Il pulsante del "reset" si è rotto

Il punto di rottura della politica del "reset" tra Usa e Russia: Barack Obama ha cancellato il meeting con Vladimir Putin in programma a settembre 2013 (Foto: Ap)

Il punto di rottura della politica del "reset" tra Usa e Russia: Barack Obama ha cancellato il meeting con Vladimir Putin in programma a settembre 2013 (Foto: Ap)

Sia in Russia che negli Stati Uniti la mentalità da guerra fredda è più difficile da superare di quanto si pensava in passato

La decisione del presidente americano Barack Obama di disdire il summit di Mosca con Vladimir Putin indica chiaramente che i rapporti tra Russia e Stati Uniti hanno subito un arresto. Sembra che all’origine della decisione di Obama vi sia la scelta della Russia di accordare asilo politico all’ex agente della Cia e collaboratore della Nsa Edward Snowden. Secondo alcuni esperti, però, la controversa decisione degli Usa di annullare l’incontro sarebbe da ricercare anche in altre ragioni.

Russia Direct ha interpellato alcuni esperti internazionali per scoprire quale piega prederanno i rapporti bilaterali tra Mosca e Washington nell’immediato futuro, e se la decisione di Obama determinerà o meno un ritorno a una retorica da guerra fredda.

Gregory Feifer, ex corrispondente da Mosca di National Public Radio (Npr), e autore di “La grande scommessa: la guerra sovietica in Afghanistan”.         

Quella di cancellare il summit con Putin è stata una decisione giusta da parte della Casa Bianca. Il gesto equivale ad ammettere, con ritardo, che la politica del reset non funziona e necessita come minimo di una messa a punto.

Benché probabilmente la decisione di Obama sarà interpretata da Mosca come un grande affronto, rappresenta invece un gesto assai moderato se paragonato a quelli apertamente ostili compiuti da Putin negli ultimi due anni.

Si ritiene che Putin dia una grande importanza al rispetto che gli viene accordato sulla scena mondiale. Prima di prendere una decisione riguardo al summit, Washington ha indubbiamente temporeggiato, nel tentativo di esercitare pressioni sul Cremlino riguardo alla vicenda Snowden. Tuttavia, è palese che Putin consideri il suo ruolo di “antagonista dell’America” di massima importanza per la sua politica estera.

La decisione di Obama di annullare il summit, indubbiamente destinata a peggiorare la situazione nel breve termine, rappresenta però un primo passo verso una politica russa più realistica e in grado di tutelare meglio gli interessi e i valori della Russia, e suggerisce che la politica estera di Putin, improntata a uno stile “da guerra fredda”, avrà dei costi.  

Pavel Sharikov, direttore del Centro di ricerca applicata presso l’Istituto di studi Usa e canadesi dell’Accademia russa delle Scienze.

Le motivazioni di Barack Obama sono piuttosto evidenti: Edward Snowden, che per il governo americano si è macchiato di un reato gravissimo a livello federale, rimane a piede libero sul territorio russo. Obama vuole dimostrare che la vicenda Snowden ha incrinato i rapporti tra Usa e Russa.

Il presidente Usa ha annullato l’incontro con Putin, prenotando invece un viaggio in Svezia: un gesto molto simbolico, se si considera che la Svezia è il Paese in cui gli Usa avevano chiesto che venisse estradato Julian Assange.

È vero: la recente decisione di Obama potrebbe essere vista come una ripresa della retorica della guerra fredda; tuttavia oggi viviamo in un nuovo ordine mondiale, in cui vigono nuove regole. Per questo anche le condizioni di questi dissidi saranno diverse.

Inoltre occorre tenere conto della situazione politica degli Stati Uniti: tra un anno, poco prima delle elezioni Usa, Obama sarà ormai un’“anatra zoppa”, e dovrà salvare la faccia sia di fronte ai repubblicani che ai democratici. Adesso si sente sotto pressione e sta cercando di mantenersi in equilibrio tra i due fronti. Il suo rifiuto di incontrare Putin al summit di Mosca potrebbe avere delle conseguenze imprevedibili. Ma non si dovrebbe rinunciare a discutere di altri temi, sui quali è possibile trovare un terreno comune. Mi auguro che i progressi compiuti nei rapporti bilaterali ci aiutino a superare le differenze e ci portino fuori da questo vicolo cieco.

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