A Milano i Giardini Politkovskaya

Inaugurata il 12 giugno 2013, nel capoluogo lombardo, l'area verde dedicata alla giornalista moscovita uccisa nel 2006. Presenti alla cerimonia il figlio Ilija e la sorella Elena. "La città è onorata di renderle memoria", secondo Palazzo Marino

Si allunga l'elenco dei toponimi del Comune di Milano, nel nome di Anna Politkovskaya. Alla giornalista russa, freddata a Mosca nell'ottobre del 2006 nell'androne di casa, il 12 giugno 2013 sono stati intitolati i Giardini pubblici tra viale Don Luigi Sturzo e Corso Como.

Non avrebbe mai potuto immaginare la paladina della libertà d'informazione che il suo memoriale avrebbe trovato posto nella zona della movida chic meneghina, tra calciatori e starlette, che animano le ore dopo il tramonto, e le migliaia di pendolari, che ogni giorno freqentano la stazione di Porta Garibaldi. Non solo da loro, ma da tutti i milanesi, che per anni hanno sostenuto, anche con la raccolta di 2.000 firme, l'Associazione "AnnaViva" nella battaglia per l'intitolazione di una via o una piazza nella città che ospiterà l'Expo 2015, sarà ricordata Anna Politkovskaya.

La cerimonia di inaugurazione dei Giardini Politkvoskaya a Milano (Fonte: Associazione Anna Viva)

Nella prima vera caldissima giornata d'estate milanese e nel Giorno della Russia, alla cerimonia di inaugurazione dei Giardini hanno partecipato l’assessore comunale alla Cultura Filippo Del Corno; Andrea Riscassi, fondatore dell’Associazione "Anna Viva"; Vitali Jaroshevskij, vicedirettore di Novaya Gazeta; Ilija Politkovsky, il figlio di Anna, ed Elena Kudimova, la sorella.

Dai familiari e conoscenti arrivati da Mosca viene tratteggiato ai presenti accorsi all'inaugurazione un puntuale ritratto della Politkovskaya. Emerge così la figura della giornalista "dalla schiena dritta", impegnata sul fronte ceceno e sempre al fianco degli ultimi, di "madri che avevano perso i figli, figli rimasti senza padri, padri che avevano perso l'intera famiglia; lei era una Madre Teresa, una giornalista scomoda, una rarità, e i giornalisti scomodi dopo la morte diventano ancora più scomodi", ricorda Jaroshevskij.

Ma di Anna emerge anche l'immagine di "una donna e una madre bravissima", come racconta la sorella Elena, anche lei giornalista, che con Vera, sua nipote e figlia di Anna, sta scrivendo un libro di aneddoti sulla vita della Politkovskaya, "con i suoi lati positivi e i suoi lati negativi", che verrà pubblicato in inglese nel 2014. "Per me era per prima la mia mamma - interviene Ilija - oltre che un soldato per la libertà di parola".

"Ho ammirazione per gli italiani e i milanesi, in particolare, - ha dichiarato Jaroshevskij -, perché nessun altro Paese al mondo fa tanto quanto l'Italia per ricordare Anna e quella sua tenacia di andare dritti alla verità che la faceva diversa dagli altri. Noi, a Mosca, abbiamo finalmente ottenuto dalle autorità l'autorizzazione per mettere una targa a lei dedicata sul muro della redazione, ma non si parla di intitolarle una via. La cerimonia di oggi ci ricorda che ci sono persone vere, veri eroi, veri giornalisti. E continueremo ad andare avanti".

Foto: Roberto Felace/Associazione Anna Viva

L'incontro aperto al pubblico su Anna Politkvoskaya, tenutosi l'11 giugno 2013, alla vigilia dell'inaugurazione dei Giardini, allo Urban Center di Milano. Al tavolo dei relatori, da destra, Vitali Jaroshevskij, vicedirettore di Novaya Gazeta; Andrea Riscassi, fondatore di "Anna Viva"; Ilya Politkovsky, figlio di Anna; Elena Kudimova, sorella di Anna, e Nadezhda Prusenkova, sua collega alla Novaya Gazeta (Foto: Roberto Felace/Associazione Anna Viva)

"Anna è entrata nella storia con la sua voglia di verità e libertà - ha aggiunto, a margine, il presidente del Consiglio comunale milanese, Basilio Rizzo - e noi spesso non ci accorgiamo di essere a contatto con la storia. Il Consiglio comunale è onorato di ricordare la sua memoria e tutti i giornalisti che difendono la verità".

"Questi Giardini sono la testimonianza di una sensibilità diffusa e tutti quelli che passeranno di qui, anche durante l'Expo, coglieranno questo segnale", ha commentato Andrea Riscassi, fondatore di "Anna Viva".

Il 21 giugno 2013 si aprirà un nuovo processo sulla morte della Politkovskaya: alla sbarra cinque imputati, accusati di essere: uno, il presunto esecutore; due, i presunti organizzatori, e altri due, i presunti aiutanti. "Mancano i mandanti, con nostro grande dispiacere - dice il figlio Ilija. - Spero che in futuro arriveranno anche loro a processo. Non solo la famiglia, ma anche Novaya Gazeta, fa indagini per capire cosa è successo. E solo grazie a Novaya Gazeta e ai nostri avvocati abbiamo trovato il primo testimone che ha parlato in tribunale. In Russia solo una piccola parte dei media si occupa delle indagini e del processo, ma ha un audience molto bassa; i canali di Stato ricordano solo il giorno dell'anniversario della morte di mamma".

Un pensiero arriva anche da una collega di Anna, Nadezhda Prusenkova, che ha lavorato per sei anni al suo fianco. "Per noi giornalisti è difficile fare indagini sui colleghi uccisi (altri tre della redazione di Novaya Gazeta, dopo Anna, ndr), ma trovare mandanti e assassini dei loro omicidi è un dovere. È la nostra missione, ora".

A Milano, i Giardini Politkovskaya vanno ad unirsi all'albero in sua memoria piantumato nel 2009 nel Giardino dei Giusti della città, sempre per iniziativa di "Anna Viva", con la collaborazione di Gariwo e di Palazzo Marino. In quell'occasione, alla cerimonia, partecipò la figlia Vera. Anche a Ferrara c'è una via dedicata alla Politkovskaya. Altre città italiane stanno seguendo questo esempio, da Brescia a Genova.

Le parole a conclusione della giornata arrivano dal presidente di "Anna Viva", Luca Bertoni: "Un grandissimo senso di riconoscenza alla città di Milano che ha sostenuto la nostra iniziativa con la raccolta firme, a chi ha contribuito al progetto, i consiglieri Luca Gibellini, Marco Cappato e Filippo Barberis, e al Consiglio comunale tutto, che il 27 febbraio 2012 ha approvato all'unanimità la delibera con questa motivazione: La mozione sottolinea l'alto valore morale e simbolico della figura di Anna Politkovskaya, conosciuta in tutto il mondo per il suo impegno per i diritti umani, le sue testimonianze sulla Cecenia e la sua fiera opposizione ad ogni forma di ingiustizia e sopruso".

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