A Verona il IV Forum Eurasiatico

Si terrà il 22 e 23 ottobre 2015. Oltre 70 i relatori presenti, tra cui top manager da Italia, Eurasia, Cina, India e Corea del Sud

Torna a Verona il 22 e 23 ottobre il IV Forum Eurasiatico, il vertice economico organizzato dall’Associazione Conoscere Eurasia e dal Forum Economico Internazionale di San Pietroburgo in collaborazione con Intesa Sanpaolo, Gazprombank, VHS, Region – Group of Companies e il sostegno di Banca Intesa Russia e Coeclerici. Il focus sui rapporti politico-commerciali tra l’Italia e i Paesi dell’Unione Economica Eurasiatica (UEEA) - Russia, Bielorussia, Kazakistan, Armenia, Kirghizistan - vedrà quest’anno come ospiti anche Cina, India e Corea del Sud. Attesa la partecipazione di oltre 600 imprese italiane ed estere, oltre a 70 relatori rappresentanti delle istituzioni, dei governi, dell’economia e della finanza. 

Tra gli interventi italiani previsti al Forum ideato dal presidente dell’Associazione Conoscere Eurasia e di Banca Intesa Russia, Antonio Fallico, quelli del presidente della Fondazione per la Collaborazione tra i Popoli, Romano Prodi; del ministro per le Riforme costituzionali e i rapporti con il Parlamento, Maria Elena Boschi; il ministro dello Sviluppo Economico, Federica Guidi; il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Sandro Gozi; il presidente della 10° Commissione del Senato, Massimo Mucchetti; dell’ambasciatore d’Italia in Russia, Cesare Ragaglini; i vertici di Intesa Sanpaolo con il presidente del Consiglio di Sorveglianza, Giovanni Bazoli e il presidente del Consiglio di Gestione, Gian Maria Gros Pietro; l’ad del Gruppo Finmeccanica, Mauro Moretti; il presidente di SACE, Giovanni Castellaneta; il presidente di Federalimentare, Luigi Scordamaglia. 

Molti i relatori eurasiatici all’appuntamento scaligero, che vedrà anche una sessione plenaria con gli ambasciatori in Italia di Russia, Bielorussia, Armenia, Cina e India. In primo piano, il presidente di Rosneft, Igor Sechin; il segretario di Stato Russia-Bielorussia, Grigory Rapota; il ministro dell’Integrazione della Commissione economica eurasiatica (Cee) Tatiana Valovaya, il ministro dell’Economia della Cee, Timur Suleimenov; il vice ministro Affari Esteri della Federazione Russa, Alexey Meshkov; il presidente del Consiglio di Gestione di Gazprombank, Andrey Akimov; il presidente dell’Unione Industriali e degli Imprenditori della Russia, Alexander Shokhin. 

A livello mondiale i Paesi parte della UEEA (178mln di abitanti) contribuiscono per quasi il 4% alla formazione del PIl e coprono quasi il 3% del commercio. “Si tratta – ha detto il presidente dell’Associazione Conoscere Eurasia e di Banca Intesa Russia, Antonio Fallico, - di un driver geopolitico ed economico importante per l’Ue, che rappresenta circa il 46% dell’interscambio complessivo dell’area. Vogliamo sperare e dobbiamo pensare – ha proseguito Fallico - che stia terminando il ‘biennius horribilis’ nei rapporti con l’area eurasiatica. Il balletto di sanzioni e contro sanzioni, il rublo debole e la non duratura contrazione dell’economia russa hanno contribuito a limitare in modo rilevante gli scambi con l’Italia rispetto al 2013. Ed è proprio da 2 anni fa che dobbiamo ripartire, da quando cioè gli analisti prevedevano nel medio periodo una crescita nell’interscambio del 7,5% l’anno. Ciò non è avvenuto per i noti fattori esogeni, ma potrà essere raggiunto se alle divisioni anteporremo una visione innovativa delle relazioni economiche”.

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