L'Ucraina nell'Unione doganale

Il Presidente russo Vladimir Putin, di spalle, a colloquio con il presidente dell'Ucraina Viktor Yanukovich (Foto: Ria Novosti)

Il Presidente russo Vladimir Putin, di spalle, a colloquio con il presidente dell'Ucraina Viktor Yanukovich (Foto: Ria Novosti)

Il governo di Kiev ha approvato la decisione di partecipare ai lavori dell'organizzazione transnazionale formata da Russia, Bielorussia e Kazakhstan in veste di osservatore

Il governo ucraino ha approvato una bozza di memorandum per entrare nell’Unione doganale, che attualmente include Russia, Bielorussia e Kazakhstan, come Paese osservatore, ha riferito il primo ministro ucraino Mykola Azarov.

Se all'Ucraina venisse concesso tale status, potrebbe acquistare gas naturale proveniente dalla Russia a 240 dollari per 1.000 metri cubi, ben al di sotto dei 530 dollari attualmente pagati da Kiev. Il che porterebbe un po’ di sollievo tanto necessario all’economia di Kiev in difficoltà.

La storia

L'Unione doganale rappresenta il primo serio progetto di integrazione economica tra le ex repubbliche sovietiche. Ha lo scopo di promuovere legami commerciali ed economici più stretti tra Russia, Bielorussia e Kazakhstan. I membri dell'Unione hanno accettato di istituire una zona di libero scambio, abolendo tutte le tariffe doganali e le altre barriere tra le loro economie, con l'eccezione delle misure di protezione speciale, antidumping e di compensazione. I membri dell'Unione doganale hanno armonizzato le tariffe doganali sulle importazioni provenienti dai Paesi al di fuori del blocco; inoltre, applicano le stesse misure di regolamentazione allo scambio di merci con i Paesi terzi. Come membri di questa alleanza economica, la Russia, il Kazakhstan e la Bielorussia possono adesso sfidare anche giganti dell’economia mondiale come la Germania; il loro Pil complessivo è infatti vicino a quello tedesco

La decisione presa dall'Ucraina è il risultato di un compromesso. Mosca insiste affinchè l’Ucraina diventi membro a pieno titolo, ma per Kiev una mossa del genere significherebbe abbandonare l’ambizione di una futura adesione all'Unione Europea.

Gli esperti ritengono che con la firma del memorandum, Kiev stia semplicemente cercando di guadagnare tempo e di placare Mosca, che continua a insistere sul fatto che l'unica modalità accettabile di partecipazione dell'Ucraina all’integrazione economica con gli Stati dell'Unione Doganale è la piena adesione.

Nel frattempo, il governo ucraino sta sponsorizzando la decisione come un passo in avanti, sostenendo che piuttosto che entrare in una qualche forma di partnership non fissa con l'Unione doganale, Kiev intende candidarsi per l'adesione, con una vera e propria road map per diventare membro a pieno titolo.

 

Sergei Mikheev, capo del Centro russo di studi politici, afferma, tuttavia, che l'integrazione dell'Ucraina con l'Unione doganale verrà ripartita su più fasi e che potrebbero passare altri 10-15 anni prima che l'Ucraina diventi membro a pieno titolo.

Il memorandum approvato a Kiev è un compromesso, sottolinea Volodymyr Kornylov, capo della branch ucraina dell'Istituto dei Paesi Csi. “Il documento presentato per la firma non corrisponderà alla proposta ucraina originaria, che si basa sulla formula di cooperazione 3+1 -, ritiene Kornylov. - Né prevarrà la proposta russa, che opta per una piena integrazione. Invece, all'Ucraina verrà concesso lo status di osservatore e quest’ultima perseguirà la cooperazione senza impegnarsi ad attenersi alle decisioni di qualunque organismo sovranazionale”.

Kost Bondarenko, capo dell’Istituto sulla Governance di Kiev, sottolinea che fino ad ora l'Unione doganale non ha consentito ad altri Paesi di ottenere lo status di osservatore. Tuttavia, c’è consapevolezza sul fatto che questo nuovo accordo implica una forma di cooperazione più stretta tra l'Ucraina e l'Unione doganale di quella prevista nella precedente proposta del presidente Yanukovych che prevedeva la formula del 3 +1.

Gli esperti sostengono che la situazione richiederà la necessità di concordare nuovi meccanismi di cooperazione. “La formula di integrazione dell'Ucraina con l'Unione doganale come osservatore deve essere esplicitata chiaramente”, sostiene Volodymyr Fesenko, capo del Centro per la ricerca politica applicata Penta.

L'opposizione ucraina, nel frattempo, si oppone con veemenza a qualsiasi forma di integrazione con l'Unione doganale. Ma secondo Oleksiy Vlasov, responsabile del Centro di analisi politica ucraino Yug-Sever, il presidente Viktor Yanukovich cercherà in ogni modo di garantire l'approvazione nazionale alla sua decisione perché è semplicemente a corto di opzioni.

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