L'enigma Kazako

Il Kazakhstan aspira a diventare membro del Wto dal 1993 (Foto: Reuters)

Il Kazakhstan aspira a diventare membro del Wto dal 1993 (Foto: Reuters)

Il Kazakhstan preme affinché il processo di adesione al Wto venga accelerato. La Federazione si dimostra preoccupata: gli esperti ritengono che Stati Uniti e Unione Europea potrebbero allontanarsi dal mercato russo

La Repubblica del Kazakhstan ha incalzato i leader dell'Unione Europea affinché si adoperino per garantire una rapida conclusione dei negoziati riguardanti la sua adesione al Wto. A ribadirlo è stato il Presidente kazako Nursultan Nazarbayev durante il suo incontro con il Presidente della Commissione Europea José Manuel Barroso. “Il volume degli scambi commerciali con l'Unione Europea raggiunge i 50.000 milioni di euro. Attualmente stiamo lavorando su tutta una serie di questioni, in particolare l'accordo di ampliamento del livello di partenariato e di cooperazione. Nella misura del possibile, dobbiamo agevolare la firma di questo documento. Abbiamo dimostrato il nostro interesse anche per quanto riguarda la questione del regime senza visti con l'Ue. Ciononostante, per il momento, la nostra priorità rimane l’entrata nell’Omc”. Il Kazakhstan aspira a diventare membro del Wto dal 1993. La Repubblica spera potervi finalmente aderire nel 2014.

Una minaccia per la Russia?

Secondo gli esperti, Stati Uniti e Unione Europea starebbero cercando di ottenere dazi inferiori a quelli in vigore nel quadro dell'Unione doganale, attraverso il Wto e da Astana, per poi poter entrare nel mercato russo attraverso il Kazakhstan. In tal caso, tutte le conquiste fatte dalla Russia verrebbero vanificate, ritiene Alexander Razuvaev, direttore del dipartimento di analisi della società Alpari. “Ciò minaccia direttamente l'economia russa. Soprattutto quelle industrie che Mosca continuò a difendere nel pieno dei negoziati con il Wto. Il nostro Paese difese soprattutto il settore automobilistico, aeronautico e agricolo. La Federazione Russa ottenne per queste industrie non una riduzione unica delle imposte, bensì una riduzione graduale dei dazi nel corso di un periodo di transizione di un paio di anni”, si legge in una nota.

"Qualora il Kazakhstan non stabilisse gli stessi dazi della Russia e si arrendesse alla riduzione delle imposte che propone il Wto, la Federazione verrebbe invasa, attraverso la Repubblica kazaka, da automobili, aerei, elicotteri e macchine agricole di importazione. Ciò distruggerebbe i prodotti russi, che non potrebbero semplicemente competere con un prodotto più economico di importazione”, riassumono gli autori di suddetta nota. Il vice primo ministro russo Igor Shuvalov ritiene che il mercato kazako sia importante per l’Occidente ma che quello russo lo sia ancora di più. Secondo stime dirette, l’economia russa è valutata sui 2 miliardi di dollari, mentre quella del Kazakhstan sui 200.000 milioni. “E ora stanno cercando di sfruttare questa situazione per entrare nel nostro mercato con esattamente le stesse condizioni che noi abbiamo respinto”, ha dichiarato Shuvalov. Secondo il Vice primo ministro russo, il Kazakistan sta giocando il ruolo di “ostaggio”.

Le ipotesi degli analisti

Il documento ricorda che la Russia negoziò le condizioni doganali in maniera congiunta con Kazakhstan e Bielorussia. Ora sarebbe da aspettarsi la stessa condotta anche da parte del Kazakhstan. "Qualora il Kazakhstan decidesse che la sua adesione al Wto - alle condizioni poste da Unione europea e Stati Uniti - è più importante della sua integrazione nell'Unione doganale, potrebbe succedere qualsiasi cosa. Il Kazakhstan potrebbe uscire dall’Unione doganale; l'Unione doganale potrebbe continuare a livello formale, sciogliendosi, però, per mancanza di Paesi membri; o la Russia, disposta a tutti i costi a preservare l'Unione doganale, potrebbe accettare qualsiasi condizione addotta dal Kazakhstan.

Inoltre, la Bielorussia si opporrebbe sicuramente. Pertanto, per mantenere questa associazione integrata, la Russia dovrebbe compensare la perdita della Bielorussia, e successivamente dell’Armenia che, a quanto pare, si unirà presto all’Unione doganale”, spiega Alexander Knobel, direttore del laboratorio di commercio internazionale dell’Istituto Gaidar. La matassa potrebbe sciogliersi qualora il Kazakhstan ottenesse, da parte dell’Omc, le stesse condizioni in materia di dazi della Russia. “L’Occidente preferisce sempre negoziare con i più forti. Per questo motivo, credo che quando si troverà ad affrontare una posizione unitaria di Russia e Kazakhstan, ritratterà. E le condizioni di ingresso per il Kazakhstan si avvicineranno a quelle russe. È la logica economica”, conclude Razuvaev.

L’articolo è stato redatto sulla base di materiali tratti da Vzglyad e Rosbalt

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