Lavrov, la Nato e il futuro del Medio Oriente

Nonostante i successi della collaborazione tra Russia e Nato su diversi fronti, come Afghanistan e lotta al terrorismo, sono ancora molte le divergenze tra Mosca e l'Alleanza atlantica (Foto: Ufficio Stampa)

Nonostante i successi della collaborazione tra Russia e Nato su diversi fronti, come Afghanistan e lotta al terrorismo, sono ancora molte le divergenze tra Mosca e l'Alleanza atlantica (Foto: Ufficio Stampa)

La Siria, l'Afghanistan. A Bruxelles il ministro degli Esteri russo incontra i vertici della Nato. Per un 2014 di pace

Alla Nato fervono i preparativi per il Natale. Nella piazza davanti al quartier generale dell'organizzazione a Bruxelles si innalza già un lussureggiante abete naturale, decorato con sfere argentate. Nonostante questo, dentro al complesso di edifici a tre piani occupato da funzionari e militari dei 28 Paesi membri della Nato, il lavoro va avanti con una tensione che ricorda poco le festività imminenti. La sala stampa è gremita di persone, ed è comprensibile: martedì la sala ospiterà l'incontro tra i ministri degli esteri dei paesi dell'alleanza atlantica, mentre mercoledì si terrà la seduta del Consiglio Russia-Nato tra i rispettivi ministri degli esteri.

Ci si aspetta che il capo della diplomazia russa Sergej Lavrov, che arriverà a Bruxelles la sera del 3 dicembre, e i ministri degli esteri dei paesi Nato, parleranno dei problemi mondiali più urgenti che minacciano la sicurezza della regione euro-atlantica: la situazione in Siria, Medio Oriente e Afghanistan. A questo proposito uno dei momenti più importanti dell'incontro sarà sicuramente la discussione delle prospettive di collaborazione in Afghanistan in seguito al ritiro progressivo della missione ISAF previsto per il 2014. Particolare attenzione verrà dedicata alla necessità di garantire la conformità al diritto internazionale della presenza della Nato in Afghanistan prevista dopo la fine della missione ISAF.

Lavrov-Bonino, ministri a confronto

“In seguito alla decisione della Nato di porre fine alla presenza militare internazionale in Afghanistan entro il 2014, si discuterà a proposito della situazione nel paese, - ha dichiarato ai microfoni di Russia Oggi una fonte del Ministero degli Esteri della Federazione Russa. - Riteniamo che la conclusione della missione debba essere compensata dagli sforzi per incrementare le capacità militari delle forze armate afgane, in modo che possano garantire la sicurezza del proprio paese in modo autonomo e contrastare efficacemente i gruppi terroristici e il narcotraffico”.

I diplomatici si occuperanno poi di stabilire i provvedimenti necessari per realizzare gli accordi raggiunti al summit del Consiglio Russia-Nato tenutosi a Lisbona nel novembre 2010 sulla creazione di uno spazio comune di pace, sicurezza e stabilità nell'area euro-atlantica. La Russia ha intenzione di insistere sulla necessità di intraprendere misure pratiche per la realizzazione degli scopi stabiliti. In particolare verranno tratte le conclusioni sul lavoro del Consiglio Russia-Nato durante il 2013 e verranno formulate le priorità delle futura collaborazione in modo che i ministri decidano se confermare o meno il Programma di lavoro del Consiglio Russia-Nato per il 2014. Verrà inoltre analizzato l'andamento del progetto per l'utilizzo industriale delle munizioni con tecnologie ecologiche all'avanguardia.

I successi della collaborazione tra Russia e Nato sono evidenti in ambiti quali la lotta al terrorismo e alla pirateria, la mobilitazione in seguito a catastrofi naturali e industriali e anche la questione di Afghanistan. Tuttavia non sono sufficienti per eliminare la tensione esistente tra Mosca e l'Alleanza atlantica su diverse questioni fondamentali. Ad esempio, la Russia continua a sperare che grazie al dialogo sui sistemi antimissile riuscirà a ricevere la garanzia scritta che lo scudo europeo su cui sta lavorando l' Alleanza abbia lo scopo di difendere l'Europa da minacce missilistiche provenienti da oltre i suoi confini e che non verrà puntato contro le riserve atomiche strategiche della Russia. Se così non accadesse il radar della Nato, che dovrebbe essere installato in Turchia e sarebbe il gemello di quello già esistente nel Caucaso meridionale, arriverebbe a coprire la maggior parte del territorio russo.

Il ministro della Difesa Shoigu
e il dialogo con la Nato

Tuttavia, le speranze di avere dalla Nato una risposta costruttiva, vanno affievolendosi: alla domanda posta da Russia Oggi se sia possibile soddisfare la richiesta della Russia di garanzie scritte riguardo al posizionamento dello scudo in modo che non minacci il potenziale strategico russo, l'assistente del segretario generale della Nato per le questioni politiche e le politiche di sicurezza Thrasyvoulos Stamatopoulos ha risposto: “No”. E ha spiegato: “Prima di tutto, se avvieremo trattative in base a tutti i parametri giuridici esistenti, ha presente quanto tempo potrebbe richiedere? Anche perché la Russia ha già ricevuto tutte le garanzie politiche necessarie. Secondariamente, abbiamo chiesto alla Russia di analizzare con precisione i parametri fisici dello scudo europeo che dimostrano che il sistema creato dalla Nato non rappresenta una minaccia per gli impianti atomici russi. Terzo, abbiamo chiesto ai nostri colleghi russi di concentrarsi su aspetti concreti del sistema antimissile europeo, in modo da raggiungere un'atmosfera di maggiore fiducia e trasparenza. Vorremmo in particolar modo sottolineare che la Russia è l'unico partner della Nato a cui abbiamo fatto simili proposte”.

Nell'ambito delle trattative reciproche a Bruxelles, stando ai dati del Ministero degli Esteri russo, Sergej Lavrov parlerà col segretario generale della Nato Anders Fogh Rasmussen e probabilmente anche col segretario di stato americano John Kerry.

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