Il visto è un incubo? Una startup russa aiuta a ottenere il documento di ingresso

Reuters
È stata lanciata da giovanissimi imprenditori della Federazione ed è specializzata nel mercato degli Stati Uniti: facilita gli utenti a individuare, raccogliere e spedire i documenti necessari per ottenere il visto. E dopo i primi successi, ora si guarda oltre: si prevede di aumentare il numero di utenti, fornendo loro nuovi servizi e altre lingue

Dalla Russia arriva un nuovo servizio che aiuta gli immigrati a ottenere un visto per gli Stati Uniti. Questo servizio si chiama Visabot, è stato realizzato da giovani e ambiziosi startupper russi ed è stato presentato negli Usa nell’autunno del 2016, poco prima delle elezioni presidenziali. Non è un caso infatti che lo slogan di questa startup fosse proprio “I help immigrants make America great again” (aiuto gli immigrati a rendere grande ancora una volta l’America). Una chiara allusione allo slogan di Trump durante la sua campagna elettorale! Il cofondatore di Visabot, Artyom Goldman, che a soli 26 anni è già stato inserito nella lista di Forbes dei “30 under 30”, sostiene che lo slogan si sia rivelato un vero successo. “Nelle nostre presentazioni agli investitori facevamo riferimento a Trump come il nostro principale pr”, spiega.

Ecco allora che i servizi offerti da Visabot si aggiornano sulla base delle modifiche apportate alla legislazione locale e facilitano l’individuazione e la raccolta dei documenti da presentare per richiedere il visto di ingresso.

L’obiettivo della startup è infatti quello di semplificare agli utenti il processo di richiesta visto attraverso la compilazione di una serie di passaggi: come prima cosa, l’utente deve selezionare il tipo di visto che desidera ottenere, successivamente deve fornire a Visabot le informazioni necessarie per inoltrare la richiesta, come l’esperienza lavorativa e il livello di istruzione. A questo punto, il programma aiuta a caricare la documentazione e invia notifiche quando si avvicinano le date di scadenza.

Per l’imprenditore russo non è stato facile trasferirsi negli Usa e avviare da zero la propria attività. Nonostante la legge migratoria negli Stati Uniti non sia troppo complessa, fa notare Goldman, molte cose possono essere automatizzate. Visabot in questo senso aiuta a ridurre significativamente i prezzi, i tempi e il livello di stress.

“Ho trascorso tre mesi passando da un ufficio all’altro, parlando con avvocati specializzati nel tema della migrazione, cercando di capire come lavorano con i clienti - dice Goldman -. Sono giunto alla conclusione che si trattava di un processo ben poco organizzato. Ad esempio un avvocato può perdere addirittura tre ore solamente facendo richiesta di documenti via posta elettronica”.

In un primo momento Visabot aiutava a ottenere solo due tipi di visto: quello turistico e quello per “persone di eccezionale abilità”. Successivamente il servizio è stato esteso anche a visti specifici per sviluppatori stranieri, come il visto H-1B, utilizzato da molte compagnie della Silicon Valley che lavorano con professionisti stranieri. Il visto H-1B offre maggior mobilità ai lavoratori, aiutando a non rimanere legati alla compagnia che ha “sponsorizzato” loro per la prima volta il visto.

Goldman ci tiene a precisare che il suo obiettivo non è quello di sorpassare gli avvocati, ma è convinto che sia possibile ridurre i costi legali per coloro che vogliono fare richiesta di ottenimento di un visto per gli Usa. Il servizio aiuta ad analizzare le possibilità che ogni persona ha di ottenere una green card, successivamente aiuta a ottenerla. E, se necessario, a prolungarla.

Dopo i primi successi, ora si guarda oltre: Visabot prevede infatti di aumentare il numero di utenti, fornendo loro nuovi servizi e altre lingue. “Vogliamo lanciare il nostro servizio in hindi, cinese e spagnolo”, spiega Goldman, aggiungendo che tra poco tempo gli utenti potranno ricevere i documenti in inglese, comunicando facilmente nella propria lingua madre.

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