Lavrov-Bonino, ministri a confronto

su Siria e questioni internazionali

A destra, Emma Bonino e Sergei Lavrov al tavolo dei relatori (Foto: Evgeny Utkin)

A destra, Emma Bonino e Sergei Lavrov al tavolo dei relatori (Foto: Evgeny Utkin)

I problemi di Damasco, la retromarcia Ucraina e la liberazione degli attivisti di Greenpeace: alla Farnesina il capo della diplomazia italiana ha incontrato il suo omologo russo

“Ringrazio Sergei Lavrov per essere così gentile da rispondere sempre alle mie telefonate. Anche a quelle che non gli piacciono”. Emma Bonino, ministro italiano degli Esteri, ha salutato con queste parole il suo omologo russo Sergei Lavrov, giunto in Italia per il summit organizzato alla Farnesina nell’ambito del Media Forum di Dialogo Italia-Russia. Un evento iniziato con un clima aperto e costruttivo. “I miei genitori mi hanno insegnato a rispondere a tutte le telefonate", ha risposto Lavrov, ironico.

Fra battute sarcastiche, ma sempre rispettose, Emma Bonino ha poi sottolineato il suo apprezzamento a Lavrov “per aver lavorato alla liberazione su cauzione degli attivisti di Greenpeace”. Tra i quali, lo ricordiamo, c’era anche l’italiano Cristian D’Alessandro

Secondo Emma Bonino restano buoni, infatti, i rapporti tra i due Paesi, e il Forum consente di affrontare non solo gli interessi comuni, ma anche di parlare con onestà delle divergenze che ci sono. Senza fare riferimenti espliciti, però, a casi come la retromarcia dell’Ucraina, o altre vicende internazionali. Si è mossa con prudenza, poi, in merito all’accordo sul nucleare: “Dopo tanto tempo di gelo - ha detto Emma Bonino -, questo è sicuramente un primo passo importante. Un risultato parziale ma significativo. Che può avere conseguenze positive anche sul dossier siriano”.

Il tavolo dei relatori (Foto: Evgeny Utkin)

“La questione siriana resta comunque un affare difficile, che non si risolve con la distruzione delle armi chimiche”, ha aggiunto il ministro italiano, ricordando che nelle ultime ore ad Aleppo sono morte altre 64 persone. Serve dunque una soluzione politica, ha sottolineato.

Lavrov ha risposto ripercorrendo la storia del conflitto siriano, dalla prima conferenza di Ginevra, durante la quale erano state gettate le basi per un possibile accordo non militare. 

Al tavolo di Ginevra 2, il cui incontro è stato fissato per il 22 gennaio 2014, vorrebbe sedersi anche l’Italia. “Il nostro Paese ha molto interesse ad esserci - ha aggiunto la Bonino -. E’ ovvio che la composizione degli Stati coinvolti è decisa dalle Nazioni Unite. Ma l’Italia fa parte del gruppo “Amici della Siria”. E con ciò vorremmo far presente non solo il nostro interesse, ma anche la nostra determinazione in questa faccenda”.

Parlando di Siria, il metropolita Filaret ha sottolineato che “in questa regione tutti parlano di vantaggi, gas, petrolio e traffico d’armi. Ma nessuno parla mai di responsabilità”. 

“In Iraq c’era un milione e mezzo di cristiani - ha detto -, mentre ora ne sono rimasti meno del 10 per cento. Vale a dire 100-150mila. Non è questo un genocidio? A Damasco, circa la metà degli abitanti era cristiana. Ora ne sono rimasti ben pochi. I cristiani parlano di tradimento da parte dell’Europa”.

Konstantin Kosachev, presidente dell’Agenzia Federale per la Comunità degli Stati Indipendenti, dei Connazionali residenti all’Estero e della Cooperazione umanitaria internazionale della Federazione Russa, ha detto che “il problema del rispetto dei diritti dell’uomo e delle questioni puramente economiche, non deve diventare un’arma politica. Neppure nei mass media occidentali”. “Tutto ciò - ha affermato -, sta accadendo di fronte ai nostri occhi. Mentre si mettono a tacere altri problemi che coinvolgono il Medio Oriente”.

Secondo lui, gli organi di stampa hanno, al contrario, il compito di “illuminare” quei legami che uniscono l’Italia e la Russia, in particolar modo nell’ambito della cooperazione umanitaria e dell’interazione delle società civili.

Durante l’incontro, una piccola parentesi sulla lingua russa: il professor Aldo Ferrari ha infatti sottolineato il notevole aumento dell’interesse verso l’idioma di Tolstoj. “Ci sono moltissimi studenti che vogliono imparare il russo. E non abbiamo quasi più le aule per ospitarli tutti - ha affermato -. All’università di Venezia, per esempio, si fanno moltissimi scambi con le università russe. E non solo a Mosca e San Pietroburgo. Ma anche ad Astrakhan”.

Emma Bonino ha infine colto l’occasione per ricordare il tanto atteso Anno del Turimo tra Italia e Russia: un’iniziativa che fa capire che non solo i russi amano l’Italia, ma che anche gli italiani stanno apprezzando sempre di più gli enormi spazi della Russia.

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