La sanità italiana parla russo: al via un nuovo progetto per i cittadini dell'est

Reuters
L’iniziativa “Curarsi in Italia” mette a punto una serie di servizi per i russofoni nel Belpaese, dall’assistenza sanitaria all’interpretariato

Cresce, soprattutto in Europa, la domanda di cure, assistenza e prestazioni mediche all’estero da parte cittadini russi. E la risposta dell’Italia non si fa attendere. Nasce infatti “Curarsi in Italia”, il nuovo progetto per le cure sanitarie nel Belpaese dedicato ai cittadini russi e alle persone russofone, presentato a dicembre nella sede del Centro russo di Scienza e Cultura di Roma da Raphael Consulting e Investa Finance. Numerosi i livelli di interazione e di servizi messi a punto: dai pacchetti curativi nei settori chirurgico, estetico, odontoiatrico, oftalmico e dermatologico, alle missioni formative in Russia rivolte ai medici russi; dall’assistenza sanitaria in lingua russa su Roma e Padova (prossime aperture, Bari e Pisa), ai presidi medici per le prescrizioni farmacologiche su tutto il territorio nazionale. 

“L’Italia ha tutte le carte in regola per soddisfare una domanda sempre più importante, se si considera che il mercato del cosiddetto turismo sanitario muove 11 milioni di persone nel mondo ogni anno, con un valore di circa cento miliardi di dollari - ha detto Angiolino Lonardi, presidente di Raphael Consulting -. Secondo le stime dell’Osservatorio Ocps-SDA Bocconi (2018) l’Italia genera un valore pari a 2 miliardi di euro, generato prevalentemente nei 208 ospedali lombardi dove ogni anno, secondo Bloomberg, vengono curati 125mila pazienti provenienti dall’estero. Ma la quota di valore della sanità italiana riferita ai soli Paesi dell’Unione economica eurasiatica, che comprende Russia, Bielorussia, Kazakhstan, Armenia e Kirghizistan, è pressoché trascurabile, mentre nella sola Germania il turismo sanitario di quest’area realizza un controvalore di 1 miliardo e 200 milioni”.

Eppure l'Italia ha sviluppato il più esteso sistema di medici specialistici, 295 per 100 mila abitanti, 50 in più della Germania, 100 in più della Gran Bretagna e 115 in più della Francia: un presidio all’avanguardia per una domanda eurasiatica che solo marginalmente si è indirizzata verso lo Stivale.

L'iniziativa

Il progetto, che prevede anche la messa a disposizione di competenze mediche e specialistiche per la realizzazione di strutture ospedaliere nella Federazione Russa, è già attivo. I servizi “Curarsi in Italia” sono realizzati dalle società team partner Raphael e Investa Finance. Le strutture sanitarie partner del progetto sono Gruppo Raphael, Clinica Villa Margherita (Roma), Ospedale Internazionale Salvator Mundi (Roma) e Centro medico Valentini (Padova).

I servizi di trasporto, l’interpretariato, l’assistenza legale, le traduzioni giurate, l’accompagnamento e l’assistenza infermieristica completano l’offerta “Curarsi in Italia”.

Dove si curano i russi all'estero

Germania e Svizzera sono le principali destinazioni russe per le cure mediche all’estero (32%), seguite da Israele (22%) e dai Paesi dell’ex Unione Sovietica. Secondo Yandex, il principale motore di ricerca russo, le queries certificate di assistenza, cura e di prestazioni mediche sono state 6,3 miliardi tra luglio 2017 e luglio 2018, in crescita del 15% sullo stesso periodo. ‘Oncologia’, ‘cardiologia’ e ‘ortopedia’ le tematiche più ricercate.

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