La Russia pronta a intervenire in Ucraina

Durante la seduta di sabato, il Consiglio della Federazione ha detto sì all’impiego delle forze armate in Ucraina (Foto: Ria Novosti)

Durante la seduta di sabato, il Consiglio della Federazione ha detto sì all’impiego delle forze armate in Ucraina (Foto: Ria Novosti)

Il Consiglio della Federazione ha autorizzato all’unanimità l’utilizzo delle forze armate russe, fino alla normalizzazione del clima politico nel Paese

Il Consiglio della Federazione, durante la seduta di sabato, ha autorizzato l’impiego delle forze armate russe in Ucraina, nella repubblica autonoma di Crimea, fino alla normalizzazione del clima politico e sociale nel Paese. La decisione è stata presa all’unanimità. Ed è già entrata in vigore.

La questione relativa alle dimensioni del contingente militare che potrà essere utilizzato in Ucraina, in conformità con la decisione del Consiglio della Federazione, sarà valutata dal Presidente russo.

Valentina Matvienko, rappresentante del Consiglio della Federazione, ha affermato che la vita dei russi in Crimea è minacciata. Per tale motivo la Russia non può restare a guardare. 

Nel frattempo, i parlamentari hanno incaricato il comitato internazionale della camera alta di preparare la domanda per richiamare l’ambasciatore russo negli Stati Uniti. 

Ricordiamo che nella giornata di sabato il Consiglio della Duma, la camera bassa del parlamento russo, ha chiesto al Presidente della Federazione Vladimir Putin di adottare le misure necessarie per la stabilizzazione della situazione in Crimea, utilizzando tutti i mezzi possibili per difendere la popolazione dai soprusi e dalle violenze.

Secondo Leonid Slutsky, capo del Comitato della Duma per gli affari dei Paesi Csi, dell’integrazione euroasiatica e dei legami con i compatrioti, la Russia può inviare in Crimea un limitato contingente di truppe al fine di garantire la sicurezza della base della Flotta del Mar Nero e dei cittadini di questa regione, e per far fronte a eventuali provocazioni da parte del “regime anticostituzionale di Kiev”.

In precedenza il premier della Crimea, Sergei Aksenov, si era rivolto a Putin, chiedendo di “garantire la pace e la tranquillità sul territorio della Repubblica autonoma della Crimea”.

Interpellato da Russia Oggi, Fedor Lukyanov, presidente del Consiglio per la politica estera e la difesa, ha affermato che la decisione della camera alta del parlamento russo è necessaria per legalizzare lo status quo. “Le unità russe in Crimea possono garantire la non interferenza di Kiev in vista del referendum. La Russia considera le autorità di Kiev illegittime, ed esse quindi non avrebbero il diritto di imporre nulla, né alla Russia, né ai cittadini della Crimea”, ha detto.

Il politologo ha particolarmente sottolineato il fatto che la decisione del Consiglio della Federazione è fondamentalmente una risposta all’avvertimento del presidente Usa Barack Obama. “È stato proprio durante la discussione con i parlamentari che è stato formulato il messaggio di Obama. Ciò significa che il conflitto passa automaticamente su un piano internazionale”. 

Secondo l’interlocutore di Russia Oggi, la Russia si ritroverà ora ad affrontare come minimo una forte condanna da parte della comunità internazionale. E sarà accusata di portare avanti una politica aggressiva. La sua immagine, per questo, ne risentirà.

Tutti i diritti riservati da Rossiyskaya Gazeta