Siria, al via l’evacuazione delle armi chimiche

La Federazione Russa è anche responsabile della sicurezza dei materiali trasportati a bordo delle navi in partenza dal porto siriano (Foto: AP)

La Federazione Russa è anche responsabile della sicurezza dei materiali trasportati a bordo delle navi in partenza dal porto siriano (Foto: AP)

Il primo carico ha già lasciato il porto di Latakia ed è diretto in Italia, dove farà scalo prima di essere distrutto in acque internazionali. La Russia in prima fila per il trasporto dell'arsenale

La Russia partecipa attivamente all'operazione internazionale per l’evacuazione delle armi chimiche dalla Siria. Mosca ha infatti inviato mezzi blindati per il trasporto dell'arsenale chimico nel porto di Latakia, stanziando due milioni di dollari. La Federazione Russa è responsabile, inoltre, per garantire la sicurezza dei materiali trasportati a bordo delle navi mercantili in partenza dal porto siriano. La marina militare russa è incaricata, assieme ad altre navi da guerra cinesi e norvegesi, di scortarle verso l'Italia. 

Il primo carico di agenti chimici siriani ha lasciato il porto di Latakia il 7 gennaio 2014. Esso sarebbe dovuto partire prima del 31 dicembre 2013. Tuttavia, i forti scontri tra le forze governative e i gruppi dell’opposizione ne hanno irrimediabilmente ritardato la partenza.

A metà novembre 2013, il consiglio esecutivo dell'Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (Opac) aveva approvato il piano di liquidazione dell'arsenale chimico sirianos che prevedeva entro la fine del 2013 la rimozione dalla Siria delle munizioni più pericolose ed entro il 5 febbraio 2014 lo smantellamento di quasi tutti i materiali necessari alla fabbricazione di armi chimiche.

I rappresentanti della Opac hanno confermato che la nave mercantile danese Ark Futura, con a bordo nove container contenenti sostanze tossiche, ha lasciato il porto siriano di Latakia martedì 7 gennaio 2014. L’imbarcazione è scortata, per ragioni di sicurezza, da navi militari di Russia, Cina e Norvegia. Stando ai piani, la nave con a bordo le sostanze chimiche farà scalo in Italia. Dopodiché gli agenti chimici più pericolosi saranno trasferiti sulla nave della marina statunitense MV Cape Ray per la distruzione in acque internazionali. Le navi norvegesi e danesi trasporteranno, invece, gli agenti chimici meno tossici per smaltirli presso strutture commerciali.

Le autorità siriane sono tenute a consegnare progressivamente tutto l’arsenale di armi chimiche nel porto di Latakia. A tal fine la Russia ha fornito a Damasco una serie di mezzi blindati, mentre gli Stati Uniti hanno messo a disposizione delle autorità siriane container metallici e dispositivi di navigazione satellitare. La Russia è responsabile, inoltre, per garantire la sicurezza dei materiali trasportati a bordo delle navi mercantili in partenza dal porto di Latakia, e gli Stati Uniti di fornire tutte le attrezzature necessarie a espletare tali operazioni. La Cina ha inviato a Latakia dieci ambulanze e telecamere di sorveglianza, mentre la Finlandia una squadra specializzata in situazioni di emergenza.

Stando ai piani della Opac, le operazioni di smantellamento degli arsenali chimici siriani dovrebbero concludersi entro la fine di giugno 2014.

Secondo Aleksandr Ignatenko, presidente dell'Istituto di religione e politica (un centro di analisi non governativa), le grandi potenze “comprendono perfettamente il pericolo di perdere il controllo" sulle armi chimiche e stanno cercando di evacuarle dalla Siria con la maggiore celerità possibile. In un'intervista a Gazeta.ru, Ignatenko ha dichiarato che la distruzione delle armi chimiche avrà luogo in un clima di crescente deterioramento della situazione in Siria, causato dal fervore dei gruppi islamici.

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