Vertice di Trieste, gli accordi principali

Vladimir Putin durante uno degli incontri economici del vertice (Foto: Evgeny Utkin)

Vladimir Putin durante uno degli incontri economici del vertice (Foto: Evgeny Utkin)

Il tema dei visti, l'energia, il nodo ucraino e la collaborazione tra i giganti dell'industria italo-russa. Ecco le decisioni di Putin e Letta al summit intergovernativo

“Caro Vladimir, quella di oggi è stata una delle giornate più intense e produttive di questi sette mesi di governo”. Le parole con cui il presidente del Consiglio italiano Enrico Letta ha aperto la conferenza stampa finale del vertice Italia Russia, la dicono lunga. Una cooperazione, quella tra i due Paesi, che esce rinforzata, nelle prospettive e nei contenuti. Ma quali sono stati i temi principali dell'incontro tra i due leader?

È stato un vertice all'insegna del “mercato”, e i temi economici hanno offuscato quelli politici, dall'Iran alla Siria. Ed è proprio il presidente Letta che orgogliosamente annuncia che durante il vertice sono stati firmati ventotto accordi, con uno sguardo speciale al settore energetico, ma non solo, e che questi accordi devono essere “implementati” e “diventare fatti concreti”. Tra l'Italia e la Russia – ha dichiarato Vladimir Putin - “Si sono create nuove ed avanzate relazioni in tutti i campi di cooperazione che hanno un carattere che va oltre i partiti”. La risposta del presidente della Federazione russa non è casuale e getta acqua sul fuoco delle voci corse nelle ultime ore che indicavano il capo del Cremlino come “scandalizzato” per quanto sta accadendo in Italia al suo “caro amico” Silvio Berlusconi, al quale – comunque – Putin riconosce di aver “fatto molto per lo sviluppo dei rapporti tra Italia e Russia”.


I protagonisti del Business Forum di Trieste (Foto: Evgeny Utkin)

Eni e Rosneft. Ma, parlando appunto di fatti, i dati sono emblematici. “L'interscambio tra Italia e Russia forse supererà i 50 miliardi di dollari”, ha affermato Putin, aggiungendo che “L'Italia è il quarto partner commerciale della Russia”. L'accordo tra Eni e Rosneft svetta su tutti. I due colossi dell'energia hanno siglato un patto per reciproche forniture petrolifere e investimenti congiunti in attività commerciali e di logistica nel settore degli idrocarburi. Alla presenza di Putin e Letta il presidente di Rosneft, Igor Sechin, e l'Amministratore delegato di Eni, Paolo Scaroni, hanno siglato un accordo in base al quale Rosneft si impegna a fornire greggio alle raffinerie di PKC Scwedt, in Germania, e di Česka Rafine'rska, nella Repubblica ceca, entrambe partecipate da Eni. Eni, a sua volta, fornirà greggio alle raffinerie di Rurhoel, sempre in Germania, relativamente alla quota che Rosneft detiene negli impianti. In più, Eni e Rosneft hanno concordato i principi base per investire congiuntamente nello sviluppo del nuovo Polo Logistico di Eni nell'area di Venezia. La partnership tra le due aziende esce dal vertice Italia-Russia fortemente fortificata, a specchio delle sempre maggiori sinergie dei due Paesi nel settore finanziario ed imprenditoriale.

Putin e Letta a Trieste
Insieme oltre la crisi 

Investimenti comuni. Parlando di fondi e di futuri investimenti, il Fondo Strategico Italiano (FSI) e il suo omologo Russian Direct Investment Fund (RDIF), hanno siglato un memorandum d'intesa per la realizzazione di una piattaforma di investimento del valore di 1 miliardo di euro. E non a caso SACE, la SPA del ministero dell'Economia che offre servizi di export credit, assicurazione del credito e protezione degli investimenti all’estero, oltre a garanzie finanziarie, cauzioni e factoring per le aziende italiane, ha annunciato nuovi progetti con la Russia per un valore di oltre 3 miliardi di euro. I primi a partire saranno resi noti a breve, ma è certo – dichiarano i vertici di SACE, che è membro permanente del comitato di presidenza del Foro di dialogo Italo-Russo - che la Russia si conferma il primo Paese estero nel portafoglio della società che, con 70 miliardi di euro di operazioni assicurate in 189 Paesi del mondo, sostiene la competitività delle imprese italiane all'estero.

Energia: l'Ue e l'Ucraina. Insomma, i rapporti tra Italia e Russia sembrano andare a gonfie vele, tanto che Enrico Letta ha dichiarato che tra gli obiettivi della presidenza italiana della Ue, che inizierà a giugno, c'è proprio la necessità di rafforzare il partenariato con Mosca, in un'ottica di dialogo e non di divisioni tra Bruxelles e Mosca. Pende evidentemente sulla testa del vertice la spada di Damocle della cronaca delle proteste in Ucraina per la decisione del governo di Kiev di fermare il processo di integrazione europea per spostarsi sull'asse del Cremlino. Su questo iVladimir Putin ha rilanciato la proposta ucraina di un tavolo a tre fra Kiev, Mosca e Bruxelles, e con l'Italia alla presidenza dell'Unione tra poco più di sei mesi la strada segnata dal capo del Cremlino sembra essere più che mai percorribile.

Verso Sochi 2014. Tra proteste e proposte. Per chiudere non si poteva non toccare il tema turismo e visti. Enrico Letta ha dichiarato che l'Italia punta a “modificare e sburocratizzare la politica dei visti” dalla Russia, sottolineando che proprio quest'ultima al momento “rappresenta uno dei limiti più grossi all'arrivo dei turisti russi in Italia”. Il prossimo appuntamento del vertice Italia-Russia è a Sochi nel 2014, ma gli attivisti per i diritti gay non l'hanno presa bene. In piazza sotto la Bora a Trieste hanno gridato slogan contro la “repressione” del Cremlino ai danni degli omosessuali. “I diritti umani non si possono svendere all'economia”, sostiene il manipolo di manifestanti triestini anti-Putin.

Ma è ovvio che l'idea di Enrico Letta è che diritti ed economia seguano strade parallele che non si intrecciano. Con la presidenza italiana dell'Ue ci sarà modo anche di affrontare questioni politiche, in un dialogo a tuttotondo con la Russia, ha ribadito il presidente del Consiglio italiano, come a dire che per ora, in tempi di crisi, qui a Trieste prima di tutto c'è l'economia, che porta nuova occupazione riattivando il volano della crescita italiana ormai ridotta al lumicino.

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