Export, ad aprile il Made in Italy in Russia registra un calo del 29,5% su base annua

Un dato che, tradotto in numeri, significa una perdita di 238 milioni di euro circa

Ha registrato un calo del 29,5% su base annua l’export di prodotti italiani in Russia nel mese di aprile 2015. Un dato che, tradotto in numeri, significa una perdita di 238 milioni di euro circa. 

L’analisi emerge dai dati preliminari forniti dall’Istat sul commercio extra Ue. A marzo il calo era stato pari al 24%. 

A pesare sono soprattutto le sanzioni imposte a Mosca per via della crisi ucraina.

Per tutta risposta, la Russia ha vietato l’importazione di svariati prodotti alimentari da paesi come l’Italia, tra cui carne, formaggi, latticini, frutta e verdura. Lo stop successivamente è stato allargato anche a prodotti tessili, di abbigliamento e calzaturieri.

Molti rappresentanti del mondo imprenditoriale italiano hanno alzato la voce contro questi provvedimenti. Fra tutti, la Coldiretti, che ha denunciato la gravità della situazione in un bilancio tracciato già a inizio anno: “Se i settori più colpiti sono chiaramente quelli interessati dall’embargo - denuncia la Coldiretti - le perdite si registrano anche in altri importanti comparti, dal tessile all’arredamento fino ai mezzi di trasporto. Nell’agroalimentare si sommano anche i danni indiretti dovuti alla perdita di immagine e di mercato provocata dalla diffusione in Russia di prodotti di imitazione che non hanno nulla a che fare con il Made in Italy”.

Le sanzioni applicate dall’Occidente alla Russia e le conseguenti contro-sanzioni hanno “fortemente condizionato lo sviluppo delle attività economiche tra i due paesi” anche secondo Gim Unimpresa, l’associazione di imprenditori italiani in Russia, che ha definito “preoccupanti” i dati relativi alle esportazioni italiane verso la Federazione. “Si avvertono timidi segnali di ripresa, soprattutto per le grandi commesse per infrastrutture e nel settore delle macchine utensili, ma il quadro generale appare ancora molto precario e negativo”.

Tutti i diritti riservati da Rossiyskaya Gazeta