Così gli antichi slavi proteggevano le proprie famiglie dagli spiriti maligni

Konstantin Chalabov/Sputnik
Sebbene la Russia si sia convertita al cristianesimo più di un mille anni fa, alcuni rituali pagani permangono ancora oggi

Anche dopo il battesimo dell’antica Rus’, nel 988, gli antichi Slavi non abbandonarono completamente le loro vecchie divinità. Continuarono a pensare che certi rituali avrebbero protetto la famiglia e la casa dagli spiriti maligni, dagli occhi del diavolo e dalle energie negative: convinzioni pagane sopravvissute fino ai giorni nostri. 

1/ Gli amuleti sulle porte

In epoca pre-cristiana era usanza piuttosto diffusa seppellire il parente defunto sotto la soglia di casa per proteggere i membri della famiglia ancora in vita. Si riteneva che questa pratica segnasse il confine tra il mondo dei vivi e quello dei morti. 

Al momento di costruire una casa nuova, venivano inoltre posti degli amuleti protettivi sotto l’ingresso. Gli amuleti variavano da regione a regione, ma i più diffusi erano gli oggetti affilati, come coltelli o piccole pietre con simboli protettivi. 

Talismani tipo ferri di cavallo, ramoscelli di assenzio e aglio venivano spesso appesi anche sopra l’uscio; si riteneva che gli oggetti appesi all’ingresso dovessero servire anche contro il malocchio: in questo caso si utilizzavano monete, aghi, ferri o della terra avvolta in un foulard. Tali oggetti non potevano mai essere calpestati o toccati a mani nude.

Molte antiche usanze russe sono vive ancora oggi e spesso hanno a che fare con l’ingresso della casa: secondo le credenze popolari, sotto una porta aperta infatti è meglio evitare di baciarsi, parlare e consegnare regali. Si dice che sia sconsigliato anche sostare sotto la porta aperta, perché ciò disturberebbe gli spiriti. 

2/ Motivi decorativi alle finestre

Se osservate una tradizionale casa russa, vi accorgerete che le facciate e le finestre sono decorate con raffinate cornici in legno intagliate. Non si tratta solo di un effetto estetico: nell’antichità ogni simbolo aveva un significato sacro. 

Per proteggersi dal malocchio, gli antichi slavi fissavano delle fasce intagliate attorno alle finestre delle loro case. Al centro di ogni fascia veniva raffigurato un semicerchio con dei raggi (il sole, simbolo della vita), coronato da un cavallo o da un gallo. Il cavallo rappresentava il dio pagano Perun, mentre il gallo era considerato un uccello profetico in grado di scacciare le tenebre. E in ogni casa c'erano sempre delle tende appese alle finestre in modo che il "malocchio" non potesse sbirciare dentro.

Anche altre pareti della casa, come il portico, le ringhiere e il tetto, venivano decorate con delle incisioni. Nelle regioni settentrionali della Russia la gente era solita scolpire delle figure di cigni (protettori degli elementi dell’acqua), cervi (protettori della famiglia) e teste di cavallo. Talvolta si potevano trovare anche dei serpenti magici con zanne o mostri con le corna: guardiani del confine tra il mondo dei vivi e quello dei morti. Nelle regioni meridionali non erano rari i gioielli, spesso a forma di cavallo con le redini penzolanti. Il cavallo è sempre stato un simbolo ricorrente nel folklore slavo. 

Al giorno d’oggi le facciate delle case di campagna continuano a essere abbellite con questi simboli della tradizione pre-cristiana. 

3/ Un fascino decorativo 

Per respingere gli spiriti malvagi, sugli abiti della gente venivano ricamati simboli e figure speciali. I ricami seguivano i contorni dell'indumento, in particolare i colletti delle camicie, le cinture e le maniche. Si credeva che gli oggetti realizzati a mano dai propri parenti di sangue fossero intrisi di un potere maggiore. 

Tra i simboli considerati sacri dagli antichi slavi c'erano dei cerchi con una croce all'interno (un occhio di fuoco per proteggere dal malocchio), le spirali (simbolo dell'Universo), una mezzaluna (fertilità) e le spighe di grano (prosperità). 

I motivi ricamati rappresentano spesso le divinità pagane, come Makosha (la matrona della casa) che tiene in mano un fuso con cui intreccia il suo destino, Rozhanitsa (la patrona della procreazione), Svarog (il dio del fuoco celeste) e Veles (il dio dell'agricoltura). 

I ricami sui cuscini, poi, servivano per tenere lontani gli incubi durante la notte. Avevano molta importanza anche i colori: il rosso era il colore dotato di maggior forza, spesso infatti nelle fiabe russe le protagoniste sono ritratte con nastri scarlatti in testa. 

Con il passare del tempo, il ricamo è diventato solo un elemento decorativo, simbolo dello stile “russo" tradizionale. Nel periodo sovietico, le delegazioni straniere venivano spesso accolte con una pagnotta rotonda su un asciugamano da tè con un ricamo "comunista".

Queste decorazioni protettive venivano applicate anche ai gioielli femminili in metallo e legno, fra cui ciondoli, bracciali e anelli. 

4/ Le bambole contro il malocchio 

Gli slavi credevano che i bambini appena nati fossero le persone più a rischio con gli spiriti malvagi; per questo cercavano di proteggerli non solo attraverso i ricami, ma anche con degli amuleti: delle bambole di pezza chiamate “bereginya” (in russo il verbo “berech” significa “proteggere”). Il volto di queste bambole non veniva mai raffigurato perché si credeva che gli spiriti malvagi potessero impossessarsi della bambola attraverso il volto. 

Queste bambole erano vestite con i tradizionali costumi ricamati, con dei pezzi di filo rosso legati in testa. Si credeva inoltre che proteggessero non solo i bambini: questi simboli venivano utilizzati anche per proteggere gli  sposi e le donne incinte. 

5/ La natura contro le forze del male 

Come altri popoli del mondo, anche gli slavi credevano nel potere curativo di Madre Natura e si rivolgevano a lei per scacciare la negatività. Il modo più semplice per allontanare il malocchio era quello di lavarsi o lavarsi con l'acqua corrente, in modo da togliersi di dosso l’energia negativa. 

Inoltre veniva utilizzato il fuoco per i rituali di purificazione: ad esempio nella notte di Ivan Kupala, quando si celebra il solstizio d’estate, i giovani saltavano sopra un falò per scacciare le malattie. 

Nell'antica Russia, poi, il sale era considerato un talismano: la gente lo portava con sé in una borsa nella convinzione che avrebbe assorbito tutto il male. 

Allo stesso modo, l'assenzio era usato per scacciare le forze del male dalla casa: venivano appesi dei ramoscelli sopra porte e finestre. L'assenzio infine proteggeva i viaggiatori e assicurava che tornassero a casa sani e salvi. 

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