La Bulgaria e il nucleare russo

Sullo sfondo, dietro al pannello illustrativo del cantiere, le gru che lavorano alla costruzione della centrale nucleare di Belene, a Nord di Sofia (Foto: Reuters / Stoyan Neno)

Sullo sfondo, dietro al pannello illustrativo del cantiere, le gru che lavorano alla costruzione della centrale nucleare di Belene, a Nord di Sofia (Foto: Reuters / Stoyan Neno)

Chiamati ad esprimersi in un referendum che non ha raggiunto il quorum, i cittadini di Sofia hanno detto sì a nuove centrali, ma resta sospeso il giudizio sulla costruzione del sito di Belene targata Rosatom

I cittadini della Bulgaria che si sono recati alle urne si sono espressi a favore dello sviluppo dell'energia nucleare. Sono stati resi noti i risultati del referendum nazionale sulla costruzione di nuove centrali nucleari per la produzione di energia elettrica nel Paese, che si è tenuto il 27 gennaio 2013.  Ai bulgari veniva chiesto di rispondere al quesito: "È favorevole allo sviluppo dell'energia nucleare per mezzo della costruzione di una nuova centrale elettrica nucleare?".

A favore della centrale nucleare si è espresso il 61 per cento dei votanti, mentre il 35 per cento ha votato contro. L'affluenza alle urne, che è stata del 21,8 per cento, non ha però superato il quorum, che era fissato al 60 per cento. Raggiunta, invece, la sogli minima di votanti (più del 20 per cento, con la maggioranza di sì) che, secondo la legge, fa sì che ora la questione della costruzione di una nuova centrale passerà all'esame del parlamento.

Il referendum era stato promosso dall'opposizione, dal Partito socialista bulgaro. Inizialmente si era pensato di formulare un quesito più concreto, interpellando i cittadini sulla necessità di costruire la centrale nucleare di Belene; ma poi si è deciso di renderlo più generico.  

La gara di appalto per la costruzione della centrale elettrica nucleare di Belene era stata lanciata nel 2005 ed era stata vinta da una società figlia di "Rosatom", la "Atomstroyexport". Nel 2007 il progetto russo è stato riconosciuto conforme a tutti i requisiti tecnici europei per le centrali con reattori ad acqua leggera di nuova generazione e il 18 gennaio 2008 è stato firmato l'accordo contrattuale per la realizzazione della centrale. 

Oggi, però, i programmi della Bulgaria sono cambiati. Nell'area dove è in corso la costruzione della centrale nucleare di Belene ora si progetta di realizzare una centrale termoelettrica a gas. Le autorità bulgare intendono trasferire il reattore russo, ormai quasi completato, dalla centrale di Belene, ancora in costruzione, alla centrale nucleare di Kozloduy, già in attività, portando così da due a tre il numero dei generatori in funzione nell'unica centrale nucleare attiva nel Paese.

Attualmente nella centrale nucleare di Kozloduy vengono utilizzati i generatori numero cinque e sei, le cui licenze di impiego scadranno rispettivamente nel 2017 e nel 2019. Come ha dichiarato di recente il ministro bulgaro dell'Economia, dell'Energia e del Turismo, Delian Dobrev, i due generatori dell'unica centrale nucleare della Bulgaria, costruita nel 1974, potranno restare in funzione fino al 2030 o addirittura fino al 2040.

Tutti i diritti riservati da Rossiyskaya Gazeta