Una piccola Russia sotto il cielo della Città Eterna

La chiesa russa di Santa Caterina Martire a Roma (Foto: Ria Novosti)

La chiesa russa di Santa Caterina Martire a Roma (Foto: Ria Novosti)

A Papa Francesco guardano con interesse non solo i cattolici di tutto il mondo, ma anche gli ortodossi, e in particolare quelli che si trovano non lontano dal Vaticano

Verso Papa Francesco guardano con interesse non solo i cattolici di tutto il mondo, ma anche gli ortodossi, e in particolare quelli che si trovano non lontano dal Vaticano.

Ai frequentatori della chiesa russa di Santa Caterina Martire, che si trova a un paio di chilometri dalla cattedrale di San Pietro, il Papa Francesco ispira soltanto sensazioni positive.

Gli italiani chiamano la chiesa russa di Roma “il palazzo di Biancaneve”. La chiesa gugliata, fatta di pietra bianca con un originale campanile a vela e una cupola pendente, poggia su un’altura. Per entrarvi, occorre salire una scalinata. Dal piazzale superiore è ben visibile la cupola di San Pietro. Questa chiesa ortodossa è comparsa a Roma in tempi recenti, ma ha già una ricca storia alle spalle.

Ne ha parlato a La Voce della Russia il priore della chiesa, lo ieromonaco Antonij Sevrjuk: "Quest’anno festeggeremo i 210 anni della nostra parrocchia. Fondata ai tempi del Consolato dell’Impero Russo a Roma, ha cambiato regolarmente la propria sede, perchè anche il Consolato si spostava sempre. Era praticamente la chiesa domestica del Consolato. Dall’inizio del Ventesimo secolo la parrocchia si è installata nel centro di Roma, in via Palestro, non lontano dalla stazione ferroviaria, in una palazzina che era stata concessa alla Chiesa ortodossa russa d’Italia dalla principessa Chernyshevaja. Dopo la morte di questa, la chiesa ne è entrata in possesso per testamento, e dall’inizio degli anni ’30 del secolo scorso nella chiesa domestica, sistematasi ormai nella palazzina di tre piani, hanno cominciato a svolgersi con regolarità le funzioni".

La chiesa di Santa Caterina Martire è la seconda chiesa ortodossa di Roma. Venne costruita sul territorio di villa Abamelek del Console russo all’inizio degli anni 2000. Ai quei tempi la comunità russa cresceva a un ritmo tale che la piccola chiesa nella palazzina non poteva contenere tutti gli astanti. Una chiesa nuova divenne non soltanto un centro spirituale, ma anche culturale, perché accoglie al suo interno una scuola russa che funziona regolarmente e in cui si tengono anche corsi di lingua italiana. Coloro che lo desiderano possono rilassarsi nella spaziosa biblioteca e godersi la lettura di libri religiosi o di classici della letteratura russa. Nei locali della mensa ci si può rifocillare, indipendentemente dalla confessione cui si appartiene.

Questa chiesa è diventata per molti una seconda casa e ha attenuato la nostalgia della Patria lontana, ha dichiarato a La Voce della Russia la parrocchiana Alla: "Qui ci sono sia russi che ucraini, romeni, albanesi e ungheresi. Da poco è arrivato un prete che recita le omelie anche in moldavo. Tutto questo è fonte di grande ispirazione e veniamo in chiesa sempre con un’immensa gioia. Anche quelli che prima immaginavano con difficoltà cosa significasse essere ortodossi, proprio qui hanno avuto l’illuminazione e sono tornati alla Fede. In buona parte ciò è reso possibile dai nostri sacerdoti, che danno l’esempio di vita ascetica e di limpidezza spirituale, cosa estremamente importante per i fedeli".

La comunità partecipa attivamente anche alla vita al di fuori della mura della chiesa. Per esempio, nei giorni 12 e 13 marzo 2013, molti ortodossi sono andati in piazza San Pietro per vedere coi propri occhi la fumata bianca, che simboleggia l’elezione del nuovo vicario di Cristo. Adesso, i parrocchiani osservano con curiosità i primi atti di Papa Francesco.

Per il momento piace a tutti. Continua Alla: "Siamo rimasti molto contenti quando il Papa è stato scelto già il secondo giorno di Conclave, perchè sta a rappresentare la concordia che regna nella Chiesa cattolica. Ci ritroveremo per assistere all’intronizzazione del Papa e per provare a percepire quello che proveranno i cattolici. Sul Papa per il momento c’è un’opinione unanimemente positiva, e nella nostra comunità egli non provoca alcuna antipatia né solleva questioni. Abbiamo subito provato simpatia per lui fin dal primo momento in cui si è rivolto ai fedeli: ci piace la sua semplicità, la sua leggerezza e il suo humor".

Oltre alla comunità ortodossa di Roma hanno partecipato all’intronizzazione di Papa Francesco anche i rappresentanti di quasi tutti i 15 Paesi del mondo ortodosso. A capo della delegazione russa c'era il rappresentante del Dipartimento sinodale per le Relazioni esterne della Chiesa, il metropolita di Volokolamsk Hilarion.

Alla celebrazione del 19 marzo 2013 c'era anche il vertice del patriarcato di Costantinopoli, considerato il più antico di tutte le chiese crisitane orientali, nella persona del patriarca Bartolomeo. Fino ad oggi, a partire dal 1054 quando si verificò lo scisma nella Chiesa, nessun patriarca ortodosso aveva mai assistito alla cerimonia di intronizzazione di un pontefice romano.

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