Mosca saluta il Papa dagli "occhi buoni"

La Chiesa ortodossa guarda con entusiasmo all'elezione di Jorge Mario Bergoglio: "Con lui si apre un futuro di grande dialogo"

È un Papa che arriva da molto lontano. Quasi “dalla fine del mondo”. Un Papa che si sposta in metro e che cucina da solo, primo gesuita e primo sudamericano a salire al soglio di Pietro. Jorge Mario Bergoglio, 76 anni, è stato eletto il 13 marzo 2013 con la fumata bianca che si è alzata nei cieli di Roma al termine della quinta votazione, e passerà alla storia con il nome di Papa Francesco. Una scelta, quella del nome, che “preannuncia una forte scossa per la Chiesa cattolica”, così come ha scritto sul suo blog il diacono Andrei Kuraev, professore dell’Accademia spirituale di Mosca, una delle prime voci del mondo ortodosso ad aver commentato, quasi in diretta, la notizia. Kuraev lo definisce un uomo “dagli occhi buoni”, emblema della voglia di trasformare il mondo cattolico in una “Chiesa dei poveri, e non più dei signori”.

“È figlio di un ferroviere immigrato. E arriva da un luogo, l’America Latina, dove la Chiesa cattolica ormai da tempo ha avviato un cammino di rivoluzione, scendendo dai palazzi verso le capanne più umili”. Umiltà e austerità. Questi, secondo Kuraev, i tratti distintivi del nuovo pontefice, rimasto fino all’ultimo fuori dalla lista dei favoriti del Conclave. “Ha memoria di un’infanzia povera e, cosa ancora più importante, a quanto pare non fa parte dei nuovi ricchi”.

Dietro al nome del santo di Assisi, secondo lo storico delle religioni Alexei Yudin, si cela infatti un messaggio profondo. Forse profetico. “Il nome del Papa porta con sé un messaggio importante. Francesco è uno dei santi più popolari nella Chiesa cattolica, un servo di Cristo, e allo stesso tempo un riformatore. Un riformatore non delle cose materiali, ma dello spirito, delle coscienze dei cristiani”.

Yudin è convinto che il Santo Padre lavorerà sullo spirito caritatevole della Chiesa, cercando di metterla al servizio degli altri, dei poveri, dei fedeli, avviando un grande percorso di rinnovamento interno.

“Si tratta comunque di un uomo moderatamente conservatore. È difficile dire quale sarà la sua politica. L’unica cosa che possiamo affermare è che prendiamo atto della sua scelta di chiamarsi Francesco. Ha voluto utilizzare un nome totalmente nuovo, che fa appello alla povertà e alla benevolenza, ovvero a valori cristiani importanti, che lasciano intendere un grande rinnovamento”.

Parole di plauso arrivano anche dal Patriarca di Mosca di tutte le Russie Kirill che, per mano del suo ufficio stampa, ha dichiarato di “accogliere con favore la scelta dei cardinali”. “Confidiamo nel fatto che, così come avveniva prima, le relazioni tra le due Chiese possano svilupparsi in maniera positiva”.

Il segretario del Dipartimento per le relazioni intercristiane del Patriarcato di Mosca, Dmitri Sizonenko, come riporta l'agenzia di stampa Ria Novosti, ha invece affermato: "Jorge Bergoglio non era tra i partecipanti alle relazioni tra la Chiesa cattolica e ortodossa. Quindi è difficile fare pronostici".

“È una bellissima figura, mi è piaciuto molto. Si è presentato in maniera umile - ha aggiunto padre Dmitri Fantini, della Chiesa ortodossa di Milano - So che è una persona colta e disponibile. Siamo tutti molto contenti”. E in merito al futuro delle relazioni tra le due chiese, ha concluso: “Le relazioni sono buone già ora. Anche Papa Ratzinger era una persona molto disponibile, ma sono convinto che non potranno che migliorare. È importante anche il fatto che il nuovo Papa sia stato scelto al di fuori dell’Europa: un grande regalo per il Sud America, che conta un grande numero di cattolici”.

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