Perché ci sono tanti russi che amano andare in giro in maglietta durante l’inverno?

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La gran parte lo fa per “temprarsi”, ma c’è anche chi dice che sia un esperimento psicologico, e chi afferma che, così facendo, “trova se stesso”

Le persone che se ne vanno in giro per Mosca in maglietta in pieno inverno non sono così poche come si potrebbe pensare: le potete incontrare in metropolitana o mentre andate a fare la spesa. Abbiamo parlato con alcune di loro e abbiamo scoperto perché mettono alla prova quotidianamente la loro resistenza e la loro salute con simili esperimenti.

Igor Berezovskij, 24 anni, insegnante di scienze sociali e diritto

Adoro gli esperimenti. Il settembre del 2018 fu piuttosto caldo e, quando iniziò a rinfrescare, mi chiesi: cosa succederebbe se rimanessi in maglietta con l’inizio del freddo? E così feci.

Il corpo si adattò piuttosto facilmente alla graduale diminuzione della temperatura, quindi, anche a -1 ºC non avevo problemi. Ma un giorno ho deciso di uscire a - 10 ºC in maglietta…

Il mio cervello ha letteralmente gridato: “Hai freddo, vestiti subito!”. La cosa più difficile in questa situazione è convincerti che fa freddo attorno a te, ma che il tuo corpo può mantenere la temperatura stabile.

Le persone intorno mi prendevano per pazzo. Una donna per strada mi prese per mano e cercò di darmi dei vestiti caldi.

La prima passeggiata del genere durò circa un’ora e decisi di continuare. In oltre un anno in maglietta sono stato a disagio solo una volta a -20 ºС, ma non tanto da correre indossare migliaia di maglioni.

Rodajan Bondarjuk, 29 anni, musicista e cantante

Ho iniziato a camminare scalzo e in abiti leggeri a Mosca all’età di 19 anni. Cercavo me stesso: ho smesso di bere alcolici, ho lasciato l’università, avevo problemi con la ragazza dell’epoca. In primavera, sono andato a un festival vicino a San Pietroburgo, passando l’intera settimana a piedi nudi, e al mio ritorno in città semplicemente non ho più indossato le scarpe. La gente mi chiedeva perché lo stessi facendo, ma non sapevo proprio cosa rispondere. Perché lo facevo non per chissà quali convinzioni, ma semplicemente per curiosità. Inoltre, l’attenzione della gente mi riscaldava.

A piedi nudi, ho passato l’estate e l’autunno. L’inverno a Mosca è freddo, quindi il primo sono andato sì a piedi nudi, ma in tuta di pile; il secondo a piedi nudi, in pantaloni alla zuava e con una felpa di pile, e il terzo ormai scalzo e in pantaloncini e maglietta.

Già alla prima passeggiata, sentivo che il freddo mi dava emozioni positive e sembrava sfidarmi: posso camminare di più o no? È vero, all’inizio ero tormentato dalle paure, e a lungo ho portato sempre scarpe e vestiti caldi nello zaino. Ma non c’è mai stata una sola volta in cui mi sono dovuto vestire.

Nel quarto anno di questa pratica sono passato ad abiti leggeri realizzati con tessuti naturali. Quando la pelle respira, è più facile adattarsi a un cambiamento di temperatura e difficilmente si sente il freddo.

Grazie a queste passeggiate, la percezione della realtà cambia. Ti senti onnipotente, il cervello lavora molto velocemente. Sottolineo che, parallelamente, dormivo per strada, a volte trattenendomi volontariamente dal bere acqua e dal mangiare. Ero vegetariano e facevo regolarmente il bagno nell’acqua fredda, dopo aver aperto un buco nel ghiaccio. Non pratico più gran parte di questo, ma adoro ancora andare a piedi nudi e in abiti leggeri quando fa freddo; probabilmente non posso più farne a meno.

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Arthur Shugurov, 35 anni, animatore

La prima esperienza fuori al freddo senza abiti pesanti è stata nei miei anni di scuola, ma in quel caso si trattava di cinque minuti per scattare una foto e fare il gradasso con gli amici. Mi beccai la polmonite, e così fino ai 25 anni mi sono vestito bello caldo, a volte anche troppo. La salute non è migliorata. Ero molto malato: avevo asma, bronchite, allergie, sinusite, polmonite, ecc.

A un certo punto, ho deciso che dovevo temprarmi. Per circa cinque anni ho fatto docce scozzesi, ma ho capito che non era abbastanza. Nel 2015, ho deciso che dovevo provare qualcosa di più estremo. Quindi ho iniziato a ridurre gradualmente gli strati di vestiti: prima indossavo piumino e maglione, poi cambiai il piumino con una giacca a vento leggera, e poi iniziai a girare la città solo con un maglione. Ha agito in modo puramente intuitivo, senza cercare in giro nessun consiglio. A un certo punto, ho deciso di provare ad andare a fare la spesa in maglietta, a-20 ºC.

Sono andato al negozio quasi di corsa, e per il freddo sentivo come aghi che mi pungevano le mani. Al ritorno, mi sono infilato nell’androne di un palazzo per riscaldarmi, e non ho mai potuto dimenticare questa sensazione piacevole.

Da allora, amo sempre entrare nelle stanze calde dal freddo; ne apprezzo particolarmente il tepore. Pensavo che mi sarei ammalato subito, e invece no. Inoltre, mi sono reso conto di come mi piaceva superare la debolezza del corpo e ho continuato a praticare la “tempratura”.

Da allora, molte delle malattie sono scomparse, il corpo è diventato più forte. Non posso però affermare che questo sia il modo ideale per tutti per aumentare le difese immunitarie. L’importante, comunque, è affrontarlo saggiamente.


Come i russi nuotano aprendosi un buco nel ghiaccio a -30 ºC 

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