marina militare sovietica, continuò a essere alle dirette dipendenze di Mosca e del Ministero della Difesa dell'URSS. La situazione mutò bruscamente all'inizio degli anni '90 del secolo scorso, quando l'Ucraina divenne uno stato indipendente, e la città di Sebastopoli divenne parte dello stato ucraino insieme alla Crimea. In base al Grande accordo di amicizia, cooperazione e partenariato firmato da Mosca e Kiev nel 1997, la Russia riconobbe l'appartenenza di Sebastopoli all'Ucraina e l'inviolabilità dei confini dello stato ucraino, e l'Ucraina riconobbe alla Russia il diritto di mantenere la base militare marittima di Sebastopoli e quello di insediare la Flotta russa del Mar Nero in Crimea fino al 2017.

Di quali forze e mezzi è costituita la compagine operativo-strategica della Flotta russa del Mar Nero? Vi sono il quartier generale e il comando della flotta, di stanza a Sebastopoli; la 68a brigata di sorveglianza dell'area marittima, il diciassettesimo arsenale della Marina Militare, il reggimento speciale 810 della Fanteria di Marina, la 247a divisione sottomarini, il reggimento missilistico costiero 854, un battaglione del genio militare della Marina, un centro comunicazioni, la 30a divisione navale, di cui fa parte anche l'incrociatore lanciamissili "Moskva", gli hovercraft lanciamissili "Bora" e "Samum", una brigata di navi di servizio, una brigata di navi da sbarco, una brigata di motoscafi lanciamissili, un reggimento aereo d'assalto, un reggimento aereo misto, una brigata di radiotecnici, oltre ad arsenali, magazzini di mezzi militari e munizioni, centri di riparazione e scuole di formazione per gli ufficiali: un totale di venticinquemila militari impegnati, senza contare gli operai e gli impiegati che lavorano nelle aziende e negli enti della Flotta militare. In totale, contando le famiglie dei dipendenti, si arriva a oltre centomila persone.

In base all'accordo tra l'Ucraina e la Federazione Russa sullo status e le condizioni di permanenza della Flotta del Mar Nero della Federazione Russa sul territorio dell'Ucraina, firmato in data 31 maggio 1997, nelle acque territoriali ucraine e sulla terraferma del paese può stazionare un insieme di navi e imbarcazioni russe comprendente fino a 388 unità (di cui 14 sottomarini a motore diesel). Negli aeroporti di Gvardejskij e Sebastopoli, presi in affitto dalla Russia, possono essere tenuti 161 velivoli. È una realtà paragonabile a quella della flotta della Marina militare della Turchia, salvo il fatto che la Russia in Crimea ha una minore quantità di navi e mezzi aerei

L'accordo ha una validità di vent'anni. Dopo la prima scadenza, è previsto il suo rinnovo automatico ogni quinquennio, a meno che una delle due parti non ne dia disdetta scritta con un preavviso minimo di un anno. Un secondo accordo, stipulato a Kharkov nell'aprile del 2010, ha prorogato la permanenza della Flotta russa del Mar Nero fino al 2042. Per l'affitto della base militare marittima in Crimea la Russia paga all'Ucraina 98 milioni di dollari ogni anno; inoltre, in base all'accordo di Kharkov, la Russia concede al suo partner uno sconto sul prezzo del gas di cento dollari a tonnellata. La Russia è costretta ad affrontare questa spesa, poiché per ora non ha costruito una base alternativa per la Flotta del Mar Nero sul proprio territorio; il porto di Novorossijsk non è sufficientemente profondo e non è dotato delle infrastrutture necessarie a ospitarla. La flotta riveste però una funzione strategica importante: difende il Sud della Russia, impedendo l'accesso al Mar Nero alle navi portaerei di potenziali nemici

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