Greenpeace, l'appello del mondo della cultura

Manifestazione di protesta per richiedere il rilascio degli ambientalisti (Foto: Itar Tass)

Manifestazione di protesta per richiedere il rilascio degli ambientalisti (Foto: Itar Tass)

Un gruppo di personaggi pubblici e attivisti ha scritto una lettera al Presidente Putin: "Venga rilasciato l'equipaggio"

Un gruppo di esponenti della cultura e del giornalismo russi ha inviato una lettera aperta al Presidente della Federazione Vladimir Putin in cui si chiede che venga rilasciato l’equipaggio del rompighiaccio Arctic Sunrise, i cui componenti erano stati arrestati per aver cercato di scalare la piattaforma petrolifera russa nel Circolo polare artico. Tra i firmatari dell’appello figurano anche gli scrittori Zakhar Prilepin e Lev Rubinshtein, il musicista Andrej Makarevich, attori e giornalisti.

Le adesioni all'appello

Aleksandr Kutikov, musicista (Mashina vremeni)

Aleksandr Vojtinskij, compositore e produttore musicale

Aleksej Barats, attore di cinema e teatro (Kvartet I)

Aleksej Romanov, musicista (Voskresene)

Aleks Dubas, scrittore

Andrei Makarevich, musicista

Armen Grigorjan, musicista (Krematorij)

Artemij Troickij, giornalista, scrittore

Veronika Dolina, poetessa

Gleb Samojlov, musicista (Matrixx)

Dmitri Khoronko, musicista (Khoronko orkestr)

Evgenij Khavtan, musicista (Bravo)

Evgenij Fedorov, musicista (Zorge)

Zhenja Ljubich, musicista

Zakhar Prilepin, scrittore

Ivan Alekseev, musicista (Noize Ms)

Ksenija Larina, giornalista (Ekho Moskvy)

Ksenija Chudinova, direttore (Bol’shoj gorod)

Lev Rubinshtejn, scrittore

Marina Moskvina, scrittrice

Mikhail Kozyrev, conduttore televisivo e radiofonico

Mikhail Shats, conduttore televisivo

Sergei Belogolovtsev, attore, conduttore televisivo

Gruppo Ljapis Trubetskoj

Tatjana Lazareva, conduttrice televisiva

Filipp Dzjadko, redattore

Julija Chicherina, cantante

Jurij Saprykin, caporedattore (Afisha-Rambler-Sup)

La lettera è stata pubblicata nel sito di Greenpeace. Come ha reso noto l’organizzazione ambientalista, si trattava di un’idea nata già da tempo. “Personaggi del mondo della cultura ci hanno interpellato ripetutamente chiedendoci come avrebbero potuto dimostrare la loro solidarietà e il loro appoggio. Una settimana fa è stato scritto questo appello e sono state raccolte le firme”, ha detto il portavoce di Greenpeace.

Nell’appello si afferma di non comprendere le ragioni per cui l’equipaggio dell’Arctic Sunrise, tra i cui componenti vi sono anche un medico, un cuoco, un fotografo e un videoperatore, sia trattenuto da più di un mese in custodia cautelare. Nella lettera viene ribadito che l’obiettivo dell’azione di Greenpeace è la salvaguardia dell’ambiente artico da possibili contaminazioni provocate dalle operazioni di trivellazioni petrolifere.

Rivolgendosi a Vladimir Putin, in quanto capo dello Stato russo, gli autori della lettera sottolineano che: “l’Artico è una regione fragile, la cui enorme calotta di ghiaccio favorisce il raffreddamento del clima del nostro pianeta, con un impatto significativo sulle condizioni di vita di tutti gli abitanti della Terra. Una dispersione di petrolio in quelle terre lontane e fredde potrebbe trasformarsi in una catastrofe ambientale".

"A essere minacciate sarebbero specie rare di animali quali orsi polari, trichechi, narvali. È triste osservare come solo l’Artico russo rimanga oggi aperto a numerose compagnie straniere, quando altri paesi, come per esempio, la Norvegia, hanno vietato nuovi progetti di estrazioni petrolifere. La Russia è uno dei principali paesi presenti nella regione artica e può avere quindi un ruolo determinante per la sua salvezza”.

Nella lettera si dichiara inoltre che l’arresto degli ambientalisti di Greenpeace potrebbe avere ripercussioni negative sull’immagine dello Stato russo, tanto più che oltre a cittadini di nazionalità russa, sono finiti in carcere cittadini di Canada, Nuova Zelanda, Brasile, Argentina, Finlandia, Ucraina, Paesi Bassi, Svizzera, Regno Unito, Polonia, Danimarca, Australia, Francia e Italia, e tutto il mondo osserva con attenzione l’andamento del processo.


Lo scrittore Lev Rubinshtein, uno dei firmatari dell'appello (Foto: Itar Tass)

Andrei Makarevich ha spiegato al giornale Moskovskij Komsomolets le ragioni per cui ha aderito a questa azione: “Gli attivisti non si sono impadroniti di nulla e non erano armati, non si tratta né di pirati, né di banditi. E inoltre sono assolutamente chiari gli obiettivi delle loro azioni su cui vogliono attirare l'attenzione dell'opinione pubblica. Se continueremo a inquinare l’Artico, le nostre condizioni di vita sulla Terra diventeranno molto più difficili”. Makarevich ha anche aggiunto che è un segnale indubbiamente negativo che persone che non hanno commesso alcun crimine si trovino da più di un mese dietro le sbarre. “Mi auguro che verremo ascoltati”, ha detto.

Un precedente appello a Putin con la richiesta di liberazione degli attivisti di Greenpeace era stato firmato da alcuni premi Nobel. Tuttavia, il portavoce del presidente aveva allora risposto che il compito di risolvere la questione non spettava al capo dello Stato, bensì ai giudici. Un’azione come quella dell’appello al presidente è senza dubbio utile, secondo l’opinione del presidente di Wwf Russia, Igor Chestin. Ma Chestin è convinto che se a firmare la lettera fossero stati, per esempio, imprenditori o membri della chiesa, l’azione avrebbe avuto molte più possibilità di essere efficace”.

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