Foto di gruppo dei ministri delle Finanze del G20 e dei governatori delle banche centrali a Mosca (Foto: Ricardo Marquina Montañana/Russia Oggi)
Il 14, 15 e 16 febbraio 2013, a Mosca, le riunioni del Gruppo dei Venti sono state caratterizzate da una forte preoccupazione per il futuro finanziario globale. Ministri delle Finanze, consiglieri d’alto livello e rappresentanti delle istituzioni economiche internazionali hanno analizzato, nella capitale russa, i pericoli e le minacce che gravano sull'economia mondiale.
Il pessimismo che caratterizzò l'ultimo vertice di Los Cabos, in Messico, sembra non essersi ancora dissipato del tutto. Frasi come “Abbiamo commesso errori in passato” sono state ripetute più volte dai responsabili delle Banche Centrali dei vari Paesi, che sono intervenuti alle sessioni del 15 febbraio 2013, presso l’hotel Ritz Carlton di Mosca.
Le proposte generali su come risolvere i problemi dell’attuale sistema finanziario globale, che versa da più di cinque anni in una crisi profonda, non sono state del tutto omogenee. Inoltre, sono state sollevate più domande che risposte reali.
I tre pilastri su cui si basa l'attuale presidenza russa del G20 - la crescita attraverso l'occupazione e gli investimenti, la fiducia e la trasparenza e una regolamentazione efficace del sistema finanziario e monetario - hanno ricevuto risposte contrastanti da parte degli invitati a Mosca.
Così i suggerimenti americani, avanzati da Lael Brainard, del Dipartimento del Tesoro, si sono concentrati perlopiù sulle riforme strutturali e su un controllo approfondito del deficit pubblico, tutto ciò, però, senza perdere di vista una regolamentazione efficace e valida della politica fiscale.
La visione più ottimistica è arrivata dalla Russia che ha chiesto agli altri Paesi di unire le forze per risolvere la crisi con misure globali. “È il momento di puntare su misure con effetti globali e abbandonare le decisioni che hanno effetti invece solo a livello nazionale”, ha dichiarato Anton Siluanov, ministro delle Finanze della Federazione Russa.
La minaccia della guerra delle
valute
Uno dei temi più attesi della riunione è stata la cosiddetta “guerra delle valute”, come molti
l’hanno etichettata, e che si riferisce al fatto che Stati Uniti e
Giappone starebbero svalutando
le loro monete per incrementare le esportazioni, in un momento particolarmente
difficile per l'economia globale.
Una guerra sporca, che è stata denunciata da diversi Paesi, ma che
è sempre stata negata da Christine
Lagarde, direttrice del Fondo Monetario Internazionale, nel corso di
tutte le riunioni ad alto livello.
Nikolaj Kosov, presidente della Banca Internazionale di Investimenti, ha sottolineato il ruolo importante svolto dai mezzi di comunicazione internazionali che hanno fatto tutto il possibile per non mettere in evidenza solo i lati negativi della Russia, “giacché questo atteggiamento allontana la fiducia e di conseguenza gli investimenti”. In caso contrario si sarebbe potuto verificare un altro confronto di carattere ancor più mediatico.
Kosov ha affermato, inoltre, che il centro finanziario di Mosca - se valutato esclusivamente sul piano tecnico - rappresenta uno dei tre migliori mercati finanziari tra i Paesi emergenti. Infine, ha sottolineato la necessità di includere, nel sistema, Paesi che vengono tradizionalmente esclusi, come Cuba, Vietnam, Corea del Nord e Mongolia, in modo da migliorare i loro standard di vita; ciò corrisponderebbe all’inclusione della cosiddetta “globalizzazione alternativa” all’interno degli obiettivi della presidenza russa che si propone di combattere la disuguaglianza globale.
L’analisi dell’evoluzione
economica della Russia di Alexei Kudrin La Borsa di Mosca ha chiuso il giorno 15 febbraio 2013 con un indice positivo di 4 punti. Le riforme del governo hanno indubbiamente migliorato le aspettative del mercatoLa risposta dei mercati
Kudrin ha affermato che l'economia russa sta vivendo un buon momento, con un deficit pubblico praticamente nullo e un surplus senza dubbio invidiabile. “Abbiamo una riserva nazionale importante che rappresenta una buona garanzia contro la crisi”, ha affermato.
La Russia punta sull’innovazione
tecnologica
Intanto, l'attuale ministro delle Finanze russo, Anton
Siluanov, ha parlato del potenziale
della Russia a livello tecnologico e nel campo dell'innovazione e del progresso
tecnico-scientifico. Le proposte avanzate dal
centro di innovazione Skolkovo, considerato la Silicon
Valley russa, fanno sì che il Paese possa, in un futuro,
essere considerato come un punto di riferimento a livello tecnologico, al pari di Paesi come Stati Uniti, Finlandia e Corea del Sud .
Migliorarele infrastrutturenella cittàdi Mosca
La discussione circa la posizione di Mosca quale centro finanziario
internazionale è sfociata in proposte
concrete per migliorare la rete di
trasporti e far fronte a uno dei
problemi più importanti per le
autorità locali della città, quello
riguardante il traffico automobilistico. L’impegno
della Federazione da questo punto di
vista è risultato evidente durante
l’intervento sulla sostenibilità economica
e la sua relazione diretta con l'ambiente. A questo
proposito, Anton Siluanov ha
sottolineato che “vi è ancora molto da fare per cambiare il comportamento delle persone in questo senso”,
facendo chiaramente riferimento alla promozione dell’utilizzo
dei trasporti pubblici nella città globale di Mosca.
Trasparenza e lotta all’evasione
fiscale
Uno degli
obiettivi degli incontri è stato l’appello alla
trasparenza e alla lotta contro
l'evasione fiscale. I partecipanti hanno ricordato come imprese, quali Apple o Starbucks, realizzino
movimenti globali in tutti i Paesi
e, mediante stratagemmi legali, riescano a evadere le tasse.
Una dose di realismo
Ersin Özince, direttore della Türkiye Is Bankasi A.S,
ha sottolineato che “dobbiamo essere cauti, perché in realtà nessun mercato è al sicuro”, riferendosi alla volatilità intrinseca che caratterizza tutti i mercati, dove il rischio è un
elemento che non può essere rimosso dal sistema finanziario, il quale è incerto per definizione, secondo la
congiuntura mondiale.
Si è parlato anche del fatto che circa il 30 per cento del Pil di alcuni Paesi è destinato a finanziare i mercati. Pier Carlo Padoan, Segretario Generale dell'Ocse (l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico), ha voluto enfatizzare anche la “morte dei mercati”, così come erano intesi prima dello scoppio della crisi, quale nuovo fenomeno economico internazionale e ha messo in guardia circa il rischio di un consumo insostenibile. “Il debito ha alcune implicazioni, ma ci sono altri elementi di contesto che vanno presi in considerazione”, ha concluso.
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