Russia-Ue, la ricerca del dialogo

Summit tra Russia e UE a Bruxelles (Foto: Photoshot / Vostock Photo)

Summit tra Russia e UE a Bruxelles (Foto: Photoshot / Vostock Photo)

Al di là delle aspettative negative, il summit tra Russia e Unione Europea si è svolto in chiave costruttiva. Le parti hanno discusso le proprie divergenze e cercato intese sulle questioni di maggiore importanza, quali ad esempio l’abolizione del regime di visti

Oltre all’Ucraina, che di questi tempi è sulla bocca di tutti, tra la Russia e l’Unione Europea alla vigilia del summit si erano accumulate anche altre controversie riguardanti il nuovo accordo bilaterale di base. E così, dopo l’incontro del 28 gennaio si è reso evidente che i negoziati sull’accordo sarebbero stati ripresi verosimilmente durante il prossimo summit fissato per il 3 luglio a Sochi, scrive il giornale Vedemosti. Inoltre, gli esperti di Russia e Unione Europea condurranno delle consultazioni sul programma del “Partenariato orientale”. “Con i nostri partner europei abbiamo concordato sul fatto che sarà massimamente utile“ ha detto il presidente della Federazione Russa Vladimir Putin. “Cercare una quadratura con il supporto degli esperti, tentare di capire in che modo le possibili risoluzioni in questa sfera influiranno sul nostro benessere economico” .

L'ottimismo e la franchezza. Inoltre, secondo le dichiarazioni di Putin, gli esperti potrebbero discutere la creazione di zone di libero scambio commerciale tra UE e l’Unione Economica Euroasiatica. Tuttavia, in questo momento, non si parla ancora dell’inizio di trattative ufficiali su questo punto, ha chiarito più tardi il vice premier Igor Shuvalov. A Bruxelles Vladimir Putin in generale è apparso ottimista: “Abbiamo fatto dei grossi e positivi passi avanti”. Allo stesso tempo ha manifestato disappunto quanto alle misure anti-dumping verso la Russia e i problemi con il Terzo Pacchetto Energetico, ma ha tenuto a precisare che si tratta di divergenze di natura tecnica. Concilianti sono risultate anche le parole del presidente della Commissione Europea José Manuel Barroso per il quale l’incontro si è svolto in un’atmosfera di apertura e franchezza.

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Le divergenze. Tuttavia le divergenze rimangono in particolare rispetto al corridoio aereo sulla Siberia: già da molti anni Mosca ignora le richieste europee circa l’abbassamento dei costi per l’attraversamento dello spazio aereo russo. Secondo l’opinione del responsabile del settore “problemi politici dell’integrazione europea” del dipartimento delle ricerche politiche europee IMEMO RAN, Sergej Utkin il summit Russia-UE si è svolto in maniera inaspettatamente positiva, nonostante l’esasperazione dei toni alla vigilia. Utkin ha posto l’accento sul fatto che un dialogo tra esperti in tema di Partenariato, se mai dovesse iniziare, sarebbe il principale traguardo del summit. Inoltre è molto importante che lo stesso Putin abbia fatto riferimento alla possibilità di istituire una zona di libero scambio commerciale tra UE e l’Unione Euroasiatica, cosa che in prospettiva potrebbe eliminare le tensioni tra le parti.

La questione ucraina. Inoltre le parti non hanno tralasciato la questione della situazione in Ucraina. In particolare, Vladimir Putin ha dichiarato che la Russia non farà marcia indietro sugli accordi con l’Ucraina sul gas o sul credito di 15 miliardi di dollari promesso recentemente. “Disponibilità ad aiutare l’Ucraina: credito e diminuzione, sebbene graduale, dei pagamenti per il gas  sono determinati  dalla necessità e dal desiderio di  sostenere il popolo ucraino e non una concreta formazione governativa ”, ha detto il presidente della Federazione Russa. Tuttavia Putin ha precisato successivamente: “Sì, noi ci siamo già messi d’accordo su tutto. Ma è fondamentale per noi che l’Ucraina sia in grado di rifondere i crediti ricevuti. Noi vogliamo avere la garanzia che riavremo i nostri soldi”. Insomma il destino del credito all’Ucraina in questo momento è ancora in discussione, scrive il giornale Kommersant.  Il presidente Putin ha reagito duramente alla comunicazione dei colleghi europei sulla prossima visita in Ucraina di  un rappresentante di rilievo dell’UE. Ha paragonato tale iniziativa al fatto che Sergej Lavrov si fosse recato a Cipro o in Grecia all’apice della crisi  “ed avesse iniziato a fare degli appelli”.

I visti. Per quanto riguarda il regime dei visti, Mosca contava che nel summit di ieri si potesse firmare il documento che avrebbe dovuto alleggerire il regime dei visti con i paesi del Trattato di Shengen. Tuttavia a Bruxelles si sarebbero rese necessarie ulteriori consultazioni sull’accordo che ,secondo Mosca, è già pronto dal maggio dell’anno scorso. Scrive  il giornale Nezavisimaja Gazeta.  Il maggiore ostacolo sarebbe la richiesta da parte della Russia di fornire i dati personali di tutti i passeggeri provenienti dall’Europa. Adesso il documento potrà essere firmato non prima del prossimo summit tra la Russia e l’UE. Contemporaneamente da Bruxelles danno ad intendere esplicitamente che l’abolizione del regime dei visti è ancora una prospettiva lontana.

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