Cinema, al Festival di Mosca le migliori pellicole dal mondo

Si è aperta il 19 giugno la kermesse internazionale, la cui giuria è presieduta dal regista francese Jean-Jacques Annaud. In gara, film da Giappone, Serbia, Francia, Spagna e Bulgaria

Il film di Jean-Jacques Annaud "L’ultimo lupo" ha aperto il 37esimo Festival internazionale del cinema di Mosca. Al concorso competeranno film di vari paesi come Giappone, Serbia, Francia, Spagna e Bulgaria.

Il MMKF è uno dei più antichi festival cinematografici al mondo e si svolgerà a Mosca fino al 26 giugno. Quest’anno la giuria del festival è presieduta dal francese Jean-Jacques Annaud, il cui film “Wolf Totem” ha inaugurato il primo giorno di festival, il 19 giugno. Il film, girato tra il 2012 e il 2013, racconta il viaggio di uno studente cinese tra le tribù dei pastori dell’entroterra della Mongolia: un tentativo, ancora una volta, di attirare l'attenzione su questioni di carattere ambientalista e animalista. 

 
Quando la musica risveglia il sacro

“Si tratta di tematiche molto sentite in Cina, per questo mi sono commosso quando i cinesi mi hanno invitato a partecipare al progetto”, ha commentato il regista. Ma il film, come è tipico dei film di Annaud, non parla semplicemente del rapporto tra il lupo e l’uomo e del tentativo di salvare l'animale. "Il branco di lupi e la nostra società hanno molto in comune, compreso il fatto di non trovarsi a capo della catena alimentare ma di doversi difendere da qualcuno di più grande e forte, come l’elefante o la tigre - spiega il regista -. Per questo ci muoviamo in gruppo e scegliamo il nostro leader. Se il leader è debole, sarà uno nuovo a prendere il suo posto. Nel momento in cui questo avverrà, tutti inizieranno a rispettare il nuovo leader, dimenticando il vecchio”.

Il film è già stato un successo nelle sale cinematografiche della Francia e della Cina, e dopo la prima al MMKF, sarà ampiamente distribuito in Russia. Oltre ad Annaud, la giuria del MMKF è composta dall’attrice britannica Jacqueline Bisset, dal tedesco Fred Breinersdorfer, dal russo Alexei Fedorchenko, dal produttore argentino Fernando Sokolovic e dal produttore ungherese Andi Vajna. Concorreranno per il “Golden St. George” i film "A trois on y va" di Jérôme Bonella (Francia), “Armi alive” di Jorn Donner (Finlandia), “Enclave” di Goran Radovanovic (Serbia), “Gli eroi del male” di Soe Berriatúa (Spagna), “Losers” di Ivaylo Hristova (Bulgaria), “Strada” di Rana Salem (Libano), “Il mare e il pesce volante” di Mehrdad Ghafarzade (Iran), “Being good” di Mipo Oh (Giappone), “La sbarra” di Zhasulan Poshanova (Kazakistan) e i film russi “Orlean” di Andrey Proshkin, “Arventur” di Irina Evseeva, “Caro Hans, caro Peter" di Alexander Mindadze (Russia, Germania, Regno Unito).

Tra i film fuori concorso partecipano quelli dei francesi Philip Fernandez (“Kosmodrama”) ed Elodie Nam (“Torneo”), dell’indiano Vena (“Deadline”), del tedesco Oliver Hirschbiegel (“13 minuti”), del giapponese Nobuhiro Yamashita (“La La La ai piedi della scogliera”), del cileno Pablo Larrain (“Club”), degli americani Abel Ferrara (“Pasolini”) e di Larry Clarke (“Il nostro odore”). Inoltre, nell'ambito del MMKF, verrà proiettata la prima russa della pellicola britannica di Peter Greenaway “Eisenstein in Guanajuato”. Al press briefing che ha preceduto il festival, il Presidente del MMKF Nikita Mikhalkov non ha rilasciato commenti sui film in gara, ma ha però detto che, sia nell’ambito del concorso che tra i film fuori gara, ha dei favoriti. "Il cinema è là, dove ci sono problemi.

L'anno scorso sono stato il Presidente della giuria al Festival di Shanghai e ho guardato diversi film locali, di livello molto alto. A pari livello si colloca anche il cinema dell’America Latina. Sia in Cina che in America Latina vi sono tra i più promettenti talenti del cinema. Per questo sono presenti anche al nostro festival diversi film cinesi e un'intera retrospettiva del cinema argentino”. Mikhalkov ha fatto notare come anche quest’anno, come nel precedente, ci siano alcuni problemi al MMKF riguardo la partecipazione di ospiti stranieri: "Questa situazione è legata al problema delle sanzioni. Siamo in mezzo a un conflitto. Molti amici famosi europei e americani si rifiutano di venire, perché collaborano con grandi compagnie cinematografiche e subiscono le pressioni dell’industria americana”.

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