Cremlino deluso dalla decisione di Obama

Vladimir Putin e Barack Obama all'incontro bilaterale durante il summit del G20 di Los Cabos, in Messico, il 18 giugno 2012 (Foto: AP)

Vladimir Putin e Barack Obama all'incontro bilaterale durante il summit del G20 di Los Cabos, in Messico, il 18 giugno 2012 (Foto: AP)

L'annullamento da parte di Washington dell'incontro bilaterale di settembre 2013 danneggerà gli interessi degli Stati Uniti

L'assistente presidenziale Yuri Ushakov ha dichiarato che Mosca è delusa dalla decisione del presidente Usa Barack Obama di annullare l'incontro con il suo omologo russo Vladimir Putin: lo ha reso noto l'agenzia di stampa Ria Novosti.

"Siamo delusi della decisione dell'amministrazione Usa di cancellare la visita di Barack Obama a Mosca, in programma per i primi giorni di settembre 2013. È chiaro che questa decisione è legata al caso del collaboratore dei servizi segreti americani (Edward) Snowden, una situazione creata non certo da noi", ha dichiarato Ushakov. 

L'invito per la visita ufficiale a Mosca di Obama rimane comunque valido, e la Russia è pronta a collaborare con Washington su tutte le questioni all'ordine del giorno. 

Ushakov ha osservato che il problema che si è venuto a creare intorno all'ex collaboratore della Cia Edward Snowden dimostra come gli Stati Uniti non siano disposti a costruire le loro relazioni con la Russia su basi di uguaglianza.

"Il problema evidenzia che gli Usa non sono ancora, oggi come in passato, disposti a costruire le proprie relazioni con la Russia su basi di parità. Per molti anni gli americani hanno continuato a  svicolare dalla conclusione di un accordo bilaterale sull'estradizione, e alle nostre richieste di consegnarci delle persone colpevoli di reati compiuti sul territorio della Russia hanno sempre opposto il loro rifiuto, giustificandosi con l'assenza di questo accordo", ha spiegato Ushakov.  

Il primo vice presidente del Comitato per gli Affari internazionali della Duma, Leonid Kalashnikov, ritiene che Obama abbia cancellato l'incontro bilaterale con Putin per favorire gli interessi di alcuni ambienti che stanno gonfiando il caso Edward Snowden, e che a risentire negativamente di questa decisione saranno gli stessi americani.

"Penso che Obama abbia compiuto questo gesto in seguito a delle pressioni, così come a suo tempo aveva firmato la legge Magnitsky", ha affermato Kalashnikov. 

"Noi non vogliamo niente dall'America, i nostri rapporti si basano sulla razionalità", ha dichiarato il deputato, sottolineando che gli Stati Uniti sono a loro volta interessati a cooperare con la Russia, in particolare nel settore dell'energia, e a proseguire i colloqui per la riduzione degli armamenti. "Ma senza incontrarsi questo non si può fare, e pertanto gli americani ne risentiranno ancor più di noi", ha concluso Kalashnikov.

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