La Russia diventerà presto un Paese musulmano?

AFP
Hanno fatto discutere le parole del capo del Consiglio dei muftì, che ha parlato di una crescita esponenziale dell’Islam, che ora è la seconda religione del Paese per numero di fedeli, già entro i prossimi quindici anni

Uno dei più importanti musulmani di Russia, Rawil Gaynetdin, capo del Consiglio dei muftì della Russia, ha scatenato una vera e propria polemica nel marzo 2019, quando ha affermato che il numero di musulmani in Russia crescerà prepotentemente nei prossimi decenni.

“Secondo gli specialisti, la cui competenza è fuori dubbio, entro 15 anni circa il 30% della popolazione russa sarà musulmana”, ha detto.

Secondo recenti sondaggi condotti dall’organizzazione di ricerca Fom, i musulmani ora ammontano a solo il 7% della popolazione (ovvero, circa 10 milioni di persone), anche se diverse organizzazioni musulmane criticano le valutazioni, sostenendo che sottostimano il numero dei fedeli. In ogni caso, l’idea di una crescita fino al 30% in così breve tempo ha sollevato qualche perplessità. Ma un religioso della Chiesa ortodossa ha sostenuto l’opinione di Gaynetdin.

Previsioni incerte

“È giusto. I musulmani stanno dando alla luce più figli [dei cristiani ortodossi]… I ceceni, gli ingusci [popoli prevalentemente musulmani del Caucaso settentrionale] fanno circa otto figli per famiglia”, ha detto Dimitrij Smirnov, capo della Commissione del Patriarcato di Mosca per la famiglia, la protezione della maternità e l’infanzia. “La Russia non avrà più russi [etnici] entro il 2050. Sarà popolata da altre etnie che vivono qui: ceceni, ingusci, arabi”, ha predetto.

Gli studiosi, tuttavia, non supportano la visione apocalittica di Smirnov sulla questione. Boris Denisov, demografo dell’Università Statale di Mosca, ha dichiarato al canale Tv 360º: “Una simile previsione è semplicemente ridicola. I russi non sono diversi dalle altre nazioni per quanto riguarda il fatto di dare alla luce un numero minore di bambini. Da qui al 2050, i ceceni e gli ingusci faranno probabilmente anche loro meno figli. Questa è una tendenza globale.”

In ogni modo, i musulmani che vivono in Russia non sono una specie di alieni sgraditi che sono appena venuti qui per spingere fuori la gente del posto. Di fatto, cronologicamente parlando, l’Islam è apparso sul suolo russo tanto tempo fa quanto il cristianesimo.

La complessa storia dell’Islam

La città di Derbent in Daghestan (1.900 km a sud di Mosca) è la città più meridionale della Russia e una delle più antiche, fondata nel VI secolo a.C., e la prima città musulmana sul territorio della Russia moderna. Gli arabi presero Derbent nell’VIII secolo e ne fecero subito un centro dell’Islam nel Caucaso settentrionale. Ciò accadde molto tempo prima che i russi, che a quel tempo vivevano molto più nord, abbracciassero il cristianesimo ortodosso, nel 988.

Alla fine, la Rus’ (come è chiamata la Russia di quei tempi) ha sempre dovuto convivere con i suoi vicini islamici e non è stato sempre piacevole. L’Orda d’oro, uno Stato fondato dai discendenti di Gengis Khan che costrinse i russi a essere sottomessi dal 1260 al 1480, era totalmente islamizzata dal XIV secolo (i Tataro-mongoli dell’Orda d’Oro iniziarono a convertirsi in massa all’Islam tra il 1260 e il 1280). Più tardi, quando i primi zar stavano unificando la Russia, questi combatterono contro gli Stati musulmani emersi dopo la divisione dell’Orda d’oro.

Fu allora che la Russia acquisì la sua prima popolazione musulmana: nel 1552 Ivan IV (Ivan il Terribile) conquistò Kazan, la capitale dei tatari, che ancora oggi rappresentano il popolo di fede musulmana più popoloso della Russia. Nei secoli XVI-XVIII la Russia continuò a conquistare territori prevalentemente musulmani, attorno al fiume Volga, nel Caucaso, in Crimea e, successivamente, in Asia centrale. Il governo spesso agiva piuttosto crudelmente.

“I governatori russi, insieme con la gerarchia ortodossa, erano determinati a sradicare l’Islam, e hanno demolito molte moschee e ucciso molti mullah”, scrive il sito web “Caucasian Knot”. È abbastanza vero: allora, ogni governo agiva allo stesso modo, cercando di imporre la propria religione sui nuovi territori.

Solo Caterina la Grande negli anni Ottanta del Settecento istituì un corpo governativo ufficiale per trattare allo stesso modo i musulmani dell’Impero russo e farli diventare parte legale della società. I musulmani assistettero così alle stesse fasi storiche di altri gruppi religiosi (anche cristiani) non ortodossi in Russia: un breve periodo di libertà religiosa dopo la rivoluzione del 1905, repressioni anti-religiose durante il periodo sovietico e un approccio abbastanza liberale nella neonata Federazione Russa.

Un islam diverso e moderato

A differenza dei cristiani, i musulmani in Russia non hanno alcuna amministrazione centralizzata. Questa è una caratteristica della religione: chiunque sia sufficientemente istruito, con una buona conoscenza del Corano e della Sunna (atti e detti del Profeta Maometto), può diventare un predicatore e stabilire la propria scuola.

“I musulmani russi sono composti da tre gruppi. Primo: Tatari e Bashkiri insediati compitamente nelle regioni del fiume Volga e degli Urali; secondo: i musulmani del Caucaso settentrionale; terzo: le minoranze musulmane che si sono diffuse in tutta la Russia, compresi i migranti delle repubbliche dell’Asia centrale, dell’Azerbaigian e del Caucaso settentrionale”, afferma Aleksej Malashenko, direttore delle ricerche nel Centro di dialogo per la civiltà. “Questi gruppi sono diversi etnicamente, culturalmente e persino religiosamente”.

Tuttavia, tutti questi gruppi usano il russo come lingua di comunicazione e spesso anche nelle moschee (oltre all’arabo tradizionale). Il linguaggio comune costruisce un ponte tra i diversi gruppi islamici, unendoli in un “Islam russo” specifico, in cui si possono trovare diverse caratteristiche comuni.

Come spiega Igor Zagarin, esperto di religione e professore associato presso l’Accademia presidenziale russa per l’economia nazionale e la pubblica amministrazione, i musulmani russi aderiscono principalmente al ramo sunnita dell’islam, interpretandolo prevalentemente in modo più moderato rispetto ai conservatori estremi, come i sauditi.

Anni di coesistenza con la maggioranza non musulmana hanno forgiato in Russia un Islam abbastanza tollerante. Dopo tutto, la Russia non è solo musulmana, ma anche ortodossa, cattolica, buddista e così via, e tutti i credenti devono imparare a vivere l’uno con l’altro.

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