Gas, rapporti di nuovo tesi tra Ucraina e Russia

Con l'inizio dell'inverno tornano a raffreddarsi le relazioni tra Ucraina e Russia a proposito di gas (Foto: Reuters)

Con l'inizio dell'inverno tornano a raffreddarsi le relazioni tra Ucraina e Russia a proposito di gas (Foto: Reuters)

Le divergenze, questa volta, sono aggravate dal fatto che Kiev si prepara a firmare un accordo di avvicinamento all’Unione Europea. E Mosca minaccia sanzioni

I contrasti con l’Ucraina per il gas, con l'avvicinarsi della fine dell’anno, sono diventati una tradizione pari alle vetrine addobbate per le Feste. Questa volta le divergenze sono aggravate dal fatto che l’Ucraina si prepara a firmare un accordo di associazione con l’Unione Europea. E la Russia minaccia sanzioni.

I tentativi dell’Ucraina di ritoccare unilateralmente i contratti del gas con la Russia potrebbero portare all’applicazione di sanzioni giuridiche, come ha annunciato il 10 ottobre 2013 Natalya Timakova, portavoce del primo ministro russo Dmitri Medvedev.

Il gas russo in Europa:
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La durissima dichiarazione da parte di Mosca è stata la risposta alle promesse dell’Ucraina di rinunciare nei prossimi anni all’importazione di gas dalla Federazione. “A un prezzo simile abbiamo già diminuito (il consumo di gas importato) e continueremo a farlo, e nel lungo termine, e non sono parole al vento, l’Ucraina smetterà del tutto di acquistare il gas a quel prezzo”, aveva riferito tempo fa il primo ministro ucraino Nikolaj Azarov, aggiungendo che in meno di dieci anni l’Ucraina riuscirà a essere totalmente autonoma nell’approvvigionamento di gas. Azarov ha sottolineato che l’Ucraina è pronta a mostrare l’assurdità del contratto in vigore nel caso la Russia voglia intentare contro di loro un’azione legale per l’inadempimento dell’accordo.

I contratti di fornitura di gas all’Ucraina e di transito verso l’Europa tra la società petrolifera russa Gazprom e quella ucraina Naftogaz sono stati siglati nel 2009 dall’ex premier ucraino Yulia Timoshenko e sono validi fino al 2019. Kiev ritiene che i prezzi sul gas (circa 410 dollari per 1.000 metri cubi) siano troppo alti e non è il primo anno che cerca di farli abbassare.

Nel 2012 l’Ucraina ha acquistato dalla Federazione Russa 32 miliardi di metri cubi di gas, ma quest’anno è possibile che la richiesta cali a 18-20 miliardi di metri cubi. Secondo Azarov, Kiev ha intenzione di rinunciare totalmente al gas russo iniziando a sfruttare i propri giacimenti di gas, aumentando lo sfruttamento del carbone e riducendo così i volumi di impiego. L’Ucraina ha già iniziato a importare gas dalla Polonia, dalla Germania e dall’Ungheria ed è in trattativa con altri Paesi. Dal 2014 al 2017 Kiev dovrebbe investire 3 miliardi nei lavori di ricerca geologica di giacimenti di gas sul territorio nazionale.

Dal canto suo Mosca non agita soltanto il bastone, ma mostra anche la carota. L’8 ottobre 2013, infatti, il Presidente della Russia Vladimir Putin ha comunicato che Gazprom avrebbe concesso uno sconto all’Ucraina per lo stoccaggio di gas in sotterraneo delle riserve invernali. Al prezzo scontato (circa 260 dollari per 1.000 metri cubi) sono stati venduti alla compagnia privata Ostchem quasi 5 miliardi di metri cubi di gas. Inoltre le banche russe hanno concesso all’Ucraina un credito di 750 milioni di dollari.

Secondo il parere della parte ucraina sia le minacce sia gli sconti della Russia sono strettamente connessi al contratto di associazione con l’Unione Europea che l’Ucraina dovrebbe sottoscrivere a novembre. Già in precedenza il premier russo ha fatto capire all’Ucraina che avrebbe dovuto scegliere tra l’amicizia con l’Ue o l’entrata nell’Unione doganale con la Russia, la Bielorussia e il Kazakhstan.

La Russia è seriamente preoccupata per i progetti dell’Ucraina; ne parlano, infatti, molti politici importanti. Sergei Glazev, consigliere del Presidente della Federazione Russa per le questioni di integrazione economica regionale, ha sottolineato che dopo la firma del contratto con l’Ue i rapporti tra i Paesi dell’Unione doganale e l’Ucraina peggioreranno e pertanto quest’ultima avrà bisogno di un credito. “È un credito per fare in modo che l’Ucraina non precipiti in una catastrofe economica… La stiamo salvando dal default”, ha precisato il consigliere. Glazev ha inoltre rilevato che l’entrata nell’Unione doganale sarebbe estremamente vantaggiosa per l’Ucraina: non solo potrebbe ricevere il tanto sospirato abbassamento dei prezzi sul gas (fino a 160 dollari per mille metri cubi), ma anche le forniture di petrolio senza dazi doganali all’esportazione, oltre ad altri privilegi in vari settori commerciali.

Gli esperti reputano, per molti aspetti, populiste, le ambiziose dichiarazioni delle autorità ucraine di autonomia nelle riforniture di gas dei prossimi anni. Secondo l’analista di Ifd Kapital Group Vitalij Kryukov, molto dipenderà dal mercato generale del gas. Per giunta i volumi di importazione del gas in Ucraina proveniente da alcuni Paesi europei, tra cui l’Ungheria, negli ultimi tempi sono crollati. Andrei Polishuk ha notato che l’estrazione di gas da argille, su cui sta puntando l’Ucraina, non ha portato per il momento in Europa risultati convincenti. Se invece l’Ucraina rinuncerà a una grossa fetta del gas russo, secondo gli esperti, la Russia riprogrammerà le sue forniture in Asia, in particolare in Cina.

Gli specialisti sostengono che Kiev non deve opporsi, ma cercare di trovare un accordo con Mosca. “Gazprom non offre unilateralmente sconti senza motivo. L’Ucraina deve scendere a qualche compromesso”, ha osservato l’analista di Raiffeisenbank Andrei Polishuk.

Yaroslav Lisovolik, capo economista della Deutsch Bank russa, ritiene che per l’Ucraina sia assolutamente importante mantenere buoni rapporti con Mosca. Oltre al gas e ad altri indirizzi del settore reale, il fattore immigrazione ha un grosso peso (molti ucraini lavorano in Russia e mandano i soldi a casa). “La Russia inoltre è l’unico Paese che offre all’Ucraina un appoggio finanziario”, ha concluso l’esperto.

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