South Stream, l'Europa frena sul gasdotto

Secondo l'Europa alcuni accordi sul trasporto del gas dovrebbero essere rivisti (Foto: Ufficio Stampa)

Secondo l'Europa alcuni accordi sul trasporto del gas dovrebbero essere rivisti (Foto: Ufficio Stampa)

Secondo l'UE, gli accordi stipulati dalla Russia con i Paesi attraverso i quali passerà la pipeline non rispetterebbero le regole di trasporto del gas. E si apre lo scontro

Esplode la guerra del gas. La Commissione Europea esce per la prima volta allo scoperto. E accusa Gazprom di infrangere le leggi stabilite dall'UE sulle condizioni di trasporto del gas: alla compagnia della Federazione potrebbe essere vietato l'utilizzo del South Stream

L'ufficio del commissario europeo per l'energia Günther Oettinger, che finora si era limitato a rifiutare il proprio sostegno e ogni agevolazione al South Stream, destinato a trasportare il gas dalla Russia in Europa, ha ormai intrapreso una lotta aperta al progetto. Secondo la portavoce del commissario, Marlene Holzner, gli accordi bilaterali stipulati dalla Russia con i governi dei Paesi che saranno attraversati dal gasdotto o dalle sue diramazioni (Bulgaria, Serbia, Ungheria, Slovenia, Austria, Croazia e Grecia) non rispetterebbero la legislazione dell'Unione Europea. E pertanto dovranno essere rivisti.

Di recente la Commissione Europea ha inviato al Ministero dell'Energia russo una lettera in cui lo invitava a partecipare a dei colloqui per la revisione degli accordi. Il Ministero ha confermato la ricezione della lettera. 

Il gas russo in Europa
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La Commissione Europea, infatti, è scontenta di alcune condizioni che risultano in contrasto con le direttive del Terzo Pacchetto Energia approvato dall'Unione Europea.

In primo luogo, Gazprom sarebbe il principale proprietario sia della pipeline che del gas trasportato, in contrasto con il principio della separazione della proprietà per sfere di attività. In secondo luogo, molti degli accordi non garantiscono l'accesso al gasdotto da parte di altri fornitori di gas. In terzo luogo, le tariffe di trasporto saranno stabilite da Gazprom.

Secondo le direttive del Terzo Pacchetto Energia, il gasdotto dovrà essere gestito da un operatore indipendente che dovrà stabilire le tariffe in base al livello di efficienza economica, dopo essersi consultato con i regolatori.  

Il South Stream dipende dalle banche, che "guardano con grande attenzione al fattore del rispetto delle leggi; qualora esso dovesse venir meno, le banche potrebbero rifiutare la concessione di finanziamenti o richiedere ulteriori garanzie", ha spiegato Marlene Holzner.  

Gazprom dovrà attrarre investimenti dall'esterno per finanziare la parte on-shore del progetto: si tratta di 5 miliardi di dollari. Per fare un raffronto, la compagnia ha già investito cinque volte tanto (25 miliardi di dollari) per modernizzare il sistema dei gasdotti in Russia, rendendolo adatto all'integrazione con il South Stream.

Chi potrà competere con Gazprom?

A Gazprom, tra l'altro, è stato espresso il timore che la posizione della Commissione Europea possa influire negativamente sulla sua capacità di attrarre investimenti. Una fonte interna alla società ha osservato che gli accordi intergovernativi erano stati stipulati appunto per poter far leva su di essi nelle discussioni con la Commissione Europea, che non ha una posizione unitaria.

La settimana scorsa Gazprom ha partecipato ai colloqui pianificati con il commissario europeo per la concorrenza, Joaquin Almunia, che si sono svolti in un'atmosfera molto più conciliante: il vice amministratore delegato della compagnia, Aleksandr Medvedev, ha addirittura promesso di presentare in tempi brevi delle proposte che permetteranno di chiudere l'inchiesta anti-trust aperta nei confronti di Gazprom.

La posizione della Russia riguardo al gasdotto South Stream è stata illustrata dal viceministro dell'Energia Anatolij Janovskij, che ha partecipato ai colloqui con il commissario europeo. Secondo le dichiarazioni di Janovskij, Mosca non è d'accordo con le richieste di Bruxelles e ritiene che gli accordi intergovernativi siano prioritari rispetto alla legislazione europea.

"Anche la legislazione europea non è nazionale, ma qui il principio fondamentale è che gli accordi devono essere rispettati", afferma Dmitrij Krupyshev della Legal Capital Partners. "Questi accordi, quando furono stipulati, erano pienamente conformi alle normative europee; ora che è entrato in vigore il Terzo Pacchetto Energia (nel marzo 2011, ndr) stanno cercando di rivederli. 

Secondo il direttore di East European Gas Analysis, Mikhail Korchemkin, Gazprom potrebbe facilmente soddisfare le richieste della Commissione Europea vendendo metà del gas nel porto bulgaro di Varna, dove inizia il settore europeo del South Stream. In tal caso, il gas cambierebbe proprietario e le richieste dell'Unione Europea sarebbero soddisfatte.   

Il principale obiettivo del progetto South Stream è tradizionalmente considerato quello di non dover più dipendere dal transito attraverso l'Ucraina. Anche l'attuale deterioramento dei rapporti tra la Russia e l'Unione Europea sul tema del gas si può ritenere almeno in parte collegato alla questione ucraina. La Commissione Europea ha avanzato le sue rivendicazioni in seguito al rifiuto di associarsi all'Unione Europea da parte di Kiev, che ha optato per un'alleanza con Mosca. Tra l'altro, per fare pressione sull'Ucraina durante il processo decisionale, la Russia ha fatto ampio uso dell'"arma del gas". Il presidente del gruppo "Novaja Energija Ukrainy" Valerij Borovik ritiene che la Commissione Europea stia tentando di ribaltare la tesi per cui l'associazione all'Unione Europea porterebbe all'Ucraina solo problemi, e che per far ciò abbia scelto la questione più importante per Kiev: quella della costruzione del gasdotto South Stream, che aggira il territorio del Paese.

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