Siria, incontro Lavrov-Bonino a Mosca

Il ministro degli Esteri italiano Emma Bonino (Foto: Itar-Tass)

Il ministro degli Esteri italiano Emma Bonino (Foto: Itar-Tass)

Visita del ministro degli Esteri italiano in Russia, nel week end che precederà il summit del G8 in Irlanda del Nord. Anticipa gli argomenti in agenda l'ambasciatore Antonio Zanardi Landi

Da venerdì 14 giugno 2013 è a Mosca il nuovo ministro degli Esteri italiano Emma Bonino. Alla vigilia della sua visita, l'ambasciatore italiano nella Federazione Russa, Antonio Zanardi Landi, ha parlato con Kommersant delle prospettive di collaborazione tra i due Paesi, delle relazioni tra i  loro rappresentanti politici e dei tempi necessari alla risoluzione della questione visti.

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Dal 1° luglio 2013 l'ambasciatore italiano in Russia, Antonio Zanardi Landi, rientrerà in Italia, perché è stato chiamato a svolgere il ruolo di consigliere diplomatico del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano (Russia Oggi)

Quali saranno le tematiche che verranno affrontate durante i colloqui del Ministro degli esteri italiano a Mosca?
Sabato 15 giugno, il ministro Emma Bonino incontrerà il collega russo Sergei Lavrov. Probabilmente il loro colloquio verterà soprattutto sulla situazione in Siria. Mosca riveste un ruolo molto importante nella preparazione della conferenza Ginevra-2 e il ministro Bonino è intervenuta in difesa delle azioni della Federazione e degli Usa.

Dal punto di vista di Roma la posizione unitaria dell'Ue dovrebbe essere il mantenimento dell'embargo sulle armi alla Siria...
L'Italia non era disposta a revocare l'embargo in fase di preparazione della conferenza. La posizione di Roma in realtà rappresenta un compromesso tra quella di coloro che vorrebbero mantenere l'embargo e quelli che hanno chiesto di revocarlo subito. Inoltre ci sentiamo vicini alle posizioni della Russia per quanto riguarda la valutazione dell'importanza del ruolo dell'Iran nella regione. Arrivare a una risoluzione del problema senza dialogare con l'Iran sarà molto difficile.

Il ministro è famosa per il suo impegno in difesa dei diritti umani. È una questione che verrà affrontata durante gli incontri bilaterali?
Il ministro Bonino è sempre stata in prima linea nell'ambito dei diritti umani. A parte questo, il dialogo tra Russia e Italia è sempre stato improntato alla parità e caratterizzato dal desiderio di comprensione reciproca, e proprio per questo consente anche di addentrarsi in questioni delicate. Credo che in Europa tutti i Paesi agiscano in difesa dei diritti umani e delle libertà civili, solo che spesso gli accenti vengono posti in modi diversi. Alcuni criticano in modo più attivo, altri sono aperti alla possibilità di un dialogo sui diritti umani tra le istituzioni europee e quelle russe. Una delle caratteristiche di noi italiani è che, pur mantenendo una determinata posizione, cerchiamo di evitare i moralismi.

L'ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi era in buoni rapporti personali col Presidente Vladimir Putin. Possiamo attenderci che i nuovi rappresentanti politici italiani manterranno le stesse relazioni con la Russia e con il suo governo?
La particolare attenzione che i leader italiani hanno sempre avuto per la Russia è ormai una sorta di tradizione, nella quale sicuramente un ruolo importante spetta a Vladimir Putin. Sono certo che il premier Enrico Letta cercherà di instaurare rapporti di fiducia e di stretta collaborazione con Mosca. E questo di sicuro permetterà di risolvere gli eventuali problemi che possono insorgere nei rapporti fra i nostri Paesi.

Nel suo dialogo con l'Ue, Mosca ripone grandi speranza nella liberalizzazione degli scambi e nell'abrogazione dei visti. Quand'è che potranno realizzarsi tali speranze?
Abbiamo sempre cercato di convincere Bruxelless a muoversi verso la liberalizzazione e, in prospettiva, verso l'abrogazione del regime visti con la Russia. Non so quanto ci vorrà, dato che le posizioni dei vari Paesi europei sono molto diverse, ma l'Italia continuerà a sostenere le proprie tesi. Innanzitutto per noi sono molto importanti le relazioni economiche con la Russia e abbiamo interesse a promuovere un aumento della quantità di imprenditori e turisti russi in Italia. In secondo luogo, cerchiamo di sostenere rapporti più stretti anche in ambito politico.

I turisti russi si lamentano del fatto che gli uffici consolari italiani non fanno in tempo a rilasciare i visti.
Abbiamo effettivamente avuto dei problemi tecnici coi visti al consolato generale. L'anno scorso su circa 1,8 milioni di visti rilasciati dai consolati italiani in tutto il mondo, circa un terzo è stato rilasciato a Mosca. Nel corso di quest'anno questa quantità aumenterà ancora del 30 per cento: abbiamo in previsione di rilasciare circa un milione di visti. Abbiamo sostituito la nostra piattaforma informatica, il sistema di supporto tecnico e programmatico e la sua entrata in vigore ha creato delle difficoltà. Questo ha portato a ritardi significativi nel rilascio dei visti, ma spero che tutti i problemi verranno risolti entro la fine di questa settimana. Al consolato sono arrivati soccorsi da Roma, mentre altri due collaboratori sono stati inviati dall'ambasciata.

Sarebbe a dire che chi verrà a consegnare i documenti nel corso della settimana prossima riuscirà ad avere il proprio visto entro sette giorni?
Stiamo lavorando attivamente perchè questo sia possibile. Questa crisi ci ha dato l'occasione per prendere una decisione importante. Dal momento che la richiesta di visti è in continuo aumento e essendoci resi conto che molti richiedono visti a breve termine diverse volte in un anno, abbiamo deciso di rilasciare in ognuno di questi casi un visto della durata massima e nei casi in cui questo è possibile anche con durata di uno, due o tre anni. La nostra decisione ha trovato il sostegno del Ministero degli Esteri italiano.

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