Crisi di Cipro, occhi puntati su Mosca

Il primo ministro russo Dmitri Medvedev parla della crisi cipriota durante un incontro con la stampa straniera a Mosca (Foto: RIA Novosti / Ekaterina Shtukina)

Il primo ministro russo Dmitri Medvedev parla della crisi cipriota durante un incontro con la stampa straniera a Mosca (Foto: RIA Novosti / Ekaterina Shtukina)

Mentre nella capitale russa si lavora per trovare un accordo sulla ristrutturazione del credito dell'Isola, il premier Medvedev incontra il presidente della Commissione Europea Barroso: "L'Europa è come un elefante in una cristalleria"

Un elefante in una cristalleria. È questa la scoraggiante immagine usata dal primo ministro russo Dmitri Medvedev per dipingere il modo in cui l’Unione Europea e il governo di Nicosia stanno gestendo la crisi di Cipro. Definendo poi un “metodo sovietico” l’ipotesi della tassazione dei depositi bancari ciprioti.

“Questa misura – ha affermato Medvedev, così come riporta Ria Novosti –, può essere paragonata solo a qualche decisione presa dalle autorità sovietiche, che non si preoccupavano dei risparmi della gente”. Ammonendo anche l’Italia: “Se ciò è possibile a Cipro – ha detto Medvedev alla stampa straniera, in un’intervista pubblicata anche sul sito del governo russo -, perché non dovrebbe essere possibile anche in Italia, Spagna, e in tutti quegli altri Stati dove ci sono problemi finanziari? Sarà proprio lì che domani verranno confiscati i depositi”.

Il 21 marzo 2013, durante un incontro sulla cooperazione con una delegazione della Commissione Europea, Medvedev ha incontrato infatti il presidente della Commissione Europea, José Manuel Barroso, “preoccupato per i recenti sviluppi e per le possibili conseguenze per i cittadini ciprioti”.

“Mi auguro che anche questa situazione venga risolta – ha detto Barroso -. In passato d’altronde abbiamo risolto problemi ancora più gravi”.

E mentre il ministro delle Finanze cipriota Michalis Sarris, volato anche lui nella capitale russa per negoziare la crisi, offre alla Russia quote bancarie e partecipazioni nei giacimenti di gas in cambio di aiuti finanziari, Medvedev avverte che Mosca potrebbe rivedere la quota in euro delle sue riserve nel caso che la soluzione della crisi cipriota danneggi gli interessi russi. Proprio a Cipro, infatti, quasi la metà dei depositi potrebbe appartenere ai russi.

La speranza di Cipro sarebbe quella di convincere Mosca a estendere il suo prestito di 2,5 miliardi di euro per cinque anni, tagliando i tassi.

Nella giornata del 21 marzo 2013 il ministro cipriota Sarris incontrerà nuovamente il ministro delle Finanze russo Anton Siluanov, per proseguire i colloqui e arrivare a una soluzione della crisi.

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