Terremoto in Nepal, terminate le operazioni di evacuazione dei cittadini russi

Oltre 160 le persone messe in sicurezza. Il Ministero delle Situazioni di Emergenza: “Situazione sotto controllo. Ora pensiamo alle vittime”

Sono terminate le operazioni di evacuazione dei cittadini russi in Nepal, colpito da una devastante scossa di terremoto: 164 persone sono state messe in sicurezza e altre 180 hanno ottenuto aiuti di diverso genere. Aleksandr Romanov, capo della squadra di soccorso del Ministero russo per le Situazioni di Emergenza, ha detto che la situazione sta piano piano tornando alla normalità. “Ora l’obiettivo è quello di prestare assistenza medica alle vittime, fornendo loro cibo e materiale di primo soccorso”, ha spiegato.

La Russia sta infatti collaborando in maniera attiva per fornire aiuti alla popolazione colpita dal sisma, conducendo inoltre operazioni di ricerca delle persone scomparse. “Gli specialisti russi stanno lavorando in gruppo per la raccolta e l’invio di aiuti umanitari - ha aggiunto Romanov -. Le operazioni di ricerca e di salvataggio sono state condotte da dieci gruppi nelle zone a nord e a est di Kathmandu”.

Trentacinque i distretti già passati in rassegna, mentre un’area di 35.000 metri quadri è stata liberata dalle macerie.

“Stiamo facendo di tutto per aiutare i cittadini russi in Nepal - ha aggiunto Romanov -. Abbiamo stabilito contatti con gruppi di cittadini nel territorio. La situazione è sotto controllo. Ora abbiamo appena avviato una nuova operazione per rintracciare due turisti”.

Il ministro russo per le situazioni di Emergenza Vladimir Puchkov ha detto che, oltre all’aiuto alle vittime, è necessario organizzare un’operazione di ricerca per le persone scomparse. 

Due diplomatici russi, Alexei Lipeyev e Maria Yakovleva, mancherebbero infatti all’appello. Secondo le informazioni fino ad ora disponibili, si trovavano in vacanza in Nepal e da una settimana sono stati persi i contatti. 

Per ora il bilancio del terremoto è salito a 7.557 morti accertati e a 14.536 feriti. 

Tutti i diritti riservati da Rossiyskaya Gazeta