Export e sanzioni, Gim: "Il Made in Italy non deve demordere anche se il periodo è difficile"

L’associazione di imprenditori italiani in Russia traccia un quadro della situazione: “preoccupanti” i dati relativi all’export ma “la Russia è destinata a riprendere il cammino di crescita”

Le sanzioni applicate dall’Occidente alla Russia e le conseguenti contro-sanzioni hanno fortemente condizionato lo sviluppo delle attività economiche tra i nostri paesi e hanno provocato una serie di ripercussioni sia sul piano politico che su quello della psicologia del consumatore russo e più in generale degli operatori economici di questo paese”. L’analisi arriva da Gim Unimpresa, l’associazione di imprenditori italiani in Russia, che definisce “preoccupanti” i dati relativi alle esportazioni italiane verso la Federazione, nettamente in calo rispetto all’anno scorso: “Si avvertono timidi segnali di ripresa, soprattutto per le grandi commesse per infrastrutture e nel settore delle macchine utensili, ma il quadro generale appare ancora molto precario e negativo”, si legge in una nota. 

A complicare la situazione, gli “elementi di debolezza del sistema economico” russo, che fino ad ora non erano emersi in maniera chiara. “ll sistema economico russo è, di fatto, ancora fortemente deindustrializzato e necessita di grandi iniziative industriali soprattutto nel campo manifatturiero per potersi liberare dal condizionamento delle fonti energetiche”, spiegano dal Gim. 

Il piano elaborato dal governo russo per la fuoriuscita dalla crisi, secondo l’associazione, contiene una serie di linee guida importanti per le aziende italiane che operano nel paese: “Alcune di queste linee hanno già prodotto iniziative concrete quali la creazione e l’avvio della Unione Economica Euro Asiatica di libero scambio, che allarga di fatto i confini del mercato russo ad altri paesi ex CSI e coinvolge più di 250 milioni di potenziali consumatori. In secondo luogo, si sta procedendo al sostegno di quelle aziende che intendono produrre merci e beni attualmente importati”. “Chiaramente nessuno si deve illudere sulle reali possibilità che questo processo avvenga in tempi brevi e che possa effettivamente portare ad una generale autosufficienza del Paese in tutti i settori. Eppure il processo è avviato ed è prevedibile che pur lentamente venga realizzato”.

Tra le altre cose, proprio in questi giorni è stata annunciata la nascita dell’Agenzia Federale per le PMI (per la quale il Gim sarà chiamato a dare il proprio contributo) ed è in fase di revisione il complesso normativo che regola le Zone Economiche Speciali e i Parchi Industriali. Nelle prossime settimane partirà poi il Corridoio verde Doganale tra i nostri Paesi, che faciliterà le procedure per il passaggio delle merci. “Auspichiamo che le verifiche attualmente in corso da parte della Agenzia delle Dogane Italiana, sulla rispondenza di queste procedure alle regole Europee, si possa concludere in fretta e si possa davvero avviare questa iniziativa fortemente voluta da noi e caparbiamente seguita dalla nostra Ambasciata”, afferma l’associazione.

Ancora problematica la situazione sul piano del credito: “Il sistema bancario russo non è ancora in grado di sostenere politiche creditizie a lungo termine, dovendo come in passato accedere ai mercati finanziari internazionali eppure anche in questo settore qualche segnale inizia ad arrivare. In sede di Commissione per lo Sviluppo Economico della Duma, il GIM ha lanciato la proposta della Istituzione di un Fondo di Investimento Italo-Russo, con Capitali pubblici e privati per il finanziamento di progetti della PMI. La SACE ha inoltre messo a disposizione degli operatori italiani una serie di nuovi prodotti assicurativi, particolarmente interessanti e semplici per il credito all’Export”.

Concludendo, l’appello che l’associazione rivolge agli imprenditori italiani è quello di non demordere: “Questo è il momento di investire e di conquistare nuovi spazi e nuove quote di mercato - conclude la nota -. La Russia è destinata a riprendere il suo cammino di crescita”.

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