Sanzioni, Fallico: “Non hanno raggiunto gli obiettivi politici fissati”

Secondo il presidente di Conoscere Eurasia, intervenuto a Roma al “Transatlantic Forum on Russia”, è necessario un ripensamento della politica Usa. “Destabilizzare la Russia significa destabilizzare l’Occidente”

“La politica sanzionatoria sembra obsoleta, soprattutto se prendiamo in considerazione che gli obiettivi politici a cui si mirava non sono stati raggiunti. Anzi, ci si è spinti nella direzione opposta”. Lo sostiene Antonio Fallico, presidente di Conoscere Eurasia, intervenuto oggi a Roma al “Transatlantic Forum on Russia”, organizzato dal Center for American Studies. “Anche economicamente - ha aggiunto Fallico -, secondo i dati ufficiali russi, le sanzioni hanno contribuito alla diminuzione della crescita della Russia nel 2015 solo di 0,5 punti percentuali, mentre i bassi prezzi del petrolio sono responsabili per 3 punti percentuali della diminuzione della crescita (nel 2015 del -3,7%)”. 

Al centro dell’analisi dei rapporti tra Stati Uniti e Federazione Russa trattati da Fallico, anche l’origine e le conseguenze delle sanzioni derivanti dalla questione ucraina. Se da un lato le sanzioni hanno provocato un calo costante nei volumi dell’interscambio tra i due Paesi, dall’altro, osserva Fallico, “nei settori importanti per l’economia americana, le sanzioni contro la Russia non sono state introdotte o sono state ignorate”. “Inoltre - ha aggiunto -, le più importanti imprese americane, come Microsoft, Ford, Boeing, MacDonald’s, Jp Morgan, per citarne solo alcune, non hanno lasciato la Russia in questo periodo di turbolenze”. Diversa la situazione per i Paesi europei dove le misure hanno portato a “risultati ben più gravi per l’economia, perché la Russia è il terzo partner commerciale dell’UE”. Anche sul fronte della percezione, le sanzioni non hanno condotto ai risultati politici sperati. In Russia, ma anche in Italia, si fa sempre più diffusa la convinzione che “la politica sanzionatoria americana e le restrizioni introdotte siano servite per un interesse geopolitico volto a indebolire sul lungo termine certi Paesi”, oltre che essere state applicate in un modo selettivo.

Per Antonio Fallico è quindi “necessario un ripensamento delle priorità nella politica degli Stati Uniti. Per salvaguardare gli interessi americani e dell’Occidente in generale, la politica verso la Russia dovrebbe cambiare perché i tentativi di destabilizzarla, ignorarla e di imporle la propria volontà si rivelano destabilizzanti proprio per l’Occidente”. E nel contesto globale attuale, minato da insidie e minacce pericolose, ha concluso Fallico, “non è possibile agire senza la Russia alla quale va riconosciuto un ruolo importante”.

 

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