Snowden resta nell'area transiti di Sheremetevo

Alcuni sostenitori di Edward Snowden, la talpa del Datagate, durante una manifestazione davanti al consolato Usa di Hong Kong il 15 giugno 2013 (Foto: Reuters)

Alcuni sostenitori di Edward Snowden, la talpa del Datagate, durante una manifestazione davanti al consolato Usa di Hong Kong il 15 giugno 2013 (Foto: Reuters)

L’ex dipendente della Cia, accusato di essere la talpa del Datagate, attraverso i suoi avvocati, ribadisce di voler vivere in Russia, così studia la lingua e legge Dostoevskij

L’ex dipendente della Cia Edward Snowden, accusato dagli Usa di aver diffuso dati segreti dei servizi speciali, per ora non può ricevere dal Servizio di immigrazione federale i documenti che gli permetterebbero di lasciare la zona di transito dell’aeroporto moscovita Sheremetevo.

Il Servizio di immigrazione federale della Russia ha ricevuto da Snowden la richiesta di asilo temporaneo, ma i documenti che gli darebbero la possibilità di passare il confine della Federazione non sono ancora arrivati. Secondo quanto riferito dall’avvocato Anatolij Kucherena la causa è il sistema burocratico russo. “Al momento non gli è ancora stato rilasciato il permesso, ci vuole del tempo. Questa è una situazione nuova per la Russia, la questione richiede tempo, anche per gli addetti del Servizio di immigrazione. C’è una specifica procedura di cui se ne occupa l’ufficio”, ha comunicato Kucherena.

Egli ha inoltre precisato che la richiesta di Snowden è al vaglio del Servizio di immigrazione federale e potrebbe prolungarsi anche per tre mesi. Ricordiamo che Snowden ha inoltrato la richiesta il 16 luglio 2013. La polizia frontaliera russa permetterà a Snowden di lasciare la zona transiti dell’aeroporto Sheremetevo soltanto dopo aver ricevuto il permesso dal Servizio di immigrazione federale.

Kucherena ha riferito che Snowden rimane al momento nella zona di transito dell’aeroporto, le condizioni sono normali, soldi “non ne ha molti, ma per i primi tempi bastano”. “Si sente più o meno bene, attende con ansia che la questione venga risolta”, ha aggiunto l’avvocato.

Anatolij Kucherena ha portato dei vestiti a Snowden: due magliette, una camicia e un paio di jeans, un pizza e qualche libro in inglese: “Delitto e castigo” di Dostoevskij, una raccolta di Cechov e un libro sulla Russia. L’avvocato riferisce che nelle quattro settimane all’aeroporto Sheremetevo i piani di Snowden sono un po’ cambiati: ora vede il suo futuro in Russia e non parla più di un immediato trasferimento in America Latina. Kuchera ha aggiunto che l’ex dipendente della Cia ha già imparato qualche parola di russo: “Privet” (“ciao”), “Poka-poka” (“ciao ciao”) e “Ja tebe pozvonju” (“Ti chiamo io”).

“I progetti per il futuro sono trovare un lavoro in Russia, viaggiare per quanto possibile e sistemarsi. Soldi non ce ne sono molti, ma per i primi tempi bastano. Si sente più o meno bene, non vede l’ora che la questione venga risolta”, ha ribadito l’avvocato, aggiungendo che Snowden rimarrà in Russia, visto che vuole vedere il Paese. A nome dell’americano ha anche ringraziato le ragazze russe che hanno espresso la loro disponibilità a sposarlo per offrirgli un luogo dove vivere.

“Per ora non ha intenzione di andare da nessuna parte. Ha chiesto l'asilo temporaneo che dura un anno. Oggi il Paese in cui vuole stare è la Russia. Del futuro al momento non si preoccupa. La Russia si sta comportando con assoluta riconoscenza, nonostante sia costretta a compiere una violazione dei diritti dell’uomo”, ha comunicato Kucherena in un’intervista al canale televisivo Rossija 24.

È da rilevare che le lungaggini burocratiche hanno coinciso con le richieste degli Stati Uniti di non fare uscire Snowden dalla zona di transito dell’aeroporto. “Sia chiaro, qualsiasi azione che permetta al signor Snowden di lasciare l’aeroporto darebbe molto fastidio”, ha detto la portavoce del Dipartimento di Stato Jen Psaki.

Alcuni esperti russi sono certi che Mosca farà tutto il possibile per evitare di esacerbare i rapporti con gli Usa per colpa di Snowden e cercherà di spedirlo in fretta in America Latina.

“È impossibile rovinare i rapporti con gli Stati Uniti, la politica è un processo che perdura nel tempo, lo si può complicare, come è successo in questo caso, benché le complicazioni siano di scarsa rilevanza. Credo che la Russia prenderà misure legittime per sbarazzarsi di Snowden, forse sfruttando i suoi contatti in America Latina per accelerare la procedura per ottenere asilo. Le possibilità sono molte e Kucherena non ha ancora esaurito la sua eloquenza”, ha riferito a Gazeta.ru Sergei Oznobishev, direttore dell’Istituto indipendente di valutazioni strategiche, membro del Consiglio per la Politica estera e di Difesa, vicedirettore dell’associazione Russia–Usa.

Il politologo Nikolaj Zlobin che lavora a Washington non esclude che gli avversari politici di Barack Obama, i repubblicani, possano costringere il presidente americano a fare qualche mossa severa nei confronti della Russia: “La vicenda di Snowden influenzerà il rapporto dell’opposizione interna americana a Obama. Detto questo, nel complesso, gli americani sono soddisfatti di come la Russia si stia comportando in questa vicenda”.

Anche Obama non può non tenere in conto che la maggior parte degli americani simpatizza con Snowden. Secondo Zlobin nell’opinione pubblica il problema di Snowden, se non si presta attenzione alla posizione ufficiale dei repubblicani, è percepito come un problema interno degli Usa che intacca ben poco i rapporti russo-americani.

Infine gli americani si stupiscono per il fatto che Snowden, da difensore della trasparenza qual è, non intervenga pubblicamente, ma comunichi con il mondo attraverso Kucherena.

“Con tutto il rispetto nessuno negli Stati Uniti sa quanto l’avvocato Kucherena sia ufficialmente autorizzato a rappresentare Snowden, ci sono alcune riflessioni anche a questo proposito”, afferma Zlobin.

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