A Perugia la stampa parla russo

La stampa russa protagonista del Festival Internazionale del giornalismo di Perugia (Foto: Elena Zucco)

La stampa russa protagonista del Festival Internazionale del giornalismo di Perugia (Foto: Elena Zucco)

Libertà e censura e le proteste di piazza in Russia sono state al centro di approfondite discussioni durante il Festival Internazionale del giornalismo nel capoluogo umbro

Che ruolo hanno ricoperto i media russi durante le proteste di piazza del 2011 e 2012 nel Paese? Cosa è cambiato negli ultimi anni e come è in grado di lavorare la stampa russa? A questi ed altri interrogativi sulla stampa russa hanno cercato di dare risposta alcuni importanti reporter russi presenti a Perugia al Festival Internazionale del giornalismo, per partecipare a due eventi organizzati dall'Associazione Giornalisti Scuola di Perugia e da openDemocracy Russia.

Gli incontri intitolati “Il movimento di protesta in Russia e i media” e “Il giornalismo investigativo in Russia” hanno avuto come ospiti alcuni protagonisti della stampa in Russia: Maksim Trudolyubov di Vedomosti; Natalia Sindeeva, fondatrice di TvRain, in collegamento Skype da Mosca, Zygmunt Dzieciolowski di openDemocracy Russia, la giornalista di Esquire Russia Svetlana Reiter, Roman Shleinov di Vedomosti, Anna Zafesova de La Stampa, la giovane freelance Anastasia Kirilenko e il direttore di openDemocracy, Oliver Carrol.

Come spiegato dagli ospiti, le manifestazioni di piazza contro il putinismo tenutesi in particolare a Mosca e San Pietroburgo tra il 2011 e il 2012, sono state un evento assolutamente senza precedenti ma che i media russi – controllati dal Cremlino – hanno perlopiù taciuto, a differenza di media e tv indipendenti che ne hanno parlato con coraggio e approfonditamente.

Sala affollata in occasione dell'incontro “Il movimento di protesta in Russia e i media”  (Foto: Elena Zucco)

Come TvRain di Natalia Sindeeva, una delle poche Tv a parlare apertamente delle proteste di piazza: “La gente non si fidava più della televisione tradizionale, per questo cinque anni fa ho deciso di fondare una televisione libera e obiettiva”. “La protesta - ha spiegato Sindeeva - è stata un fenomeno inaspettato e noi trasmettevamo in continuazione”.

E in effetti tutti i presenti hanno confermato l'eccezionalità dell'accaduto che ha unito “una compagine eterogenea e a volte incompatibile” di persone, come l'ha definita Anna Zafesova. Si è parlato anche della libertà di stampa in Russia, della difficoltà dei media indipendenti di sopravvivere in assenza soprattutto di pubblicità ed azionisti. Ma quello che è chiaro è che la gente ora vuole essere informata.

Durante il secondo incontro dedicato al giornalismo investigativo russo si è parlato delle difficoltà incontrate dai reporter d'inchiesta, le cui indagini non ricevono la risonanza mediatica e le reazioni che dovrebbero. 

Nonostante questo, il giornalismo investigativo in Russia è un importante strumento di democrazia e, anche se tra il 1996 e il 2009 circa 300 giornalisti siano scomparsi o siano stati assassinati, ancora tanti coraggiosi reporter continuano la loro lotta contro la censura pur di raccontare quello che i media governativi tacciono.

Il Festival ha ospitato anche la conferenza sul giornalismo investigativo in Russia (Foto: Elena Zucco)

I cambiamenti politici, sociali e dell'informazione degli ultimi venti anni “hanno dato luogo - dice Zygmunt Dzieciolowski - a trasformazioni complesse che hanno creato uno Stato molto particolare che non è una democrazia matura, non è più neanche una dittatura, è una sorta di ibrido senza molta trasparenza”, e in questo contesto “il giornalismo investigativo ha un ruolo da svolgere, c'è un'esigenza forte per questo tipo di giornalismo, perché si vuole capire come viene rubato il denaro, come viene trasferito, come se ne avvantaggiano e si arricchiscono i nostri politici e come vanno in rovina alcune aziende. Ci sono giornalisti coraggiosi che cercano di fornire delle risposte a questi interrogativi”.

Oggetto di discussione sono stati anche i brogli elettorali, gli scontri di piazza Bolotnaja, il ruolo sempre più importante di Internet come fonte di informazione, i legami tra politica e magistratura e naturalmente i ricordi su Anna Politovskaya, che, come ha sottolineato Dzieciolowki, pur di conoscere la verità “a volte faceva delle cose folli, ma è stata veramente un'eroina e dovrebbe essere un esempio  di giornalismo straordinario”.

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