Siria, Ban Ki-moon con Russia e Usa

Il segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon, al centro, in visita a Sochi per parlare della questione siriana (Foto: RIA Novosti / Alexei Druzhinin)

Il segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon, al centro, in visita a Sochi per parlare della questione siriana (Foto: RIA Novosti / Alexei Druzhinin)

Una conferenza internazionale su Damasco si svolgerà sotto l'egida delle Nazioni Unite. Ma l'incertezza di chi rappresenterà il Paese del Vicino Oriente mina i preparativi del forum

Venerdì 17 maggio 2013, il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, si è incontrato a Sochi con il Presidente russo Vladimir Putin e il ministro degli Esteri Sergei Lavrov. Durante le trattative, particolare attenzione è stata rivolta alla risoluzione del conflitto siriano che dura ormai da più di due anni.

La situazione nel Paese domina il dibattito politico internazionale, soprattutto dopo che l’Assemblea generale dell’Onu ha di recente adottato, a maggioranza, una controversa risoluzione sulla Siria, nella quale la Coalizione Nazionale della Forze Siriane Rivoluzionarie e d’Opposizione viene riconosciuta come “legittima rappresentante” del popolo siriano. Le critiche al governo siriano, espresse nel documento, sono contestate con veemenza dalla Russia.

Secondo Lavrov, Ban Ki-moon ha condiviso l’iniziativa promossa da Stati Uniti e Russia di organizzare una nuova riunione sulla Siria sotto l’egida delle Nazioni Unite. La conferenza si potrebbe svolgere a Ginevra a metà giugno 2013. Il segretario generale è volato a Sochi proprio per decidere i dettagli organizzativi dell’evento.

In un’intervista a Russia Oggi, Martin Nesirky, portavoce del segretario generale, ha sottolineato che questa è già la sesta volta che Ban Ki-moon visita la Russia, l’ultima era stata nell’aprile del 2011.

Ban Ki-moon ha iniziato inaspettatamente il colloquio con Lavrov, con una frase in russo: “Buongiorno, Sergei Viktorovich! Sono davvero lieto di essere a Sochi”. E poi ha aggiunto in inglese: “Spero che abbia capito il mio russo”. Il segretario generale ha confessato che Sochi gli piace molto e che era un vero peccato che si trovasse lì per lavoro e non per rilassarsi, ma che in ogni caso si era portato con sé il costume da bagno.

I negoziati tra il segretario generale dell’Onu e il capo del Ministero degli Esteri russo si sono svolti a porte chiuse. Durante la conferenza stampa, al termine dell’incontro, tuttavia, Lavrov ha dichiarato di aver raggiunto un accordo con il suo interlocutore: “Ci piacerebbe che la conferenza venisse convocata sotto l’egida delle Nazioni Unite. Questa proposta russo-americana è appoggiata da molti Paesi e il segretario generale ha confermato oggi il suo sostegno a questa iniziativa”.

Per il momento, tuttavia, non è stata ancora fissata una data esatta per la conferenza. “Stiamo valutando quale data possa andare bene a tutti. Abbiamo già un’idea approssimativa, ma per ora preferiamo non pronunciarci”, ha dichiarato a sua volta, Ban Ki-moon. “Le aspettative sono molto alte, pertanto è necessario che l’incontro venga organizzato il prima possibile. Stiamo compiendo grandi sforzi affinché venga raggiunto un accordo a breve”.

Secondo Lavrov, l’organizzazione del forum potrebbe essere rallentata dall’incertezza su chi rappresenterà la Siria. Il segretario di Stato degli Stati Uniti, John Kerry, aveva annunciato, in precedenza, che gli Stati Uniti vorrebbero vedere alla conferenza, non solo l’opposizione, ma anche il presidente Bashar al-Assad. Da parte sua, Lavrov ritiene opportuno invitare anche le altre parti interessate, in particolare, Iran e Arabia Saudita.

Il ministro russo ha sottolineato che dal modo in cui il conflitto verrà risolto dipenderà non solo il destino della Siria e della regione nella sua totalità, ma anche l’approccio con cui la comunità internazionale gestirà crisi future. Lavrov ha ribadito inoltre la posizione della Russia: “Siamo interessati a garantire l’integrità territoriale e la sovranità della Siria, come stabilito dal Comunicato di Ginevra”.

Tra i vari temi discussi, Lavrov si è lamentato dell’agitazione creata dai media occidentali riguardo la vendita di armi russe al governo siriano. “Non capisco perché i media stiano cercando di suscitare tanto scalpore. Non abbiamo mai negato di fornire armi alla Siria. Lo facciamo sulla base di contratti stipulati, senza violare nessun accordo internazionale né tantomeno la legislazione russa, che in materia di controllo delle esportazioni è una delle più severe al mondo”, ha precisato il ministro.

Lavrov si è visto comunque costretto a spiegare ancora una volta che la Russia fornisce alla Siria solo armi di difesa e missili terra-aria, come il sistema S-300. “Ciò non altera in alcun modo l’equilibrio di forze all’interno della regione, né costituisce un vantaggio nella lotta contro l’opposizione”, ha assicurato.

Il prossimo appuntamento di Ban Ki-moon sarà con Vladimir Putin. “Siamo molto lieti di incontrarci con il segretario generale di un’organizzazione che la Russia creò, assieme ai suoi partner, dopo la Seconda Guerra Mondiale. Attualmente, in qualità di membri permanenti del Consiglio di Sicurezza, sosteniamo il ruolo centrale delle Nazioni Unite negli affari internazionali”, ha sottolineato il Presidente russo.

Il segretario generale ha espresso la speranza che la Russia continui a svolgere un ruolo di primo piano nella risoluzione dei problemi a livello mondiale. Tre grandi eventi – il vertice del G20 a San Pietroburgo, le Olimpiadi invernali a Sochi e la presidenza russa del G8, il prossimo anno – hanno suscitato grandi aspettative. Ban Ki-moon ha particolarmente apprezzato l’inclusione, nell’ordine del giorno del G20, di temi quali lo studio degli effetti della corruzione sulla crescita economica, e il fatto che nel 2015 la Russia ospiterà una conferenza delle Nazioni Unite sulla lotta contro la corruzione.

Per quanto riguarda le Olimpiadi invernali di Sochi, l’evento dovrebbe contribuire alla pace nel mondo. A tal proposito, Ban Ki-moon ritiene che Mosca dovrebbe sostenere l’adozione, da parte dell’Assemblea Generale, di una risoluzione che chiede un armistizio durante l’evento sportivo.

Tutti i diritti riservati da Rossiyskaya Gazeta