Italia e Russia ripartono dall’economia al Forum Eurasiatico

Il 20 e 21 ottobre Verona ospita una nuova edizione dell’evento che riunirà i maggiori rappresentanti del mondo politico e imprenditoriale

Saranno oltre 60 i relatori del V Forum Eurasiatico, il vertice economico che si terrà a Verona il 20 e 21 ottobre (Palazzo della Gran Guardia). Tra i temi affrontati nelle otto sessioni di lavoro del focus sui rapporti economico-commerciali tra l’Italia, l’Europa e i Paesi dell’Unione Economica Eurasiatica (UEEA: Russia, Bielorussia, Kazakhstan, Armenia, Kirghizistan), quelli relativi ai processi geopolitici in movimento nella grande Eurasia; all’economia e alla finanza nel contesto della crisi globale; al mercato dell’energia in prospettiva 2020, fino ai nuovi modelli di cooperazione economica, alle infrastrutture e all’agroindustria. All’evento, organizzato dall’associazione Conoscere Eurasia, Fondazione Roscongress e Forum economico internazionale di San Pietroburgo in collaborazione con Intesa Sanpaolo, Gazprombank, Region Group e Visa Handing Services, sono attese circa 600 aziende provenienti, oltre che dall’Italia, anche dai Paesi UEEA, Cina, India, Corea del Sud e Aerbaijan.

Se la crisi geopolitica sta registrando uno dei momenti più difficili dai tempi della Guerra Fredda, nei rapporti commerciali tra l’UEEA e l’Italia si allenta sensibilmente la morsa della crisi. Secondo le elaborazioni su base Istat della Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo, realizzate in collaborazione con l’Associazione Conoscere Eurasia, il bilancio dell’export made in Italy verso i Paesi dell’Unione nel primo semestre del 2016 ha infatti contenuto la caduta a poco meno dell’1%, (-30% l’import, a/a), con un bilancio non omogeneo a livello geografico. In notevole crescita il Mezzogiorno, che vede aumentare le proprie esportazioni del 130,5% grazie al balzo delle forniture di metallurgia in Kazakistan. Chiudono a +0,2% le forniture del Centro Italia, complice il settore della meccanica dell’area fiorentina, che ha compensato gli arretramenti dell’industria del mobile.

Ma per lo studio di Intesa Sanpaolo, in parte anticipato oggi, le perdite maggiori del primo semestre arrivano dalle aree epicentro del commercio verso l’Unione Eurasiatica. Il Nord-Est - dove la crescita di cantieristica, prodotti di metallo, agricoltura, gomma e plastica non è bastata a controbilanciare la perdita in particolare della meccanica – il dato chiude a -4,1%; mentre il Nord-Ovest ha registrato il dato più negativo (-10,7%), complice anche in questo caso la caduta della meccanica oltre a cantieristica, aerospazio ed elettrotecnica. Complessivamente si intravede comunque un segnale diverso rispetto a quello che ha distinti il crollo dell’ultimo biennio (-45% circa gli scambi UEEA-UE) e che nel 2015 ha fermato l’export italiano a 8,4mld di euro (-22,7%), con gli scambi a 25mld di euro (-18%).

Per Antonio Fallico, presidente di Conoscere Eurasia e di Banca Intesa Russia, “I segnali che arrivano dal mercato sono incoraggianti malgrado le tensioni geopolitiche. Le aziende italiane ed europee non solo comprendono la strategicità dell’Unione Economica Eurasiatica, ma avvertono anche la necessità di un nuovo approccio nel business, che non è soltanto ‘export’ ma deve investire in forme innovative di cooperazione”.

Sul fronte degli interventi italiani, il Forum Eurasiatico vedrà la partecipazione, tra gli altri, di: Romano Prodi, presidente Fondazione per la Collaborazione tra i popoli; Massimo Mucchetti, presidente della 10^ Commissione del Senato; Gaetano Miccichè, presidente Banca IMI; Mauro Moretti, Ad del Gruppo Leonardo-Finmeccanica; Marco Tronchetti Provera, presidente e Ceo Pirelli & C. SpA; Marco Alverà, Ad Snam ; Gregorio De Felice, Chief economist Intesa Sanpaolo; Antonio Fallico, presidente di Banca Intesa Russia e di Conoscere Eurasia; Luigi Scordamaglia, Ceo Inalca e presidente Federalimentare; Mauro Moscardi, Cfo Gruppo De Cecco, oltre ai presidenti delle Regioni Puglia e Liguria, Michele Emiliano e Giovanni Toti e al sindaco di Catania e presidente della delegazione italiana del Comitato delle Regioni dell’Unione Europea, Enzo Bianco.

Molti i relatori dell’area eurasiatica: Igor Sechin, presidente e Ceo Rosneft; Leonid Mikhelson, presidente Novatek; Andrej Akimov, presidente del Management Board Gazprombank; Aleksandr Shokhin, presidente Unione industriali e imprenditori della Russia; Grigorij Rapota, Segretario di Stato Russia-Bielorussia; Tatiana Valovaya, ministro dell’Integrazione e della Macroeconomica della Commissione economica eurasiatica; Aleksej Meshov, vice ministro degli Esteri della Federazione Russa; Ilya Shestakov, vice ministro dell’Agricoltura della Federazione Russa; Evgenij Shestakov, vice ministro degli Affari Esteri della Repubblica di Berlarus; Sergej Roumas, presidente del Cda Banca dello Sviluppo della Repubblica di Belarus; Sergej Razov, Ambasciatore della Federazione Russa in Italia;   Sergej Cheremin, ministro del Governo di Mosca e Aleksandr Stuglev, Ad Fondazione Roscongress.

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