Mosca esorta Damasco a consegnare le armi chimiche

Combattenti dell'unità Tahrir al-Sham dell'Armata libera siriana lanciano una granata contro l'esercito di Damasco (Foto: Reuters)

Combattenti dell'unità Tahrir al-Sham dell'Armata libera siriana lanciano una granata contro l'esercito di Damasco (Foto: Reuters)

La Russia cerca tutti i modi per scongiurare un attacco sulla Siria e di risolvere la crisi mediante una conferenza di pace

La Russia ha invitato la Siria a trasferire le armi chimiche sotto il controllo internazionale al fine di evitare un attacco da parte degli Stati Uniti. Ciononostante, secondo alcuni alti funzionari russi, il bombardamento sarebbe ormai, sostanzialmente, inevitabile.

“Se il trasferimento delle armi chimiche siriane consentirà di evitare un attacco, ci metteremo subito al lavoro con Damasco, - ha dichiarato il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov. - Chiederemo alla leadership siriana non solo di allestire dei luoghi di stoccaggio per le armi chimiche sotto il controllo internazionale, ma anche di procedere alla loro successiva distruzione. Chiederemo anche ad Al-Assad di unirsi all’Organizzazione internazionale per il divieto delle armi chimiche”. Stando alle parole del capo del Ministero degli Esteri, la Russia ha, di fatto, già avanzato la sua proposta al ministro degli Affari Esteri siriano Walid Muallem, in visita a Mosca.

Lavrov ha avvertito che una risoluzione militare del conflitto siriano porterebbe solo a un’esplosione del terrorismo nella regione e a un forte flusso di rifugiati. Il ministro russo ha inoltre assicurato che Mosca farà il possibile pur di scongiurare un attacco.

Lavrov è convinto che la soluzione politica sia ancora possibile. Mosca si adopererà in modo che gli esperti Onu sulle armi chimiche facciano al più presto ritorno in Siria, per termine la loro missione e dimostrare con i fatti che l’attacco chimico a Damasco era una provocazione dei ribelli. “Vi sono dei fatti che, a nostro avviso, dimostrano chiaramente che gli eventi del 21 agosto 2013 non sono stati che il frutto di una macchinazione”, ha detto Lavrov.

Gli osservatori hanno prestato particolare attenzione alla frase del ministro russo che ha assicurato che “non verrà stipulato nessun accordo alle spalle del popolo siriano”, e che la politica rimarrà invariata. Va ricordato che, dopo il vertice del G20 a San Pietroburgo, sui mezzi di comunicazione occidentali e arabi era comparsa la notizia secondo cui gli Stati Uniti e l’Arabia Saudita avrebbero proposto alla Russia di raggiungere un accordo sulla risoluzione della crisi in Siria senza il coinvolgimento dell’attuale governo.

Secondo quanto riportato da Ria Novosti, il ministro degli Esteri siriano, Walid Muallem, ha confermato, nel corso di una conferenza stampa a Mosca, la volontà di Damasco di prendere parte alla conferenza “Ginevra-2” e di cercare un compromesso con l’opposizione, senza condizioni preliminari. La Siria, ha detto Muallem, è pronta al dialogo con gli Stati Uniti. Il ministro siriano ha spiegato che se il problema riguarda solo le armi chimiche, allora la questione è risolvibile mediante l’approccio politico.

Tuttavia, alcuni alti funzionari a Mosca sono convinti che gli Stati Uniti avrebbero ormai già deciso di colpire la Siria e difficilmente ritratteranno la loro posizione.

Il 9 settembre 2013, Alexei Pushkov, capo della Commissione affari internazionali della Duma di Stato russa, ha dichiarato davanti ai giornalisti: “Pensare che Obama, segretamente, non voglia questa operazione e speri invece che il Congresso vi voti contro è un punto di vista del tutto assurdo, perché in tal caso, Obama si rivelerebbe un presidente fortemente indebolito. Ciò costituirebbe un duro colpo per la sua reputazione. Egli ha sostenuto con determinazione l’idea di un intervento. Ritrattare la sua posizione e perdere sarebbe per lui politicamente inaccettabile. I giochi ormai sono fatti, le scommesse anche e la posta in gioco è alta”. Il deputato russo ritiene che l’amministrazione americana farà il possibile pur di convincere il Congresso ad appoggiare l’intervento militare contro la Siria.

Nel frattempo, il segretario del Consiglio di sicurezza della Federazione Russa, Nikolai Patrushev, ha comunicato che la Russia considererà qualsiasi azione militare unilaterale, senza l’approvazione del Consiglio di sicurezza Onu, un’aggressione. “Nell’eventualità di un attacco, esso sarà visto come un’aggressione contro un altro Stato sovrano, - ha dichiarato Patrushev. - La Russia continua a insistere sulla necessità di una risoluzione politica e diplomatica della crisi siriana. Ritengo che, alla fine, la nostra posizione verrà ascoltata”.

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