Esportare energia

La Russia costruirà due nuovi blocchi di produzione energetica espandendo l’impianto nucleare di Paks (Foto: AFP / East News)

La Russia costruirà due nuovi blocchi di produzione energetica espandendo l’impianto nucleare di Paks (Foto: AFP / East News)

Rosatom porterà a termine la costruzione di una centrale nucleare in Ungheria

In conformità a un accordo firmato di recente da Russia e Ungheria, Rosatom – la corporation con la quale lo stato russo gestisce il nucleare - costruirà due nuovi blocchi di produzione energetica espandendo l’impianto nucleare di Paks (Npp). Francia e Usa avrebbero dovuto candidarsi alla gara d’appalto dei lavori, ma Budapest ha preferito optare per la familiare tecnologia dei reattori russi. L’accordo è stato firmato dal Ceo di Rosatom Sergej Kirienko e dal ministro ungherese dello Sviluppo nazionale Zsuzsanna Nemeth. L’Npp Paks è l’unico impianto nucleare ungherese attualmente operativo

Situato a un centinaio di chilometri da Budapest, fu costruito in conformità ai parametri sovietici. I suoi quattro reattori sono stati operativi dal 1982 al 1987. Paks fornisce il 42 per cento dell’elettricità generata in tutta l’Ungheria. L’accordo riguarda la costruzione di due nuovi blocchi presso l’unico impianto nucleare ungherese, oltre alla fornitura di combustibile e ai servizi di manutenzione. I relativi contratti dovrebbero essere firmati entro sei mesi. Rosatom afferma che la scadenza per la realizzazione degli impianti non è stata ancora fissata, come pure la potenza di generazione dei futuri reattori. In ogni caso, secondo Janos Lazar, ministro di stato del primo ministro ungherese, l’Ue ha approvato il progetto per la costruzione a Paks di due blocchi da 1,2 gigawatt, che dovrebbero entrare in attività entro il 2023 ed essere interamente di proprietà ungherese.

Si prevede che con questo accordo la capacità di produrre energia dell’Npp Paks come minimo raddoppierà, passando dagli attuali 2 gigawatt ai 4,4. L’accordo russo-ungherese è arrivato per molti del tutto a sorpresa: Budapest aveva ripetutamente promesso di indire una gara di appalto per il progetto di upgrade di Paks, e in quel caso Rosatom avrebbe dovuto affrontare la concorrenza dello specialista francese del nucleare, Areva, e della joint-venture giapponese-americana, Westinghouse. L’Ungheria, tuttavia, ha semplicemente deciso di assegnare il contratto alla Russia, a quanto pare nella speranza di ottimizzare l’infrastruttura già esistente e l’esperienza del personale di Paks, come pure evitare spese aggiuntive. A rivelarlo è una fonte a conoscenza dell’accordo.

La Russia fornirà un prestito trentennale coprendo l’80 per cento dei costi complessivi del progetto, che ammontano a 10-12 miliardi di euro, riferisce Lazar. Kirienko di Rosatom ha confermato che i ministri delle finanze dei due paesi hanno concordato insieme i termini del prestito: “Il valore totale dell’accordo è stato temporaneamente fissato a 10 miliardi di euro, ma si prevede che la cifra reale sia più bassa di questa”. In base a tale accordo, il 40 per cento dei lavori previsti dal progetto sarà eseguito in Ungheria, ha detto il presidente russo Vladimir Putin. Una fonte a conoscenza dei dettagli del progetto ha dichiarato che l’Ungheria potrà facilmente garantirsi il 30 per cento della sua quota di lavoro semplicemente costruendo le fondamenta dei due nuovi reattori. Il contratto di Paks potrebbe generare anche lavoro per il produttore di apparecchiature nucleari ungherese Ganz Eem, sussidiaria dell’azienda russa di produzione dell’energia Atomenergomash.

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