Ucraina fuori controllo

Almeno 25 persone sono morte negli scontri avvenuti in Ucraina (Foto: Reuters)

Almeno 25 persone sono morte negli scontri avvenuti in Ucraina (Foto: Reuters)

L’escalation di violenze nel Paese ha causato oltre venti morti. E mentre si teme lo scoppio di una vera e propria guerra civile, la Russia guarda con apprensione l’inasprirsi degli eventi. I commenti degli esperti

Secondo stime ufficiali, nella mattinata del 19 febbraio sarebbero morte, durante gli scontri a Kiev, 25 persone. L’inasprirsi della situazione e il crescente numero di vittime hanno messo in allarme in Russia le autorità e l’opinione pubblica. I parlamentari russi hanno rilevato l’escalation dell’aggressività da parte dei militanti dei movimenti estremisti e hanno sollecitato le autorità ucraine ad adottare delle misure per far cessare gli spargimenti di sangue. Gli esperti ritengono che la comunità internazionale dovrebbe intervenire per evitare che la crisi politica ucraina sfoci in una guerra civile.   

Secondo il presidente della Commissione Affari Esteri del Consiglio della Federazione Russa, Mikhail Margelov, a guidare i pogrom e gli assalti armati sarebbero dei professionisti.

“La maggior parte dei commentatori sono dell’avviso che nessuno sia alla guida delle unità armate del movimento di Majdan, ma che si tratti di un’insurrezione cosacca, di una manifestazione di ‘violenza popolare’ -  ha dichiarato Margelov ai giornalisti -. Ma i fatti accaduti in via Grushevskij hanno già smentito questa teoria: i militanti sono ormai riusciti con abilità e senza nessun ostacolo a fronteggiare gli attacchi delle forze dell’ordine, rimpinguando il loro arsenale di scudi, caschi e manganelli e a trasformare le loro molotov in bombe al napalm”.

La nota

Mosca intima ai leader del movimento Majdan di far cessare gli spargimenti di sangue e di riavviare il dialogo con le autorità del Paese: è quanto si legge in una dichiarazione dell’Ufficio Stampa del Ministero degli Esteri russo.

“La parte russa intima ai leader di ‘piazza’ di fermare gli spargimenti di sangue nel Paese e di riavviare immediatamente il dialogo con il potere costituito senza minacce, né ultimatum”.

“Dietro questi attacchi di tipo militare c’è evidentemente una regia. Oltre tutto, dopo la fragile tregua, il movimento di Majdan riguadagna slancio in provincia, a Lvov, Ternopol, Ivano-Frankovsk, dove ora gli estremisti non si limitano ad attaccare gli uffici delle autorità locali, ma assaltano i distretti di polizia e disarmano i militari delle unità Berkut”, ha detto il senatore.

Margelov ha aggiunto che è assai difficile che i leader del partito Udar, Vitalij Klichko, e di Batkivshchina, Arsenij Jatsenok, possano disporre di un simile talento militare. “Il loro scopo è quello di creare, d’intesa con l’Occidente, un governo di opposizione e attuare una riforma costituzionale per poi poter ottenere gli aiuti finanziari occidentali”, ha spiegato il presidente della commissione.

A detta del senatore, ora l’essenziale è far cessare la violenza nelle strade e avviare un dialogo politico responsabile. Ma questo potrebbe anche non servire a consolidare la società ucraina. “È in atto un processo di disgregazione della società ucraina e non c’è riunione parlamentare che non si trasformi in una rissa”, ha concluso.

“Per ripristinare l’ordine è arrivato il momento che le autorità ucraine dichiarino a Kiev lo stato di emergenza e che adottino delle misure severe contro i partecipanti ai disordini in possesso di armi”, ritiene il presidente della Commissione Affari Internazionali del Consiglio della Federazione Russa, Igor Morozov.

Un Paese diviso

“Bisogna far entrare l’esercito a Kiev, dichiarare lo stato d’emergenza e introdurre leggi militari speciali come in tempo di guerra”, ha dichiarato Morozov a Ria Novosti.

Secondo il senatore russo, il presidente Yanukovich avrebbe attualmente “solo una possibilità di ripristinare l’ordine, emanando un decreto per reprimere chi si è armato e ha aperto il fuoco contro i distretti di polizia e i militari delle unità di Berkut, processando i responsabili e punendoli nel modo più severo”.

Il presidente della Commissione Affari Internazionali della Duma di Stato della Federazione Russa, Aleksej Pushkov, sostiene che l’appello del vice presidente degli Usa Joe Biden e del presidente ucraino Yanukovich non sia che un “segnale” rivolto agli estremisti di mantenere la calma.

“Biden ha esortato Yanukovich, ma non gli estremisti dell’opposizione, alla massima calma! E così gli estremisti hanno ricevuto l’ennesimo segnale dell’appoggio degli Stati Uniti”, ha scritto mercoledì il deputato su Twitter. Ora solo una pressione da parte della comunità internazionale potrebbe risolvere la crisi politica in Ucraina, è ciò che ritiene l’amministratore esecutivo del  Centro  di politologia “Nord-Sud”, Alexei Vlasov.  

“Senza pressioni da parte dell’Occidente e degli sponsor politici dell’informazione, non sarà possibile mantenere il processo di confronto in un ambito diplomatico, poiché nella situazione contingente gli estremisti dell’opposizione, sentendosi impuniti, potrebbero facilmente travalicare quel confine che separa la politica dal caos. E se una forza esterna - Russia, Unione Europea o Stati Uniti – non eserciterà la sua influenza sulla situazione politica attuale in Ucraina, temo che essa purtroppo, si avvicinerà presto a quel limite oltre il quale c’è solo la spaventosa ipotesi di una guerra civile”, ha concluso.

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