Ucraina, Mosca: Rispettare gli accordi

Secondo il ministro russo della Difesa, Sergei Shoigu, le esercitazioni militari in corso in Russia non hanno alcun collegamento con la crisi in Ucraina (Foto: Reuters)

Secondo il ministro russo della Difesa, Sergei Shoigu, le esercitazioni militari in corso in Russia non hanno alcun collegamento con la crisi in Ucraina (Foto: Reuters)

La Russia ribadisce le propria preoccupazione per la mancata osservazione dei patti firmati il 21 febbraio, e si dice pronta a collaborare con l’Occidente per risolvere la crisi

Il ministro russo della Difesa Sergei Shoigu ha affermato che le improvvise esercitazioni militari in corso in Russia non hanno nulla a che vedere con gli sviluppi in Ucraina. Nel frattempo, il Ministero russo degli Esteri ancora una volta ha ribadito la sua preoccupazione per il mancato rispetto degli accordi firmati il 21 febbraio, e raccomanda all’Occidente di richiamare all’ordine gli “estremisti nazionalisti” ucraini e a rispettare lo status dell’Ucraina di Paese non-allineato.

Mosca è dell’opinione che non si stia rispettando l’accordo firmato il 21 febbraio per risolvere la crisi in Ucraina. “I militanti non hanno consegnato le armi. Non hanno evacuato gli edifici governativi e stanno annunciando i loro progetti volti a ‘ripristinare l’ordine’ in tutta l’Ucraina”, si legge in una dichiarazione rilasciata dal Ministero russo degli Esteri. Il Ministero ha espresso preoccupazione anche in merito alla possibilità che, invece di un governo di unità nazionale, a Kiev si sia installato un “governo di vincitori”, del quale farebbero parte rappresentanti degli estremisti nazionalisti. La Russia ha anche messo in guardia da “un’ulteriore polarizzazione della società in conseguenza di azioni di radicali”, e ha espresso le sue serie preoccupazioni al riguardo dell’abrogazione della legge ucraina “sui principi fondanti della politica nazionale sulla lingua”, come pure per altre iniziative varate a opera degli esponenti politici di Kiev che porteranno a un’ulteriore violazione dei diritti delle minoranze, a restrizioni della libertà dei media, e alla messa al bando di alcuni partiti politici.

“I Paesi occidentali sempre più spesso chiedono collaborazione alla Russia per le questioni relative alla situazione in Ucraina”, si legge nella dichiarazione. “Ciò è quanto stiamo proponendo da tempo, ben prima che la crisi entrasse in una fase acuta – ma i nostri colleghi occidentali non sono stati propensi ad ascoltare. Nondimeno, noi siamo pronti a collaborare, ma soltanto sulla base di un chiaro riconoscimento che tale collaborazione deve essere schietta. Non basta firmare gli accordi: li si deve anche rispettare, ed essi devono tenere in considerazione gli interessi di tutto il popolo ucraino, come pure gli interessi di tutti i partner dell’Ucraina”.

Mosca è particolarmente dispiaciuta per le affermazioni del segretario generale della Nato che sostiene che l’adesione dell'Ucraina deve rimanere tra gli obiettivi prioritari del governo di Kiev. “Raccomandiamo vivamente a chiunque di desistere dal rilasciare dichiarazioni provocatorie e di rispettare lo status dell’Ucraina di Paese non-allineato, confermato nella legge ucraina al riguardo dei principi fondanti della politica estera e interna”.

Il Cremlino teme persecuzioni organizzate contro i russi

I politici e gli esperti russi sono tutti del parere che una scissione dell’Ucraina non sarebbe nell’interesse di Mosca. “Giovedì scorso mi trovavo a Kharkov, per prendere parte a un congresso dei deputati delle regioni sudorientali dell’Ucraina e della Crimea - ha detto Mikhail Margelov, capo del comitato ristretto degli Affari esteri alla camera alta del parlamento russo -. Alcuni giornalisti hanno definito l’evento ‘un congresso di separatisti’. Ma io voglio affermare che ciò non è vero. Lì non ho sentito nessuno presentare istanze separatiste. Ho sentito soltanto le dichiarazioni di politici responsabili che hanno a cuore l’integrità territoriale dell’Ucraina. Ho sentito parlare di sviluppo e modernizzazione dell’Ucraina, di come sradicare la corruzione, di come pianificare il futuro dell’Ucraina come stato unico – anche se, forse, sotto forma di federazione o di confederazione”.

Konstantin Zatulin, capo dell’Istituto dei Paesi della Comunità degli Stati Indipendenti, nel corso di un’intervista rilasciata al quotidiano Moskovskiy Komsomolets ha detto che Mosca “non tollererà rappresaglie” contro i cittadini russi in Crimea. E ha aggiunto che i membri del parlamento della Crimea e del consiglio municipale di Sebastopoli farebbero bene a dare il via a colloqui con il nuovo governo ucraino per riportare la situazione alla normalità. Petr Akopov, un osservatore del quotidiano conservatore Vzglyad, ha espresso un’opinione ampiamente condivisa quando ha detto che “se nella città di Sebastopoli dovesse esserci un bagno di sangue, Mosca non potrà restare a guardare, per considerazioni tanto di politica interna quanto di politica estera”.

In ogni caso, Akopov ha tenuto a sottolineare che la Russia non ha alcun interesse per una scissione dell’Ucraina. “Sulla base degli interessi di lunga data del popolo e dello stato russo, abbiamo bisogno che la repubblica ucraina nella sua interezza torni ancora una volta a essere alleata della Russia, invece di sfruttare i tumulti per strappare la Crimea o altri territori di frontiera. Possiamo ancora raggiungere quel risultato”.

Intanto, il Ministero russo della Difesa ha smentito qualsiasi collegamento tra le esercitazioni improvvise ora in corso in Russia e gli sviluppi della situazione in Ucraina. Secondo il ministro della Difesa Sergei Shoigu, le esercitazioni sono di vasta portata, e quindi alcune parti dell’addestramento potrebbero effettivamente svolgersi in prossimità dei confini russi, compresa la frontiera con l’Ucraina. Egli, tuttavia, ha categoricamente smentito che le esercitazioni siano finalizzate a inviare un segnale particolare ai vicini della Russia. “La fantasia dei nostri esperti, compresi quelli militari, non ha confini”, ha osservato Shoigu. Giovedì il quotidiano Moskovskiy Komsomolets ha riportato che una fonte del Ministero della Difesa ha smentito categoricamente la notizia di movimenti dei mezzi pesanti dei marines russi in Crimea. “La flotta del Mar Nero non è coinvolta nelle inaspettate esercitazioni in corso al momento. Finora, non c’è alcuna fotografia che mostri questo presunto movimento di mezzi pesanti. Si tratta, quasi certamente, di una notizia infondata fatta circolare di proposito”.

Articolo redatto sulla base di materiali tratti dal sito del Ministero russo degli Esteri, Mk.ru, Mk.ru e Vzglyad

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