Russia-Italia e il soldato del futuro

Da sinistra, il ministro italiano della Difesa Mario Mauro con l'omologo russo Sergei Shoigu; il ministro russo degli Affari Esteri Sergei Lavrov con l'omologo italiano Emma Bonino a Villa Madama, Roma (Foto: Ap)

Da sinistra, il ministro italiano della Difesa Mario Mauro con l'omologo russo Sergei Shoigu; il ministro russo degli Affari Esteri Sergei Lavrov con l'omologo italiano Emma Bonino a Villa Madama, Roma (Foto: Ap)

Al vertice interministeriale tra i ministri russi e italiani di Difesa ed Esteri, a Roma, si è parlato di collaborazione militare e diplomatica su temi come Nato e Siria

In che cosa consiste la collaborazione militare e tecnico-militare con l'Italia? Viene subito da pensare al contratto con l'Iveco per la fornitura di autoblindati di fabbricazione italiana, rescisso dalla Russia in seguito alle dimissioni del ministro Serdjukov. Si noti che alcune centinaia di unità per cui è già stato effettuato il pagamento sono attualmente in Russia, in attesa di conoscere il proprio destino.

Si possono poi ricordare un paio di esercitazioni congiunte di basso profilo in territori montani e per mare. E naturalmente la costante partecipazione dell'orchestra dei Carabinieri nel festival musicale “Spasskaya Bashnya” (Torre Porta del Salvatore) a Mosca.

D'altra parte gli italiani guardano con speranza alla collaborazione con Mosca nella sfera tecnico-militare.

In occasione dell'incontro “2+2” svoltosi a villa Madama nei pressi di Roma tra i ministri della Difesa e degli Esteri dei due Paesi, il collega italiano di Sergei Shoigu, Mario Mauro, ha espresso un'opinione favorevole in merito alla collaborazione fra Russia e Italia.

Nel corso del suo intervento, il ministro Mauro ha reso nota l'intenzione di Roma di promuovere una collaborazione con Mosca per la produzione di materiale bellico quale i blindati Rys ed elicotteri militari.

La Russia a sua volta, secondo Shojgu, considererà seriamente la possibilità di “passare dal semplice assemblaggio di materiali tecnici presso le nostre industrie alla co-produzione, in modo da localizzare almeno il 50 per cento dell'assemblaggio di elicotteri e blindati”.

Sotto volte affrescate da Raffaello, Mario Mauro ha esortato a promuovere “un maggior livello di fiducia tra Russia e Nato”. “I due terzi delle Forze Armate italiane oggi non sono più impegnate a Est, come in passato, ma a Sud, un'area di instabilità per l'Italia", ha spiegato il ministro della Difesa italiano.

In questa occasione, i partecipanti alla conferenza stampa non hanno parlato della possibile fornitura di equipaggiamento italiano per il “soldato del futuro” in Russia. In passato Mosca aveva preso in considerazione l'acquisto di tali sistemi da Francia e Italia. Secondo informazioni raccolte da Rossiyskaya Gazeta, all'interno del Ministero della Difesa russo non si sono abbandonati del tutto questi progetti.

Di gran lunga più ampia, invece, la discussione all'ordine del giorno per i ministri degli Esteri. Nonostante l'incontro tra i vertici dei Ministeri degli Esteri russo e italiano si svolgesse in una sala semplice, dal nome tutt'altro che poetico di “Sala d'angolo”, Sergei Lavrov ed Emma Bonino hanno evitato abilmente “questioni spigolose” nel loro colloquio.

Nella conferenza stampa hanno dichiarato di aver discusso la posizione dei due Paesi nelle aree calde di conflitto quali Siria, Afghanistan e Medio Oriente. Hanno inoltre discusso gli sviluppi del programma atomico iraniano nell'ambito dell'Accordo di non proliferazione nucleare. Hanno riflettuto, poi, su come favorire un rapporto di collaborazione tra Russia e Nato, ad esempio, attraverso la creazione di un sistema antimissilistico europeo.

In particolare, si sono trovati concordi sulla necessità, del resto già rilevata, di promuovere la fiducia reciproca tra Mosca e l'Alleanza Atlantica al fine di giungere a un effettivo dialogo.

Nel complesso, come accade di solito in occasione dei negoziati tra i vertici di Italia e Russia, Lavrov e la Bonino hanno confermato che i due Paesi mantengono posizioni affini in merito alle principali questioni di politica internazionale, compresa la questione siriana, concordando “sulla necessità di giungere ad una soluzione per il riassetto del Paese alla seconda Conferenza di Ginevra”.

Al termine del 2+2 a villa Madama non si sono sottoscritti documenti ufficiali. Il formato stesso delle discussioni nell'ambito di vertici di questo genere non prevede la sottoscrizione di documenti. I lavori si sono svolti secondo copione, ad eccezione dello spropositato numero di addetti stampa e funzionari al seguito dei vari ministri.

I partecipanti hanno avuto l'occasione di ammirare la fontana e le statue di atleti dell'antica Roma all'interno della villa. Guardie con pennacchi e spade luccicanti al sole dei quaranta gradi italiani hanno svolto con grazia il loro compito di apriporte al passaggio dei ministri. Austeri carabinieri hanno diligentemente tracciato l'area riservata ai giornalisti con transenne a corda.

È la seconda volta che villa Madama accoglie con la sua ospitalità i ministri degli Esteri e della Difesa russi. A giudicare dall'ottimismo dei partecipanti al vertice interministeriale svoltosi in Italia, è possibile che questa tradizione di ospitalità sia destinata a continuare.

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